“VOILÀ: 3-1. Dirige l’orchestra il maestro Balestrero. Canta: Union Brescia” Il big match di sabato 28 febbraio va all’Union Brescia. Lecco battuto 3 a 1

Non è facile. Non è facile trovare le parole per descrivere un big match come quello del Rigamonti di questo sabato senza lasciarsi influenzare dall’evento clou del weekend. Quel rituale ormai tradizionale che, lo si apprezzi o no, ogni anno da ormai 75 anni, condiziona le ultime settimane di conversazioni invernali degli italiani, superando in scioltezza il meteo nella classifica degli argomenti da “small talks” per tappare i silenzi: il festival di Sanremo. Dunque mettetevi nei miei panni, oggi, mentre proverò a raccontarvi della larga vittoria dell’Union Brescia senza provare ad inciampare in qualche, doveroso, riferimento al festival, e qualora dovesse accadere, spero possiate perdonare la fragilità di un “uomo che cade”.

Al Rigamonti, questo sabato, non si giocava una partita come le altre, in palio non c’era infatti solo il secondo posto, bensì una piccola targa immaginaria. Un’invisibile ma non per questo leggerissima targa, sulla quale i più attenti potevano leggere una finissima ed elegante incisione alla “miglior squadra di esseri umani del girone”. Già, necessario sottolinearlo, “esseri umani”, perché il campionato che sta facendo il Vicenza è decisamente lontano dalla normalità, ma sembra piuttosto una “‘magica favola”.
Non ce ne vogliano “i romantici”, che ancora sognano i finali ad effetto, con l’ultima di campionato di prima e seconda giocate in contemporanea, gli orafi costretti a rimandare al 93’ l’incisione del nome della squadra campione, e i vertici della Lega con l’auto parcheggiata con le quattro frecce ed il motore acceso pronti a spostarsi con la coppa in caso di ribaltoni inaspettati. Non ce ne vogliano, ma non sarà questo il caso.
Il Lecco arriva a Brescia nel peggior momento della sua stagione, una sola vittoria nelle ultime 6 partite, e, con lo scontro diretto perso all’andata, non può più permettersi di sbagliare.
Gli ospiti infatti partono subito forte per cercare di indirizzare verso ovest la partita del Rigamonti: è Duca che al 2’ si gira bene in area e lascia partire un destro che non va lontano dalla traversa di Gori. In un primo tempo intenso ma privo di particolari occasioni è ancora Duca al 38’ a cercare fortuna con un altro destro a giro che, nonostante l’incipit diverso, ha lo stesso finale del primo, sorvolando i pali della porta bresciana. Ma chi di big match ne ha visti tanti lo sa, in partite intense come quella del Rigamonti, la svolta possono essere le palle inattive, ed è proprio così che l’Union Brescia la sblocca. Il mancino di Lamesta da corner pesca la testa di Sorensen sul dischetto che scopre Balestrero sul secondo palo, in solitaria, pronto ad appoggiare in spaccata l’1-0 per i padroni di casa. Quarto gol da gennaio per il capitano dell’Union, che nel momento più importante della stagione bresciana sta dimostrando perché la fascia con la C stringe proprio il suo tra 30 bicipiti mancini.
Il primo atto dell’”opera” si chiude dunque con un bel cliffhanger, sull’1-0, ma la serata di grazia del capitano non è ancora finita. Al 54’, dopo una respinta di Furlan su Crespi, è Balestrero a raccogliere il pallone a pochi metri dall’area piccola del Lecco, e lascia partire un cross arretrato col sinistro, che taglia a metà l’area avversaria e trova, pronto a colpire a botta sicura, Marras, che con una botta sotto la traversa firma il suo primo gol bresciano, ma soprattutto il 2-0. Per Balestrero è la settima partecipazione ai gol nelle ultime sette partite giocate: aspettarsi il suo nome sul tabellino, a questo punto, è “naturale”.
Il Lecco prova a riaprirla con l’ingresso di Parker, che crea non poche difficoltà alla difesa bresciana, ma al tempo stesso non riesce ad impegnare Gori che, al 59’, blocca senza troppe difficoltà il suo tentativo. Ed è proprio Gori che, al 61’, fa il Balestrero. Un suo rinvio si traveste da A4 e collega l’area bresciana a quella di Lecco, trova impreparato al casello Furlan che respinge goffamente e invita a nozze Cazzadori che, a porta sguarnita, risponde “Per sempre sì” e mette in ghiaccio la partita: 3-0.
Il Lecco prova a riaprirla al 65’ con la girata di Duca che fa 3-1, ma la revisione del direttore di gara Zago rivela un tocco di gomito che ne inficia la regolarità. Il gol della bandiera è soltanto rimandato: al 92’ la conclusione potente di Voltan, destinata probabilmente al fondo, trova il corpo di Rizzo che manda in controtempo Gori e in porta Marrone che al volo accorcia le distanze.
Il triplice fischio di Zago è il segnale per i festeggiamenti della Leonessa, che porta a 6 i propri punti di vantaggio sui diretti concorrenti, che pesano ancora di più se sommati alla vittoria di entrambi gli scontri diretti. Un risultato incredibile considerando la spirale di risultati negativi in cui, nel mese di novembre, era incappata l’allora squadra di Aimo Diana. Un mese fatto di infortuni, soprattutto nel reparto offensivo, di derby poveri di goal e di tanta, “stupida sfortuna”. Ma “ogni volta che non sanno volare”, le nuove Rondinelle, trovano sempre un modo per rialzarsi e riprovare, soprattutto se, come ne “La Gabbianella e il gatto” trovano qualcuno che gli insegni a farlo. Ed il gatto Zorba della nostra storia non può che essere Davide Balestrero, uno dei più criticati nella prima parte di stagione, ma che da gennaio sta letteralmente trascinando la sua squadra tra gol, assist ed una leadership mai realmente in discussione. Per chiudere in bellezza, scivolando nuovamente sul Festival di Sanremo, “prima che” lo dicano tutti: “Grazie capitano, tu ci piaci tanto!”

 

Immagine di Brescia Today