Maturità 2026, quasi tutti promossi a Brescia: poche però le lodi

La Maturità 2026 va verso l’archiviazione anche nelle scuole bresciane, con un dato che conferma la tendenza degli ultimi anni: una volta superato lo scoglio dell’ammissione, l’esame finale spaventa sempre meno. Le bocciature sono rarissime e la percentuale di promossi resta vicina al 100%, ma il quadro che emerge dagli istituti cittadini e provinciali racconta anche un altro aspetto: le eccellenze assolute, quelle coronate dal 100 e lode, non sono molte.

L’esame è iniziato giovedì 18 giugno con la prima prova scritta di italiano, uguale per tutti gli indirizzi, ed è proseguito venerdì 19 giugno con la seconda prova, diversa a seconda del percorso di studi. Gli orali sono partiti quasi ovunque dal 23 giugno, in un clima segnato anche dal caldo intenso che ha accompagnato studenti e commissioni nelle aule.

Quella del 2026 è stata una Maturità con alcune novità, soprattutto nel colloquio, ma senza particolari scossoni sul piano degli esiti. La sensazione, nelle scuole bresciane, è quella di un esame affrontato con serietà, ma ormai lontano dall’immagine di rito temuto e insonne che per generazioni ha accompagnato la fine delle superiori.

L’Arnaldo guida la classifica delle eccellenze

Tra gli istituti che hanno già chiuso le operazioni, il dato più alto arriva dal liceo classico Arnaldo. Qui sono state registrate dieci lodi, quattordici votazioni da 100, ventisei studenti sopra il 90 e trentatré sopra l’80. Nessuno studente è stato fermato.

La dirigente Elena Lazzari, in una lettera aperta, ha sottolineato la soddisfazione della scuola per il livello dimostrato dai maturandi: «Si è visto un incremento di votazioni eccellenti e nessuno studente è stato fermato. Siamo soddisfatti del livello dimostrato in generale. Sarà di slancio verso le nuove esperienze ormai dietro l’angolo».

Il risultato dell’Arnaldo resta però una delle eccezioni più evidenti in un panorama cittadino dove i 100 e lode sono presenti, ma non in modo diffuso. Il voto massimo senza lode, invece, compare con maggiore continuità nei diversi indirizzi.

Scientifici e tecnici: buoni risultati, ma lodi contenute

Al liceo scientifico Leonardo, guidato da Massimo Cosentino, su 291 studenti distribuiti in 14 classi, dieci hanno raggiunto il 100 e due il 100 e lode. Numeri simili per il liceo scientifico Copernico, diretto da Claudia Marchi, dove le lodi sono state due, i 100 nove e ventinove gli studenti collocati nella fascia tra 90 e 99.

Più contenuto il bilancio delle eccellenze all’Abba Ballini, istituto tecnico amministrativo, dove su 169 candidati si contano cinque 100 ma nessuna lode. Nel percorso serale, tra i 44 studenti, spicca anche un 99. Il dirigente Giovanni Scolari ha parlato di «esiti buoni», evidenziando in particolare il valore del risultato ottenuto dagli studenti del serale, «che con tanti sacrifici hanno conseguito un diploma».

Al Golgi, nell’indirizzo Biotecnologie sanitarie, una studentessa, Fatima, ha ottenuto il 100 e lode. La scuola ha registrato anche un candidato non diplomato. La dirigente Daniela Gorgaini ha comunque descritto un quadro positivo: «La media dei voti è stata alta su tutte le nove quinte, in un clima positivo».

Castelli, Mantegna e provincia: il diploma arriva quasi per tutti

All’istituto Castelli due studenti della stessa classe dell’indirizzo Chimica e materiali hanno conquistato la lode. Otto, complessivamente, i 100. La dirigente Simonetta Tebaldini ha parlato di «un anno con classi molto buone», aggiungendo che «il livello generale è stato alto durante l’anno e alla fine».

Nei professionali il quadro resta più articolato. All’alberghiero Mantegna, su 156 diplomati, non si registrano lodi, ma ci sono cinque 100, tre dei quali ottenuti da studenti con diversa abilità. Tre, invece, gli studenti che non sono riusciti a chiudere il ciclo.

Situazione simile anche in provincia. All’alberghiero di Gardone Riviera e Desenzano, su 117 maturandi, nessuna lode, quattro 100 e due bocciature. La dirigente Maria Luisa Orlandi ha parlato di risultati «in linea con gli anni passati», sottolineando però l’apprezzamento dei docenti per il racconto delle esperienze lavorative già svolte e per la professionalità mostrata dagli studenti nei colloqui.

Al linguistico di Breno, su 27 candidati, sono stati tre i 100. All’Iis Primo Levi di Sarezzo, su 139 studenti, quattro hanno ottenuto il voto massimo, nove hanno superato quota 90, mentre la maggior parte si è collocata nella fascia tra 66 e 70. Diciassette studenti hanno chiuso con il 60.

Dopo l’esame, riposo e test universitari

Per molti diplomati bresciani è arrivato il momento del riposo dopo settimane di studio, prove scritte, orali e attese davanti ai tabelloni. Per altri, però, la pausa sarà breve: all’orizzonte ci sono già i test di ingresso universitari, le scelte sui percorsi accademici, i primi passi nel mondo del lavoro o nelle esperienze di formazione post diploma.

La fotografia finale della Maturità bresciana resta quindi doppia: da una parte un esame che conferma percentuali altissime di promozione, dall’altra una distribuzione delle lodi piuttosto selettiva. Quasi tutti promossi, dunque, ma l’eccellenza assoluta resta un traguardo per pochi.