Travolta da un camion a Milano, muore Laura Ghirardi: l’artista aveva aperto la Galleria Long a Iseo

Una tragedia improvvisa ha spezzato la vita di Laura Ghirardi, artista di 67 anni, originaria di Milano ma profondamente legata a Iseo, dove nel 2023 aveva aperto la Galleria Long in via Duomo. La donna è morta martedì 7 luglio dopo essere stata investita da un camion mentre percorreva in bicicletta l’incrocio tra via Gattamelata e via Colleoni, in zona Portello-Fiera, nel capoluogo lombardo.

L’impatto è avvenuto poco prima delle 13. Laura Ghirardi è stata soccorsa e trasportata in condizioni gravissime all’ospedale Niguarda, ma le ferite riportate erano troppo gravi: è deceduta poco dopo l’arrivo in pronto soccorso.

Secondo le prime ricostruzioni, il conducente del mezzo pesante, un uomo di 33 anni, non l’avrebbe vista durante una manovra di svolta a destra. L’autista è risultato negativo agli accertamenti su alcol e droga ed è stato denunciato per omicidio stradale, come previsto in casi di questo tipo. La dinamica resta comunque al vaglio della Polizia Locale di Milano, che sta analizzando anche le immagini delle telecamere della zona.

L’incidente e il nodo dell’angolo cieco

La tragedia ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza dei ciclisti nelle strade urbane, soprattutto nei punti in cui biciclette e mezzi pesanti si trovano a condividere spazi stretti, incroci e svolte. Secondo le prime ipotesi, l’autista potrebbe essere stato tradito dall’angolo cieco del camion, uno dei fattori più pericolosi negli incidenti che coinvolgono veicoli pesanti e utenti vulnerabili della strada.

L’incrocio tra via Gattamelata e via Colleoni è ora al centro degli accertamenti. Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione la posizione della bicicletta, il movimento del mezzo, la traiettoria della svolta e l’eventuale ruolo dei dispositivi di controllo dell’angolo cieco.

La morte di Laura Ghirardi si aggiunge a un elenco di incidenti che, negli ultimi anni, hanno portato Milano e molte altre città italiane a interrogarsi sulla convivenza tra traffico pesante, mobilità ciclabile e sicurezza stradale. Al di là dell’indagine, resta il dolore per una vita interrotta in pochi istanti.

Da Milano a Iseo, una vita tra arte e materia

Laura Ghirardi era madre di due figli e viveva tra Milano e Iseo. Proprio sul Sebino aveva trovato un luogo di espressione e relazione, aprendo nel 2023 la Galleria Long, in via Duomo 12, all’angolo con vicolo delle Confettarie. Uno spazio piccolo, vista lago, diventato in breve tempo un punto di riferimento per chi seguiva la sua ricerca artistica e per il mondo culturale locale.

Sul suo sito ufficiale, l’artista spiegava il significato del nome Long, parola cinese che significa “drago”: «Long in cinese significa drago, è l’incarnazione del concetto di Yang, lo spirito fecondo che dalle viscere della terra sale su verso il cielo». Una scelta non casuale, legata a una passione personale e al desiderio di ricostruire un nuovo spazio creativo.

La sua ricerca attraversava linguaggi diversi. Pittura, scultura, ceramica, collage, resine e lavorazione del metallo erano strumenti per entrare in rapporto con la materia, sperimentare forme e costruire immagini capaci di raccontare storie. «In tutti questi anni ho sempre avuto la curiosità di sperimentare e perfezionare tecniche diverse», scriveva, descrivendo il proprio lavoro come un continuo tentativo di trovare nuovi linguaggi.

“Cittadina del mondo” e artista del racconto

Laura Ghirardi amava definirsi una “cittadina del mondo”. La sua arte nasceva da uno sguardo mobile, aperto, curioso, capace di attraversare materiali e suggestioni differenti. Non si fermava a una tecnica, ma cercava ogni volta la forma più adatta per restituire un’emozione, una memoria, una visione.

«Preferisco lasciar parlare le mie opere. Sono opere che raccontano storie. Come la mia», si legge nella sua presentazione artistica. Una frase che oggi assume un valore ancora più forte, perché restituisce la discrezione e insieme l’intensità del suo modo di stare nell’arte.

A Iseo, la Galleria Long non era soltanto un luogo espositivo. Era uno spazio personale, un laboratorio, un punto di incontro. Chi la frequentava la riconosceva come una presenza capace di portare nel centro del paese un respiro internazionale e insieme profondamente umano.

Il dolore del Sebino

La notizia della morte di Laura Ghirardi ha colpito il mondo artistico e culturale legato a Iseo e al Lago d’Iseo. La sua galleria aveva saputo inserirsi con naturalezza nel tessuto del paese, tra residenti, visitatori e appassionati d’arte.

La tragedia avvenuta a Milano lascia ora un vuoto anche sul Sebino, dove il nome di Laura Ghirardi era associato alla creatività, alla ricerca e al desiderio di costruire relazioni attraverso l’arte. La sua storia resta legata a quella piccola galleria in via Duomo e a un percorso artistico fatto di materia, sperimentazione e libertà.

Il suo lavoro continuerà a parlare attraverso le opere, come lei stessa desiderava. Opere che raccontano storie. E, da oggi, anche la sua.

(Immagine di copertina: Brescia Today)