Scivolone a Crema: l’Union Brescia perde l’imbattibilità esterna

Stai tornando a casa, è lunedì sera e si è appena conclusa la diretta di Radio Bruno a Crema per la partita dell’Union Brescia. A un certo punto, il ritornello della canzone alla radio viene coperto dal suono fastidioso di una spia dell’auto che si accende nella notte: il display ti ricorda di fare attenzione al ghiaccio. Strano, pensi, l’inverno sembrava ormai alle spalle. È da qualche giorno che, almeno qui a Brescia, le temperature lasciano intuire una primavera anticipata. Eppure, solo un ghiaccio inaspettato potrebbe spiegare il brutto scivolone dell’Union Brescia di ieri sera a Crema.

Un crollo che, a un giorno dalla prima sconfitta del Vicenza e dal pareggio del Lecco con la Virtus Verona, in pochi si sarebbero aspettati, soprattutto in casa della quartultima della classe. In un “triduo” decisamente animato dalle discussioni sulla caduta di Bastoni, i ragazzi di Corini accettano la sfida alla miglior caduta libera, inciampando nella prima sconfitta stagionale in trasferta.

Il primo indizio di una serata al sapore di beffa arriva al 9’ con Crespi che, approfittando di uno scivolone a vuoto del centrale locale, raccoglie un geniale filtrante di De Francesco e salta Cordaro in dribbling; ci impiega però un’eternità a concludere, dando il tempo al portiere cremasco di tornare sui suoi passi e disinnescarlo. Un brutto errore per il numero 99 bresciano, reduce da una doppietta decisiva contro la Virtus Verona. L’occasione per il riscatto arriva cinque minuti dopo: grande intercetto di Balestrero sulla trequarti su un altro pasticcio della difesa locale, il capitano a tu per tu con Cordaro serve Crespi che, a porta sguarnita, firma l’1-0 per l’Union Brescia.

A questo punto, solitamente, quando la grande squadra piega la resistenza della piccola passando in vantaggio, la nostra memoria enciclopedica calcistica ci spinge a pensare che il match sia ormai in discesa: la Pergolettese si scoprirà per cercare il pareggio e l’Union Brescia dilagherà. Ma il bello dell’esperienza è proprio questo: ti dà la percezione di sapere cosa stia per succedere, regalandoti la possibilità di sorprenderti qualora accada l’opposto. La Pergolettese, infatti, non ci sta. Al 18’, sugli sviluppi di una rimessa, Rizzo dimentica un pallone pericolosissimo nei pressi dell’area: Jawari si lancia sulla sfera e con il secondo tocco lascia partire un destro potente che, complice una deviazione di Sorensen, beffa un Gori non impeccabile. È 1-1 alla prima occasione.

L’Union prova a rispondere con i nuovi acquisti: Lamesta al 26’ spara alto da buona posizione e ancora Crespi, al 40’ — dopo una serie di colpi di testa degni di Head Soccer, cult videoludico dello scorso decennio — calcia malissimo col sinistro a tu per tu con Cordaro. Ci prova anche Cazzadori al 42’, ma la sua rovesciata non inquadra lo specchio. Come da copione, dopo i troppi gol sbagliati dai favoriti, arriva la beffa allo scadere del primo tempo. Un’altra rimessa laterale lunghissima crea scompiglio nell’area bresciana; dopo un batti e ribatti, il pallone scivola sul destro di Jawari che, al 47’, con una girata bacia il secondo palo e batte ancora Gori.

Nella ripresa la squadra di Corini ci prova in tutti i modi ma, a parte un nuovo errore clamoroso di Crespi che spara alto di testa a un metro dalla linea, non riesce a essere pericolosa come nella prima frazione. La Pergolettese si chiude, concede le briciole e quando può riparte, rischiando addirittura il tris: al 91’ Orlandi impegna Gori in un grande intervento e sulla respinta Antolini, a porta vuota, “cestina” il colpo del KO.

Uno scivolone inaspettato per l’Union Brescia, che perde l’imbattibilità esterna contro la squadra con il peggior rendimento casalingo del campionato. Dopo il KO del Vicenza capolista e il pari del Lecco, cade anche la seconda in classifica: un plot twist degno delle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City 2002. La domanda resta una: chi interpreterà Steven Bradbury?

 

A cura di Fabio Mansueto

Immagine di: Pergolettese