Garda, Legambiente avverte: “Quadro in chiaroscuro, servono più controlli sugli affluenti”
Il lago di Garda resta balneabile nei punti sottoposti ai controlli ufficiali, ma il monitoraggio di Goletta dei Laghi 2026accende un campanello d’allarme sulla qualità microbiologica di alcuni affluenti della sponda veneta. Un dato che interessa da vicino anche il Bresciano, perché la salute del Benaco non si ferma ai confini amministrativi e riguarda l’intero ecosistema gardesano.
Secondo i risultati diffusi da Legambiente, su sei punti campionati in provincia di Verona, tre sono risultati entro i limiti di legge, due inquinati e uno fortemente inquinato. Il quadro segna un peggioramento rispetto al 2025, quando tutti i siti monitorati erano risultati conformi.
I punti entro i limiti sono la foce del torrente Gusa, la foce del torrente Marra e la foce del rio Dugale. Due i siti classificati come inquinati: la foce del torrente Bosca e la foce del torrente Rielo. Fortemente inquinata, invece, la foce del torrente San Severo, che negli ultimi anni era rientrata nei parametri ma che in passato aveva già mostrato criticità.
Il monitoraggio di Goletta dei Laghi
La campagna di Legambiente non sostituisce i controlli ufficiali sulla balneazione, ma ha l’obiettivo di individuare criticità ambientali, soprattutto in corrispondenza di foci, scarichi e corsi d’acqua che possono portare inquinanti verso i laghi.
Goletta dei Laghi, infatti, monitora ogni estate diversi bacini italiani per segnalare problemi legati a scarichi non depurati, cattiva gestione dei reflui, pressioni antropiche, rifiuti e fragilità degli ecosistemi lacustri.
Nel caso del Garda veneto, Legambiente parla di un “quadro in chiaroscuro”. Da una parte alcuni punti storicamente problematici confermano il rientro nei limiti. Dall’altra, il peggioramento rispetto allo scorso anno impone attenzione.
“I dati raccolti quest’anno sulla sponda veneta del Lago di Garda evidenziano un quadro in chiaroscuro che richiede attenzione”, ha dichiarato Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei Laghi. “Se da un lato registriamo con soddisfazione il consolidamento del rientro nei limiti di legge in alcuni punti storicamente critici, dall’altro preoccupa il peggioramento rispetto al 2025, quando tutti i siti monitorati risultavano conformi”.
Le criticità, secondo Bianco, riguardano in particolare le foci dei torrenti Bosca, Rielo e San Severo. “Confermano la necessità di rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione dell’inquinamento. La tutela del Garda, così come di qualsiasi bacino, passa attraverso un impegno costante da parte delle amministrazioni e dei gestori del servizio idrico, per garantire la qualità delle acque e la salute degli ecosistemi lacustri”.
Balneazione sicura, ma attenzione alle foci
Un punto importante riguarda la distinzione tra monitoraggio ambientale e controlli ufficiali sulla balneazione.
Il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, ha ricordato che le acque di balneazione della sponda veneta del Garda, sottoposte ai controlli costanti di ARPAV, risultano sicure sulla base dei campionamenti ufficiali. ARPAV, per la stagione balneare 2026, monitora in Veneto 174 acque di balneazione, di cui 65 sul lago di Garda, con controlli mensili e analisi su Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale.
Il problema evidenziato da Legambiente riguarda invece le foci di alcuni torrenti, cioè punti delicati dove eventuali criticità del reticolo idrico interno possono arrivare fino al lago.
“Le criticità riscontrate da Legambiente in corrispondenza della foce di alcuni affluenti richiamano l’attenzione su possibili vulnerabilità nei sistemi di collettamento e depurazione o su possibili inadempienze nella gestione dei reflui zootecnici che insistono sui bacini idrografici interni”, ha spiegato Lazzaro.
La questione, quindi, non è soltanto legata ai comuni rivieraschi. Per Legambiente serve un’azione coordinata che coinvolga anche i territori dell’entroterra, da cui partono i corsi d’acqua che sfociano nel Garda.
Un tema che riguarda tutto il lago
Anche se il monitoraggio riguarda la sponda veneta, il tema interessa l’intero sistema gardesano, compresa la provincia di Brescia.
Il Garda è un bacino unico, condiviso da Lombardia, Veneto e Trentino. Ogni criticità su una sponda può avere effetti sulla percezione complessiva della qualità ambientale del lago, sul turismo, sulla balneazione, sulla biodiversità e sulla gestione delle acque.
Per il Bresciano, dove il lago rappresenta una risorsa ambientale, turistica ed economica fondamentale, il messaggio è chiaro: la tutela del Benaco richiede programmazione, investimenti e monitoraggi costanti, non interventi episodici.
La pressione turistica estiva, l’aumento dei consumi idrici, gli scarichi, la gestione dei reflui, l’agricoltura e l’urbanizzazione dei bacini interni sono tutti elementi che incidono sulla salute del lago. È per questo che Legambiente chiede verifiche puntuali e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli amministrativi coinvolti.
Depurazione, controlli e prevenzione
Il monitoraggio di Goletta dei Laghi mette al centro una parola: prevenzione.
Intervenire quando un punto risulta inquinato è necessario, ma non sufficiente. Occorre capire da dove arrivino le contaminazioni, se ci siano scarichi anomali, malfunzionamenti nella rete fognaria, criticità nei depuratori o carichi impropri provenienti dall’entroterra.
Lazzaro ha parlato della necessità di “intervenire lungo tutta la filiera idrica, prevenendo dispersioni, inefficienze e carichi impropri prima che raggiungano il bacino lacustre”.
In altre parole, la salute del Garda non si difende solo sulle spiagge. Si difende nei torrenti, nei canali, nelle reti di collettamento, nelle aziende, nei comuni dell’entroterra e nei sistemi di depurazione.
Il dato 2026 non descrive un’emergenza generalizzata, ma segnala un peggioramento che non va sottovalutato. Soprattutto perché arriva dopo un 2025 in cui tutti i punti monitorati da Legambiente erano risultati nei limiti.
La sfida per il Benaco
La qualità delle acque del Garda è un patrimonio collettivo.
Per chi vive sulle sponde bresciane, veronesi e trentine, il lago è paesaggio, identità, economia e vita quotidiana. Per milioni di turisti è una destinazione di riferimento. Per l’ambiente è un ecosistema prezioso e fragile.
I risultati di Goletta dei Laghi invitano quindi a una lettura equilibrata: le acque di balneazione ufficialmente controllate restano sicure, ma alcune foci mostrano criticità microbiologiche che devono essere affrontate.
Il Garda, oggi, non chiede allarmismi. Chiede attenzione, manutenzione, controlli, prevenzione e responsabilità condivisa.
Perché un lago così importante non si tutela soltanto quando emerge un dato negativo. Si tutela ogni giorno, prima che il problema arrivi a riva.
