Pacchetto Innovazione, 255 milioni per le imprese lombarde: Regione punta su startup, capitali e territori
Regione Lombardia mette in campo 255 milioni di euro per sostenere imprese, startup, innovazione tecnologica, patrimonializzazione e nuovi modelli di sviluppo territoriale. Il Pacchetto Innovazione è stato presentato a Palazzo Lombardia dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, come una strategia industriale integrata e non come una semplice somma di bandi.
Il piano riguarda direttamente anche il sistema produttivo bresciano, uno dei motori industriali della Lombardia. Le misure puntano a sostenere investimenti, capitale privato, startup innovative, imprese in difficoltà, assunzione di competenze qualificate e rapporti più stretti tra aziende, università, ricerca e formazione tecnica.
Il cuore politico del progetto è rappresentato dalle Zis, le Zone di Innovazione e Sviluppo. L’obiettivo è spostare il baricentro della politica industriale dai singoli incentivi ai territori, considerati come ecosistemi produttivi capaci di mettere insieme imprese, ricerca, ITS, formazione e filiere.
Guidesi: “Qui si decide il futuro industriale dell’Europa”
La linea indicata da Regione Lombardia è netta. L’innovazione viene letta come strumento per rafforzare la competitività industriale in una fase segnata da transizione tecnologica, bisogno di capitali, digitalizzazione e autonomia produttiva.
“La Lombardia – ha affermato Guidesi – non si limita a partecipare alla competizione industriale globale. La Lombardia la orienta. Stiamo costruendo un modello che anticipa e interpreta la nuova politica industriale europea, fondato su produzione, innovazione e sovranità tecnologica. Qui si decide il futuro industriale dell’Europa”.
Il Pacchetto Innovazione unisce strumenti già sperimentati, misure aggiornate e nuovi interventi. La logica è quella di accompagnare le imprese in fasi diverse: dalla nascita delle startup all’industrializzazione, dal rafforzamento patrimoniale alla gestione di situazioni di crisi, fino all’inserimento di figure altamente qualificate.
Le misure del Pacchetto Innovazione
La dotazione complessiva di 255 milioni viene distribuita su più linee. Le principali sono:
- Basket Bond Lombardia, con 32 milioni di euro, per sostenere investimenti strategici in digitalizzazione, autonomia produttiva, economia circolare e competitività industriale.
- Lombardia Venture e Lombardia Venture STEP, con 140 milioni di euro, per orientare capitali verso startup e Pmi innovative nei settori chiave della transizione tecnologica europea.
- Re-Impresa, con 20 milioni di euro, per il rilancio delle imprese in difficoltà attraverso strumenti finanziari pubblici e privati.
- Quota Lombardia, con 25 milioni di euro, per rafforzare la patrimonializzazione delle imprese e favorire l’accesso ai mercati dei capitali.
- Startup Radar Lombardia, con 15 milioni di euro, per collegare industria e innovazione attraverso un ecosistema di corporate venture capital.
- Misure per startup e industrializzazione, con 15,6 milioni di euro, per sostenere ricerca, sviluppo e passaggio produttivo delle innovazioni tecnologiche.
- Misura Talenti, con 7 milioni di euro, per sostenere l’assunzione di competenze altamente qualificate nelle imprese.
La Misura Talenti prevede agevolazioni a fondo perduto per favorire innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica. L’obiettivo è anche costruire relazioni più stabili tra sistema della ricerca e imprese lombarde.
Zis, le nuove Zone di Innovazione e Sviluppo
La novità più strategica riguarda le Zone di Innovazione e Sviluppo. Le Zis non vengono presentate come un incentivo in più, ma come il nuovo modello territoriale della politica industriale lombarda.
L’idea è costruire aree in cui imprese, università, centri di ricerca, ITS e formazione lavorino dentro un’unica infrastruttura di sviluppo. Non solo progetti da finanziare, quindi, ma territori chiamati a diventare piattaforme produttive integrate.
Nella prima fase sono già arrivate quattro candidature, concentrate su meccatronica e diagnostica, intelligenza artificiale, agroindustria, biomedicale e biomeccanica applicata alla riabilitazione.
“Con le Zis – ha spiegato Guidesi – si apre una nuova fase. Non si finanziano più solo progetti: si costruiscono sistemi industriali territoriali. È questa la vera discontinuità. È qui che la Lombardia cambia scala e passa da regione industriale a piattaforma industriale europea”.
Perché il piano interessa anche Brescia
Il Pacchetto Innovazione ha una ricaduta potenziale importante anche sulla provincia di Brescia. Il territorio bresciano ha una forte base manifatturiera, filiere industriali mature, una presenza significativa di Pmi e un sistema produttivo abituato a confrontarsi con export, tecnologia, energia, materie prime e concorrenza internazionale.
Le misure regionali possono diventare rilevanti per imprese che devono investire in digitalizzazione, processi produttivi, economia circolare, capitale umano e accesso a strumenti finanziari più evoluti.
Il tema riguarda anche startup, Pmi innovative e aziende che cercano personale con competenze specialistiche. In un mercato dove le competenze tecniche e digitali sono sempre più decisive, il collegamento tra imprese, ricerca e formazione diventa un passaggio concreto.
La scelta delle Zis, inoltre, può interessare aree industriali lombarde con forte identità produttiva. Brescia, per dimensione manifatturiera e specializzazione, resta uno dei territori più esposti alle opportunità e alle sfide della nuova politica industriale regionale.
Una strategia per trattenere industria e competenze
Regione Lombardia lega il Pacchetto Innovazione anche a un obiettivo più ampio: rafforzare la capacità dell’Europa di competere sul piano industriale globale. La sfida è evitare che ricerca, produzione e capitali si separino, indebolendo i territori manifatturieri.
“La Lombardia – ha concluso Guidesi – è già oggi uno dei principali poli industriali d’Europa. La nostra responsabilità politica è trasformare questa forza in una infrastruttura stabile di sviluppo europeo. Con questo pacchetto e con le Zis non stiamo adattando il sistema: lo stiamo ridisegnando”.
Il piano sarà ora misurato sulla capacità di arrivare alle imprese, semplificare l’accesso agli strumenti e trasformare le risorse disponibili in investimenti reali. Per il sistema produttivo bresciano, la partita riguarda soprattutto innovazione, competenze, capitali e capacità di restare competitivo dentro le nuove filiere europee.
(Immagine di copertina: Lombardia Notizie)
