Numen Aquarum, al Vittoriale iniziate le riprese del docufilm su Maroni e la Centrale del Ponale
Sono iniziate al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera le riprese di “Numen Aquarum”, il nuovo docufilm di Steel Film Production dedicato alla Centrale idroelettrica del Ponale e alla figura dell’architetto Giancarlo Maroni. Il progetto ricostruisce la nascita della centrale e il significato simbolico delle sue forme, mettendo in relazione architettura, acqua, memoria, paesaggio e storia gardesana.
La prima giornata di lavorazione si è svolta martedì 9 giugno 2026 al Vittoriale. Davanti alle telecamere sono intervenuti il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, e la storica Maria Luisa Crosina, chiamati a ricostruire il contesto culturale e storico in cui maturò il rapporto tra Gabriele d’Annunzio, Giancarlo Maroni e il paesaggio del Garda.
Il docufilm arriva dopo “Ali sull’Acqua”, precedente lavoro prodotto da Steel Film Production con la regia di Gabriele Donati, dedicato al record mondiale di velocità su idrovolante stabilito da Francesco Agello nel 1934. Quel film era stato presentato in anteprima al Vittoriale nel giugno 2025 ed è poi approdato su Rai Storia nella primavera 2026.
Dal Vittoriale alla Centrale del Ponale
“Numen Aquarum” parte dal Vittoriale degli Italiani e dalla figura di Gabriele d’Annunzio, ma sposta progressivamente il fuoco su Giancarlo Maroni. Architetto trentino, Maroni fu il progettista del Vittoriale e uno dei principali interpreti materiali della visione dannunziana.
Nel docufilm, Maroni viene raccontato non solo come architetto del complesso monumentale di Gardone Riviera, ma anche come progettista capace di dare forma a un rapporto profondo tra costruzione, paesaggio e simbologia.
Al centro della narrazione c’è la Centrale idroelettrica del Ponale, letta come un “tempio moderno dell’acqua”. L’opera viene affrontata non solo dal punto di vista tecnico, ma anche come edificio carico di riferimenti culturali e formali, fino al legame richiamato con il tempio di Baalbek, in Libano.
Lo spettatore sarà accompagnato in un viaggio che attraversa luoghi, immagini, materiali e parole. L’obiettivo è ricostruire il significato di una struttura che appartiene alla storia industriale e architettonica del Garda, ma anche alla più ampia idea novecentesca di paesaggio trasformato dall’ingegno umano.
Guerri, Crosina e gli altri protagonisti del racconto
La prima giornata di riprese ha visto il contributo di Giordano Bruno Guerri e di Maria Luisa Crosina. Guerri introduce il legame con il Vittoriale e con d’Annunzio, mentre Crosina contribuisce alla ricostruzione della personalità di Maroni e del suo ruolo nella costruzione di una visione architettonica complessa.
Nel corso delle prossime fasi di lavorazione sono previsti altri interventi. Tra i protagonisti indicati dalla produzione figurano Raffaella Canovi, Ruggero Morghen e Mauro Grazioli, che completeranno la ricostruzione storica della vicenda.
Durante il primo giorno di set hanno collaborato anche Denise Valsecchi, Mohamed Kissam e alcuni studenti dell’Istituto Camillo Golgi di Brescia: Alessandro Zani, Lucia Ziliani, Silvia Boffelli e Thomas de Troia.
La presenza degli studenti aggiunge al progetto anche un valore formativo. La lavorazione diventa infatti un’occasione per avvicinare giovani del territorio alla produzione audiovisiva, alla ricerca storica e al racconto del patrimonio culturale.
Dopo “Ali sull’Acqua”, un nuovo racconto sul Garda
Steel Film Production torna quindi a lavorare su un racconto legato al Garda e alla memoria storica del territorio. “Ali sull’Acqua” aveva ricostruito l’impresa di Francesco Agello e del Reparto Alta Velocità della Regia Aeronautica, culminata il 23 ottobre 1934 nel record mondiale di 709,202 chilometri orari a bordo dell’idrovolante Macchi-Castoldi M.C.72.
Il nuovo lavoro cambia elemento, passando dall’aria all’acqua. Resta però la stessa attenzione per le grandi storie nate sulle sponde del Garda: imprese, architetture, visioni e figure capaci di lasciare tracce nel paesaggio.
In “Numen Aquarum”, la Centrale del Ponale diventa così il punto d’incontro tra energia e simbolo. Non solo un’infrastruttura, ma una costruzione da leggere attraverso la storia di chi l’ha pensata e attraverso il territorio che l’ha accolta.
Il titolo, che richiama il “numen” delle acque, suggerisce proprio questa direzione: l’acqua non come semplice risorsa tecnica, ma come presenza, forza, memoria e materia narrativa.
Gardone Riviera ancora set della memoria
La scelta del Vittoriale come punto di partenza non è casuale. Il complesso monumentale di Gardone Riviera continua a essere uno dei luoghi più riconoscibili del Garda bresciano, crocevia tra storia, letteratura, architettura e identità culturale.
Il nuovo docufilm rafforza questa funzione. Il Vittoriale non viene usato soltanto come scenario, ma come chiave d’accesso per comprendere il rapporto tra d’Annunzio, Maroni e il paesaggio gardesano.
Le riprese proseguiranno nelle prossime settimane con l’obiettivo di completare un’opera pensata per un pubblico interessato alla storia, all’architettura, al paesaggio e al racconto documentario.
Dopo il percorso televisivo di “Ali sull’Acqua”, “Numen Aquarum” si candida a diventare un nuovo tassello nella narrazione audiovisiva del Garda bresciano. Al centro, questa volta, c’è l’acqua: non solo elemento naturale, ma principio generatore di forme, energia e memoria.
