Isorella, la tangenziale rallenta: il progetto cambia per salvare l’irrigazione dei campi
La tangenziale di Isorella dovrà attendere ancora. I lavori del primo tratto, che secondo le previsioni avrebbero dovuto partire a settembre, slitteranno a causa di una modifica al progetto esecutivo. Al centro della questione c’è la deviazione del Naviglio, un intervento che aveva sollevato forti preoccupazioni nel mondo agricolo per il possibile impatto sull’irrigazione di circa mille ettari di terreni.
La nuova soluzione progettuale, condivisa dopo il confronto con gli agricoltori e con la Provincia di Brescia, punta a evitare il rischio di lasciare senz’acqua 67 aziende agricole che dipendono dalle quattro bocche inferiori del sistema irriguo: Remedella, Vescovina, Canneta e Gambara. Il timore era che, soprattutto nel periodo estivo, la deviazione del corso d’acqua non garantisse la portata minima necessaria, con conseguenze pesanti sui raccolti.
La modifica comporterà però un allungamento dei tempi. A confermarlo è stato il sindaco di Isorella, Simone Bellardi, durante l’ultimo Consiglio comunale, dopo il confronto con la Provincia, ente competente per l’opera. «Escludo che i lavori possano partire a settembre – ha spiegato il primo cittadino – ma il mio auspicio è di vedere i cartelli del cantiere entro la fine dell’anno».
Un’opera attesa, ma i costi sono aumentati
La tangenziale di Isorella è un’opera attesa da tempo. Il progetto complessivo prevede circa quattro chilometri di tracciato esterno al centro abitato, da via Brescia a via Corvione, con quattro rotatorie e nuovi collegamenti poderali per garantire l’accesso alle proprietà agricole. L’obiettivo è alleggerire il traffico nel centro del paese e migliorare la sicurezza lungo un asse viabilistico molto utilizzato.
Il finanziamento disponibile è quello da 10 milioni di euro stanziato nel 2022 da Regione Lombardia nell’ambito delle risorse post-Covid. All’epoca, secondo le stime, la somma avrebbe dovuto coprire entrambi i lotti dell’intervento. Oggi, però, l’aumento generalizzato dei costi e le modifiche al progetto consentono di finanziare soltanto un tratto.
Si tratta del lotto 2, quello considerato di prossima realizzazione, compreso tra il depuratore di Isorella e la strada per Visano. Per completare l’intera tangenziale servirebbero almeno altri 7 milioni di euro. Un dato che riapre il tema delle risorse necessarie per chiudere l’opera e dei tempi effettivi di realizzazione.
Il nodo del Naviglio e l’allarme degli agricoltori
La questione più delicata resta quella del Naviglio, canale fondamentale per l’irrigazione dei terreni agricoli della zona. La deviazione prevista dal progetto originario aveva messo in allarme le aziende agricole, preoccupate per la possibile riduzione della portata d’acqua a valle. Il Naviglio, nel territorio di Isorella, è parte di un sistema idraulico complesso e strettamente legato alla vita agricola della Bassa bresciana.
Secondo le osservazioni arrivate dal territorio, il rischio principale riguardava proprio la stagione irrigua: senza una portata minima garantita, le coltivazioni avrebbero potuto subire danni rilevanti. Da qui la richiesta di rivedere la soluzione tecnica, fino all’individuazione di una variante progettuale ritenuta più compatibile con le esigenze del comparto agricolo.
La scelta di modificare il progetto viene letta come un passaggio necessario per evitare un impatto troppo pesante sui campi, ma apre inevitabilmente una nuova fase: aggiornamento degli elaborati, verifica dei costi, nuovo cronoprogramma e ridefinizione dell’avvio del cantiere.
La minoranza attacca: «Persi tempo e soldi pubblici»
La vicenda ha acceso anche lo scontro politico. Il gruppo di minoranza Terra fra fiumi, rappresentato dai consiglieri Reginaldo e Renato Zaltieri, aveva già chiesto chiarimenti sull’avanzamento dell’opera, definendola simbolo di «immobilismo amministrativo e disillusione per la nostra comunità».
Dopo le comunicazioni del sindaco, Renato Zaltieri ha criticato duramente la gestione del progetto: «Pare che solo ora gli agricoltori si siano resi conto del problema. Da anni il nostro gruppo solleva la questione della deviazione del corso d’acqua, a cui siamo sempre stati contrari. Possibile che progettisti e Consorzio del Naviglio non lo abbiano affrontato prima?».
Il consigliere ha poi aggiunto: «È incredibile come siano stati incapaci di comprendere una questione così ovvia, evitando di perdere tempo e soldi pubblici su soluzioni inefficaci. Il tempo passa, e se anni fa i dieci milioni bastavano per tutta l’opera, adesso bastano a malapena per un lotto».
La minoranza chiama in causa anche il Broletto, sostenendo che opere di questo tipo, capaci di incidere in modo profondo sulla comunità locale, sarebbero state gestite con «una preoccupante opacità sui costi e sulle implicazioni ambientali».
Ora la sfida è non perdere altro tempo
Il caso Isorella mette insieme due esigenze entrambe centrali: da una parte la necessità di realizzare una tangenziale attesa per alleggerire il traffico e migliorare la sicurezza, dall’altra la tutela di un sistema agricolo che dipende dall’acqua del Naviglio e che non può permettersi interruzioni o riduzioni della portata irrigua.
La nuova soluzione progettuale dovrebbe evitare il rischio di assetare i campi, ma il prezzo sarà un ulteriore slittamento del cantiere. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è vedere l’avvio dei lavori entro la fine dell’anno. Resta però aperta la questione più grande: trovare le risorse necessarie per completare l’intera tangenziale e non lasciare l’opera a metà.
