Basket, nasce A2A Leonessa Brescia: si riparte dalla B Nazionale
Brescia ritrova il suo basket. Dopo giorni difficili, segnati dalla fine della Pallacanestro Brescia e dalla corsa contro il tempo per non lasciare la città senza una prima squadra, nasce A2A Leonessa Brescia. Il nuovo progetto è stato presentato in Loggia e ripartirà dalla Serie B Nazionale, con il PalaLeonessa come casa e con A2A nel ruolo di title sponsor.
Il passaggio decisivo è arrivato alle 16.58, quando è stato formalizzato il documento per il trasferimento del titolo sportivo di Nocera a Brescia. Una firma che chiude la fase d’emergenza e apre il nuovo percorso. Alla presentazione erano presenti la sindaca Laura Castelletti, la presidente Graziella Bragaglio, il vicepresidente Enrico Zampedri, l’assessore allo Sport Alessandro Cantoni, il presidente della Centrale del Latte Franco Dusina e l’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini.
Una ripartenza costruita in pochi giorni
Il nuovo club nasce dentro una vicenda sportiva e cittadina complessa. La cessione del titolo della Pallacanestro Brescia aveva lasciato un vuoto improvviso, costringendo istituzioni, sponsor e mondo sportivo locale a muoversi in tempi strettissimi.
In pochi giorni è stato costruito un percorso alternativo, con la nascita di una nuova società e l’acquisizione del titolo sportivo dalla Power Basket Nocera. Il risultato è una ripartenza dalla B Nazionale, categoria inferiore rispetto al recente passato della Germani, ma sufficiente per mantenere viva una prima squadra cittadina e dare continuità al legame tra Brescia e la pallacanestro.
La sindaca Laura Castelletti ha definito la vicenda un «horror a lieto fine», raccontando la tensione e la rapidità delle ultime giornate. Un’espressione forte, ma efficace per descrivere il passaggio da una situazione percepita come drammatica alla nascita di una nuova struttura sportiva.
La nuova A2A Leonessa Brescia giocherà al PalaLeonessa, impianto che negli ultimi anni era diventato uno dei simboli del basket cittadino. Ripartire da lì significa non disperdere identità, pubblico e abitudine sportiva.
Bragaglio presidente, Zampedri vicepresidente
La guida del nuovo corso è affidata a Graziella Bragaglio, figura storica della pallacanestro bresciana. Accanto a lei ci sarà Enrico Zampedri, vicepresidente e tra i principali costruttori del progetto.
Nel consiglio di amministrazione figurano anche Mirko Busi, Giovanni Mazza e Davide Peli. Il comitato tecnico sarà composto da Matteo De Maio, Matteo Bonetti e Paolo Franceschetti.
La struttura societaria viene presentata come corale, non centrata su un solo protagonista. È uno degli elementi più sottolineati nella conferenza stampa: Brescia non vuole ripartire da un modello personalistico, ma da una governance più ampia e condivisa.
Zampedri ha indicato le parole chiave del progetto: sostenibilità, trasparenza, condivisione, efficacia, efficienza, rispetto ed educazione. Il punto non è soltanto tornare a vincere, ma costruire una società capace di reggere nel tempo.
Zampedri: “Spenderemo i soldi che ci sono”
La linea economica del nuovo club è stata tracciata con chiarezza. L’ambizione c’è, ma dovrà stare dentro confini sostenibili.
Zampedri ha parlato del desiderio di salire in A2 il prima possibile e poi stabilizzarsi, ma ha anche fissato un principio: nella nuova società «verranno spesi i soldi che ci sono, non quelli che non abbiamo».
È una frase che segna la distanza rispetto a un’idea di sport costruita sull’emergenza o sull’esposizione finanziaria. La sostenibilità diventa il primo mattone del progetto, insieme alla volontà di riportare Brescia più in alto possibile.
Altro passaggio chiave riguarda la governance. Nessuno, è stato spiegato, farà “la parte del leone”. L’idea è una società con logica da public company, nella quale eventuali avanzi di gestione resteranno dentro il club.
È un modello che punta a coinvolgere sponsor, imprenditoria locale, istituzioni e tifosi in un percorso più largo, riducendo il rischio che tutto dipenda da un singolo proprietario o da una singola disponibilità economica.
A2A title sponsor: “Budget anche per la massima serie”
A2A entra nel nome del club e diventa title sponsor della nuova Leonessa Brescia. L’amministratore delegato Renato Mazzoncini ha accompagnato la ripartenza con entusiasmo, confermando un impegno forte al fianco della pallacanestro cittadina.
«Abbiamo il budget anche per la massima serie!», ha dichiarato Mazzoncini durante la presentazione. Una frase che non cambia la categoria di partenza, ma racconta la volontà dello sponsor di accompagnare un percorso ambizioso.
La presenza di A2A, Centrale del Latte e altri partner conferma il ruolo del cosiddetto “sistema Brescia”. Dopo lo shock della perdita della Serie A, la città prova a rispondere con una rete di soggetti pubblici e privati.
Il presidente della Centrale del Latte, Franco Dusina, ha usato un’immagine agricola per spiegare il senso della nuova costruzione: «Se le radici sono profonde nasce un cespuglio ramificato, meno alto di una pianta, ma più stabile».
Obiettivo: risalire, ma senza perdere equilibrio
A2A Leonessa Brescia riparte dunque dalla B Nazionale con un obiettivo chiaro: tornare il prima possibile a competere più in alto, ma senza bruciare tappe e senza mettere a rischio l’equilibrio economico.
La nuova società dovrà ora costruire squadra, staff tecnico, struttura operativa e rapporto con la tifoseria. La priorità immediata sarà l’iscrizione, poi arriveranno le scelte sportive.
Il PalaLeonessa resterà il centro emotivo e logistico del progetto. Per una città abituata alla Serie A e alle coppe europee, la B Nazionale rappresenta un passo indietro sportivo, ma anche un punto di ripartenza concreto.
Il messaggio uscito dalla Loggia è netto: Brescia non vuole rassegnarsi alla scomparsa del grande basket. Cambia il nome, cambia la categoria, cambia il modello societario. Ma la Leonessa riparte.
