Lago d’Iseo e Idro ai minimi: il caldo svuota le riserve d’acqua nel Bresciano

Il caldo di giugno ha colpito le riserve d’acqua dei laghi bresciani. Lago d’Iseo e lago d’Idro stanno registrando livelli molto bassi per il periodo, con una perdita rapida delle scorte disponibili. Il Garda, grazie alle sue dimensioni, resta più stabile, anche se il livello è sceso sotto la media stagionale.

La situazione più delicata riguarda il Sebino e l’Eridio. In poche settimane i due bacini hanno perso una parte consistente dell’acqua utilizzabile, con effetti diretti sulla gestione dei rilasci verso la pianura, sull’irrigazione dei campi e sulla produzione idroelettrica.

Lago d’Iseo, livello crollato in pochi giorni

Sul lago d’Iseo il dato più evidente è la velocità dell’abbassamento. Mercoledì 1° luglio, a Sarnico, il livello del Sebino era attorno ai 32 centimetri sopra lo zero idrometrico. La media storica del periodo è di 92 centimetri. Mancano quindi circa 60 centimetri rispetto al valore atteso.

Il confronto con le settimane precedenti rende il quadro ancora più netto. Due settimane prima il lago era vicino al pieno, con 95 centimetri sopra lo zero idrometrico. Una settimana fa il livello era sceso a 65 centimetri. Ora la perdita rispetto alla media equivale a circa 36,6 milioni di metri cubi d’acqua.

A pesare è il bilancio tra acqua in entrata e acqua in uscita. L’Oglio camuno porta nel lago circa 46 metri cubi al secondo, contro una media stagionale di 72. Dal lago, però, verso la pianura defluiscono circa 69 metri cubi al secondo.

Il deficit si vede anche nel confronto con lo scorso anno. Dal 1° gennaio al 30 giugno sono arrivati nel Sebino 531 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 936 milioni dello stesso periodo del 2025. La differenza è di circa 400 milioni di metri cubi.

I rilasci verso la Bassa potrebbero essere ridotti

Il nodo riguarda ora la durata delle scorte. Marco Bessi, presidente del Consorzio dell’Oglio, ha spiegato che «le portate verso la Bassa potranno continuare con queste quantità ancora una settimana o al massimo dieci giorni». Poi, salvo piogge, i rilasci potrebbero scendere «sui 40 metri cubi al secondo».

La riduzione sarebbe legata alla necessità di conservare acqua nel lago. In condizioni normali, con temperature meno elevate, la riserva idrica del Sebino può durare almeno 50 giorni. Quest’anno, invece, l’evapotraspirazione sta accelerando il consumo.

«I sensori posizionati nei campi stanno quantificando in 6 millimetri al giorno l’evapo-traspirazione dell’acqua, quando la media è di 2-3 millimetri», ha aggiunto Bessi. Il valore è quindi almeno doppio rispetto al consueto.

Sullo sfondo resta anche la carenza di neve in montagna. Lo scioglimento primaverile ha contribuito meno del previsto ad alimentare i bacini. Il rilascio di soccorso dagli invasi idroelettrici montani è in valutazione, ma anche quelle riserve risultano sotto media. La decisione spetta alla Regione e al Tavolo per la siccità.

Idro ancora più in difficoltà, Garda più stabile

La situazione è ancora più severa sul lago d’Idro. Tra l’11 giugno e il 1° luglio l’Eridio è sceso di 1 metro e 24 centimetri, passando da quota 369 metri sul livello del mare a 367,76. La perdita stimata è di 13,6 milioni di metri cubi d’acqua.

Oggi il lago conserva una disponibilità del 16,9%. Anche qui il problema riguarda l’equilibrio tra entrate e uscite. Il Chiese porta nel lago circa 18 metri cubi al secondo, contro una media del periodo di 34. A sud, però, ne escono circa 26.

Diverso il quadro del Garda. Il Benaco regge meglio, soprattutto per la maggiore estensione e capacità d’invaso. Tuttavia anche il lago più grande è sceso sotto la media stagionale. Il 1° luglio il livello era di 94 centimetri sopra lo zero idrometrico, contro una media del periodo di 102.

Il massimo recente era stato raggiunto l’11 giugno, con 109 centimetri. Da allora il Garda ha perso 15 centimetri, pari a circa 52 milioni di metri cubi d’acqua.

Il quadro resta quindi fragile. Senza piogge significative, i prossimi giorni saranno decisivi per capire quanto ridurre i rilasci e come bilanciare le esigenze dei laghi, dell’agricoltura e della produzione energetica.

(In copertina: immagine di repertorio)