Ronco Calino compie trent’anni e cresce: ricavi a 1,6 milioni
Ronco Calino festeggia i trent’anni di attività con numeri in crescita e una nuova fase di consolidamento. La cantina di Adro ha chiuso il 2025 con un fatturato di 1,6 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto all’esercizio precedente. Una crescita significativa, accompagnata anche dal rafforzamento dell’export, che oggi pesa per il 27% delle vendite contro il 19% dell’anno precedente.
I Franciacorta della cantina sono arrivati in 18 Paesi. Il primo mercato estero resta la Svizzera, mentre l’Ucraina è diventata il secondo sbocco internazionale per l’azienda. Un risultato che conferma la capacità di Ronco Calino di muoversi oltre i confini nazionali, mantenendo però un’identità fortemente legata alla Franciacorta, ad Adro e alla storia familiare da cui tutto è partito.
Lara Imberti: “L’azienda cammina con le proprie gambe”
Alla guida della cantina c’è oggi Lara Imberti Radici, che prosegue il percorso avviato dal marito Paolo Radici, scomparso nel 2024. L’insegna nasce nel 1996, quando Radici decide di trasformare il suo sogno giovanile in un progetto vitivinicolo, partendo da un luogo di grande fascino: la dimora che fu del maestro Arturo Benedetti Michelangeli.
«L’azienda è a tutti gli effetti in grado di camminare con le proprie gambe», spiega Lara Imberti, commentando i risultati raggiunti nel trentesimo anno di attività.
Il confronto con gli inizi rende chiara la trasformazione. «All’inizio potevamo contare su 10 ettari, buona parte della superficie era vitata a rosso, la produzione non andava oltre le 20mila bottiglie, lo staff era limitato a due persone», ricorda Imberti.
Oggi lo scenario è molto diverso: «Disponiamo di 16 ettari in produzione, vendiamo circa 90mila bottiglie l’anno di Franciacorta e 4mila di vini fermi e abbiamo una squadra di 8 persone, in gran parte femminile e molto giovane».
La crescita non è quindi soltanto economica. Riguarda superfici, produzione, squadra, mercati e posizionamento. Ronco Calino è passata da progetto personale e familiare a cantina strutturata, con un’identità riconoscibile nel panorama franciacortino.
Investimenti, fotovoltaico e cantina più efficiente
Il 2025 ha portato anche una fase di investimenti per circa 400mila euro complessivi. L’obiettivo è stato razionalizzare gli spazi della cantina e renderli più efficienti dal punto di vista operativo ed energetico.
Tra gli interventi realizzati c’è il trasferimento della barricaia in una zona più ridotta, pensata per contenere i consumi energetici. È stato inoltre creato un archivio della produzione storica e sono stati liberati spazi da utilizzare come area di appoggio al magazzino.
La cantina ha installato anche nuovi pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di avvicinarsi all’autonomia energetica. Prima dell’intervento è stato effettuato uno studio sui consumi, in modo da orientare le scelte verso una maggiore sostenibilità nella gestione quotidiana.
In un settore dove qualità, identità e attenzione ambientale sono sempre più determinanti, Ronco Calino prova quindi a legare la crescita dei numeri a una riorganizzazione interna. Non solo più bottiglie e più export, ma una struttura produttiva capace di sostenere lo sviluppo dei prossimi anni.
Il trentennale nel ricordo di Paolo Radici
Il trentesimo anniversario è stato celebrato con un evento in cantina. Una scelta che ha avuto anche un significato personale e familiare.
«Nel 2006, in occasione del decennale, aprirono per la prima volta al pubblico e alla stampa i cancelli di questo luogo straordinario che Paolo Radici si era regalato dieci anni prima per il suo cinquantesimo compleanno», ricorda Lara Imberti.
Nel 2016 non ci furono celebrazioni particolari. Quest’anno, invece, la cantina ha scelto di dare al trentennale un valore di memoria. «Abbiamo scelto di onorare la sua memoria e ricordare la sua figura festeggiando proprio il 29 giugno, San Paolo, giorno del suo onomastico», spiega Imberti.
Per l’occasione è stata realizzata una bottiglia celebrativa con etichetta personalizzata del Franciacorta Brut, il vino preferito di Paolo Radici. L’azienda ne inserirà una in ogni cartone da sei da luglio a dicembre.
È un gesto commerciale, ma soprattutto simbolico: il trentennale diventa un modo per tenere insieme storia, affetto, continuità e futuro.
Vendemmia 2025 e nuovo obiettivo: migliorare l’accesso alla cantina
Il primo semestre 2026 conferma il trend positivo della scorsa annata. La vendemmia 2025 ha permesso di ricostituire gli stock dopo un paio di esercizi più critici e ha portato a un tiraggio di 120mila bottiglie, il record assoluto per Ronco Calino.
Il dato è rilevante perché nel metodo Franciacorta la programmazione è decisiva. I tempi lunghi di affinamento impongono scelte anticipate e una gestione attenta delle scorte. Avere più bottiglie in affinamento significa poter sostenere meglio la domanda futura, sia in Italia sia all’estero.
Ora l’obiettivo è anche logistico e di accoglienza: la realizzazione di un percorso alternativo di ingresso all’azienda. Un intervento pensato per migliorare la fruizione della cantina, in un momento in cui il rapporto diretto con visitatori, appassionati e wine lover pesa sempre di più.
Ronco Calino arriva così ai suoi trent’anni con una doppia immagine: da una parte la memoria di Paolo Radici e del sogno originario, dall’altra una cantina che cresce nei ricavi, investe sugli spazi, amplia i mercati e guarda a una nuova fase di sviluppo.
(Immagine di copertina: Ronco Calino | Facebook)
