Goletta dei Laghi 2026, Legambiente: metà dei punti monitorati in Lombardia oltre i limiti. Bene il lago d’Iseo, criticità sul Garda

Metà dei punti monitorati da Goletta dei Laghi 2026 in Lombardia presenta livelli di contaminazione superiori ai limiti di legge. È quanto emerge dalla ventunesima edizione della campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio dello stato di salute dei principali laghi italiani. Su 30 campioni analizzati nei laghi d’Iseo, Garda, Lario, Ceresio e Maggiore, 15 sono risultati entro i limiti di legge, mentre gli altri 15 hanno evidenziato criticità: undici sono stati classificati come “fortemente inquinati” e quattro come “inquinati”.

I risultati sono stati presentati a Lecco nel corso di una conferenza stampa. I campionamenti sono stati effettuati tra il 16 e il 26 giugno da tecnici e volontari di Legambiente, concentrandosi soprattutto sulle foci di torrenti, canali e scarichi, punti ritenuti più esposti al rischio di contaminazione batterica. L’associazione ricorda che il monitoraggio non sostituisce i controlli ufficiali sulla balneabilità, ma rappresenta uno strumento per individuare le situazioni più critiche e sensibilizzare sul tema della qualità delle acque.

Legambiente: “Serve completare la transizione del sistema idrico”

“Anche quest’anno le criticità costituiscono la metà dei campionamenti effettuati in Lombardia”, ha dichiarato la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto.

“Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione ancora sopra i limiti di legge, sviluppando un ciclo integrato delle acque all’altezza di una transizione ecologica di cui c’è davvero bisogno, specie in territori fragili come quelli visitati da Goletta dei Laghi. Il forte inquinamento rilevato in alcuni contesti non rende giustizia ai benefici che gli ambienti lacustri restituiscono in termini di economia, benessere e mitigazione degli effetti della crisi climatica.”

Lago d’Iseo promosso, Garda ancora in difficoltà

Per il territorio bresciano arrivano segnali incoraggianti dal lago d’Iseo. Tutti e cinque i punti monitorati sono risultati entro i limiti di legge, un netto miglioramento rispetto al 2024 e al 2025, quando quasi tutti i campioni erano stati classificati come fortemente inquinati. I controlli hanno interessato Sulzano, Pisogne, Costavolpino e Castro.

Situazione opposta sul lago di Garda, dove sono stati analizzati sei punti della sponda lombarda. Tutti hanno evidenziato criticità: un punto è stato giudicato “inquinato” e cinque “fortemente inquinati”. Secondo Legambiente, le problematiche si concentrano ancora una volta soprattutto alle foci di torrenti e canali, confermando una situazione già rilevata negli anni precedenti. Tra le località interessate figurano Salò, Padenghe sul Garda, Toscolano Maderno, Desenzano del Garda e Sirmione.

Miglioramenti sul Lario, bene il Ceresio. Restano criticità sul Maggiore

Sul Lario sono risultati entro i limiti cinque dei nove punti campionati, mentre uno è stato classificato come inquinato e tre come fortemente inquinati. Legambiente evidenzia tuttavia un miglioramento rispetto agli anni scorsi, con diversi siti che hanno mostrato valori migliori rispetto alle precedenti campagne.

Esito positivo anche per il lago Ceresio, dove tutti e quattro i campioni analizzati sono risultati entro i limiti di legge.

Più complessa la situazione sul lago Maggiore, dove soltanto uno dei sei punti monitorati è risultato regolare. Tre campioni sono stati classificati come fortemente inquinati e due come inquinati, confermando criticità già emerse negli anni precedenti.

Il report dedica infine un focus anche agli effetti della crisi climatica. Secondo Legambiente, il Maggiore, il Lario e l’Iseo stanno registrando livelli d’acqua inferiori rispetto ai periodi precedenti e temperature superficiali sempre più elevate, condizioni che possono alterare gli equilibri degli ecosistemi lacustri e rendere ancora più urgente il rafforzamento delle politiche di tutela ambientale.