Siccità e suolo degradato, Legambiente avverte: anche la Pianura Padana è a rischio
Il rischio desertificazione non riguarda più soltanto le aree lontane o le latitudini subtropicali. Alla vigilia della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, che si celebra il 17 giugno, Legambiente Lombardia richiama l’attenzione anche sulla Pianura Padana, dove crisi climatica, inquinamento, uso intensivo dei suoli e minori disponibilità idriche estive stanno aumentando la vulnerabilità del territorio.
Il nodo non è solo la quantità d’acqua disponibile. Secondo l’associazione ambientalista, la siccità diventa più pesante quando incontra terreni impoveriti, compattati, erosi o con poca sostanza organica. In queste condizioni, i suoli trattengono meno acqua e le colture reagiscono peggio alle fasi di carenza idrica.
Per l’estate 2026 resta aperta una criticità: le piogge di maggio hanno aiutato i grandi laghi prealpini, ma non hanno risolto il problema delle riserve in quota. I bacini montani e la copertura nevosa risultano sotto i valori medi stagionali.
Scorte in montagna sotto pressione
Il sistema idrico lombardo dipende da più componenti: la neve accumulata in quota, l’acqua contenuta nei grandi laghi prealpini e i volumi presenti negli invasi montani. ARPA Lombardia monitora questi dati attraverso il Sistema Informativo Idrologico SIDRO e i bollettini sulla disponibilità idrica.
Secondo il quadro richiamato da Legambiente Lombardia, i grandi laghi prealpini presentano un livello sostanzialmente vicino alla media stagionale. Il problema si concentra però a monte, dove le riserve sono molto più fragili.
Mancano i due terzi dei volumi idrici normalmente collegati alla copertura nevosa. Anche gli invasi idroelettrici mostrano segnali di insufficienza. Nel complesso, mentre nei grandi laghi resta circa un miliardo di metri cubi d’acqua, nei bacini montani la scorta è inferiore a 0,7 miliardi di metri cubi, contro una media stagionale superiore a 1,2 miliardi.
Da inizio anno, i misuratori di portata hanno calcolato circa 5 miliardi di metri cubi in ingresso nei grandi sistemi lacustri, con un deficit stimato in 2,4 miliardi. In pratica, è mancato circa un terzo degli afflussi attesi dagli affluenti.
Laghi da gestire con parsimonia
I gestori delle opere di regolazione dei laghi Maggiore, Como, Iseo, Idro e Garda stanno amministrando con prudenza la risorsa disponibile. La strategia serve a compensare i minori apporti da monte e a garantire acqua nelle prime settimane estive.
Il fabbisogno, però, cresce proprio ora. Con l’avanzare della stagione, l’acqua deve essere rilasciata nei canali per irrigare le colture. Senza piogge estive, avverte Legambiente, le scorte dei laghi potrebbero ridursi rapidamente e non garantire la bagnatura delle colture estive più esigenti, a partire dal mais.
Il tema interessa direttamente anche il Bresciano. Il lago d’Iseo, il lago d’Idro e il Garda rientrano nel sistema dei grandi bacini regolati, decisivi per gli equilibri idrici della pianura e per l’agricoltura.
“Serve un nuovo equilibrio produttivo”
Per Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, la Pianura Padana deve prepararsi a un cambiamento strutturale.
“Dobbiamo adattarci ad una nuova normalità: temperature più elevate e minori disponibilità idriche estive impongono cambiamenti all’agricoltura della Pianura Padana”, dichiara Di Simine.
Il punto, secondo Legambiente, è ripensare il rapporto tra produzione agricola, suolo e acqua. “Si dovrà trovare un nuovo equilibrio in un nuovo paesaggio produttivo, che riduca i livelli eccessivi di intensità di sfruttamento dei suoli nella coltivazione e nell’allevamento, perseguendo innovazioni nel solco della transizione agroecologica”, aggiunge Di Simine.
La richiesta è quella di investire su pratiche meno esigenti dal punto di vista idrico, capaci di mantenere qualità produttiva e fertilità dei terreni.
Non solo siccità: il problema è anche il degrado del suolo
La mancanza d’acqua è aggravata dal degrado dei suoli. Le pratiche agricole intensive possono favorire erosione, compattazione e perdita di sostanza organica. Quando un terreno perde struttura e fertilità, assorbe meno acqua e diventa più vulnerabile agli estremi climatici.
Il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea indica la Pianura Padana tra le aree europee a maggior rischio di degrado dei suoli. Tra le cause vengono citati anche l’uso elevato di input agrochimici, fertilizzanti e pesticidi.
Il report di Legambiente Lombardia, elaborato nell’ambito del progetto europeo NEMESIS, inserisce il fenomeno in un quadro più ampio: la siccità non è solo un’emergenza meteorologica, ma un indicatore di squilibri produttivi e ambientali.
Per questo la Giornata mondiale del 17 giugno diventa un richiamo concreto anche per la Lombardia. L’obiettivo non è solo fronteggiare la prossima estate, ma costruire un’agricoltura e una gestione del territorio più adatte a un clima che è già cambiato.
(Immagine di copertina: Legambiente Lombardia)
