Derby londinese o derby lombardo, questo è il dilemma
Un ospite d’onore al Rigamonti ha assistito ieri alla rimonta bresciana contro la Pro Patria: Pep Guardiola.
Chiudi gli occhi. Hai 55 anni, quasi 600 presenze tra i professionisti come calciatore, oltre mille da allenatore consacrate da 38 trofei alzati, tra cui tre coppe dalle grandi orecchie, meglio note come Champions League. Ma soprattutto hai un enorme peso sulla coscienza: negli ultimi 18 anni hai cambiato per sempre il gioco del calcio, trasformando quello che per tutti era uno sport in cui vince chi segna più dell’altro, in una pagina della settimana enigmistica. Qui la palla si muove come la punta a sfera di una biro tra i punti numerati, fino a completare un disegno inaspettato con l’immancabile firma dell’artista in calce: P.G., Pep Guardiola. Mantieni gli occhi chiusi, se questo non ti rende difficile la lettura dell’articolo, continua a immaginare, torniamo al presente. Hai 55 anni, alleni il Manchester City. Haaland, Donnarumma, Cherki, per fare giusto alcuni dei nomi che, al tuo ritorno a casa, martedì, troverai ad aspettarti. Sabato pomeriggio hai battuto il Newcastle di Tonali (un altro figliol prodigo delle Rondinelle, come te), e messo ulteriore pressione all’Arsenal in una clamorosa rincorsa al primo posto, a quel punto distante soltanto due punti. Adesso, io non so cosa chiedano i giornalisti inglesi al termine di una partita come questa in Premier League, ma so per certo che, nel nostro Paese, è buon costume alzare la mano durante l’intervista post partita e domandare all’allenatore, ancora sudato e senza voce, qualcosa che suoni come “Domani guarderà Arsenal-Tottenham?”. Ecco, ora immaginatevi di essere Pep Guardiola e, di fronte a questa domanda così ovvia, rispondere: “No, Union Brescia-Pro Patria”.
Chi ieri sera arrivava al Mario Rigamonti all’ultimo, guidato verso il proprio posto più dalla memoria muscolare che dall’emozione di chi vive ogni partita della squadra come se fosse la prima, non si aspettava certo una doppia sorpresa. La prima, di quelle che scaldano il cuore e le mani del pubblico in un grande applauso: una leggenda del club che torna allo stadio nelle vesti di tifoso. La seconda invece, più che scaldare muscoli, richiede la coordinazione rapida tra spalle e gomito, nel ben noto gesto di portarsi le mani ai capelli in segno di incredulità di fronte ad un gol degli avversari al primissimo minuto. La sorpresa e l’amarezza aumentano esponenzialmente poi se, come l’Union Brescia ieri, affronti la penultima in classifica e peggior attacco del campionato, la Pro Patria. Frosali trova con un lancio preciso Desogus, la difesa bresciana si fa trovare impreparata e l’ex Cagliari con un mancino preciso in controbalzo batte Gori incrociando. Un gol a freddo che rischia di cambiare il piano partita dei ragazzi di Corini che, a questo punto, si allungano sin da subito per cercare il pareggio, esponendosi ai contropiedi degli ospiti. Al 17’ infatti è ancora la Pro Patria a sfiorare il gol. Renelus riceve sulla sinistra e punta Balestrero, rientra sul suo piede forte e lascia partire un destro potente e con la giusta dose di effetto per superare Gori, ma la sua conclusione si spegne di pochissimo a lato. Gli attaccanti bresciani Crespi e Cazzadori hanno entrambi l’occasione per entrare nel tabellino, rispettivamente al 6’ e al 21’, ma entrambi non riescono a trovare lo specchio della porta di Rovida, motivo per cui, al 32’ entrano in scena i centrocampisti. Marras apre il campo con un gran passaggio in verticale per Balestrero che, smarcato sulla trequarti offensiva, solletica il pallone con l’esterno del suo piede destro, eludendo l’intervento di due difensori della Pro Patria. Il suo filtrante premia l’inserimento di Fogliata che controllando col mancino spinge la sfera tra le gambe di Masi e, a tu per tu con Rovida pareggia i conti incrociando col destro. Al Rigamonti è 1-1. Lo stato delle cose però evolve nuovamente dopo pochi minuti, con l’errore di Sorensen che regala il pallone a Desogus, che punta Balestrero al limite dell’area, ed il capitano bresciano finisce per sgambettarlo, regalando una punizione pericolosa alla Pro Patria. L’allenatore ospite però, sicuro della reale posizione del contatto, si gioca la card della FVS, che infatti cambia la decisione dell’arbitro: è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso Desogus che apre con il piatto destro e spiazza Gori, riportando meritatamente in vantaggio i suoi al 41’. L’Union Brescia rifiuta di andare negli spogliatoi in svantaggio e al 46’ guadagna una punizione da ottima posizione con Boci. Sul pallone va Lamesta, che con un cross preciso sul primo palo trova la testa di Balestrero che colpisce a botta sicura, ma trova un riflesso clamoroso di Rovida, che sulla linea respinge un gol già fatto. Sulla sua respinta però sono tutti fermi, tutti a parte Cazzadori, che si avventa sulla seconda palla ed infila il suo settimo gol stagionale. Il tap in del numero 97 bresciano dà la carica ai ragazzi di Corini che, prima del duplice fischio, rischiano di completare già la rimonta, con la testata di Sorensen che si stampa sulla traversa e chiude un primo tempo ricco di emozioni al Rigamonti.
La ripresa comincia con un copione non troppo dissimile dal finale del primo tempo. Armati, appena subentrato a Silvestri, impegna Rovida in uscita alta: sulla respinta si avventa Fogliata ma la sua conclusione è bloccata da Masi che, involontariamente, serve Crespi, ma il 99 bresciano di testa manca la porta di poco. L’insistenza dell’Union Brescia spinge la squadra di Bolzoni ad abbassarsi, e questo spostamento del baricentro difensivo si rivela decisivo al 58’. Boci cerca direttamente le punte in area con un lancio panoramico dalla metà campo: la difesa respinge, ma sulla seconda palla in totale libertà si avventa Balestrero, che di controbalzo lascia partire un destro precisissimo e radente al suolo che non lascia scampo a Rovida. Al Rigamonti è 3-2 nel segno del capitano, protagonista assoluto del match, che dopo aver prestato la penna ai firmatari delle prime due reti, scrive le parole “rimonta completata” e “fine” alla storia di questo incontro.
Due volte in svantaggio, l’Union Brescia riesce a ribaltare la partita e, in virtù del pareggio del Lecco, prossimo ospite al Rigamonti, porta a tre lunghezze la distanza dal terzo posto, regalando al proprio pubblico una domenica pomeriggio da Premier League, e a Pep Guardiola una nuova veste bresciana: da leggenda del club, a portafortuna.
A cura di Fabio Mansueto
Immagine di BsNews
