Isorella, capannone agricolo trasformato in discarica abusiva: sequestrati 3mila metri cubi di rifiuti speciali

Un capannone agricolo trasformato, secondo gli accertamenti dei Carabinieri Forestali, in un centro abusivo di stoccaggio di rifiuti speciali. È quanto scoperto a Isorella, nella Bassa Bresciana, durante un’operazione di contrasto agli illeciti ambientali condotta dai Carabinieri Forestali del Gruppo di Brescia.

L’intervento ha portato al sequestro preventivo di un sito di oltre mille metri quadrati e di circa 3mila metri cubi di rifiuti, tra pneumatici fuori uso, parti meccaniche, elementi di carrozzeria, materiali ferrosi, RAEE, un autoveicolo e quattro motocicli fuori uso.

L’operazione è stata eseguita dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Brescia in collaborazione con la Stazione Carabinieri di Isorella, nell’ambito delle attività di controllo del territorio e di contrasto alla gestione illegale dei rifiuti.

Il capannone, formalmente ad uso agricolo, era condotto in locazione da una ditta individuale bresciana attiva nel commercio all’ingrosso di parti e accessori per autoveicoli. Al momento del controllo, secondo quanto riferito dai Carabinieri, l’area era stata di fatto adibita a deposito non autorizzato di rifiuti speciali, anche pericolosi.

Pneumatici, RAEE e veicoli fuori uso

All’interno del sito e nelle relative pertinenze, i militari hanno rinvenuto una quantità ingente di materiali. La parte più consistente era costituita da circa 2.500 metri cubi di pneumatici fuori uso. A questi si aggiungevano circa 500 metri cubi di parti meccaniche, elementi di carrozzeria, pezzi in ferro e acciaio, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, un autoveicolo e quattro motocicli non più utilizzabili.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri Forestali, l’area era stata trasformata in un centro di stoccaggio abusivo. Un utilizzo incompatibile con la destinazione agricola del capannone e, soprattutto, privo delle autorizzazioni necessarie per la gestione di rifiuti speciali.

Durante le operazioni, i militari hanno sorpreso otto persone mentre caricavano rifiuti all’interno di un container posizionato su un semirimorchio. Tra i soggetti identificati, uno straniero è risultato irregolare sul territorio nazionale perché in possesso di un permesso di soggiorno scaduto.

Gli accertamenti dovranno ora chiarire provenienza dei materiali, destinazione prevista del carico e ruoli dei soggetti coinvolti nelle operazioni in corso al momento del controllo.

Sequestrati capannone, veicoli e semirimorchio

Al termine dell’intervento, i Carabinieri Forestali e i militari della Stazione di Isorella hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intero capannone, dei veicoli, dei cumuli di rifiuti presenti e del semirimorchio utilizzato per l’attività ritenuta illecita.

La superficie sottoposta a sequestro supera i mille metri quadrati. Una misura adottata per interrompere la gestione non autorizzata dei rifiuti e permettere ulteriori verifiche tecniche e giudiziarie.

Il legale rappresentante dell’impresa, un cittadino di nazionalità ghanese residente a Brescia, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia. Le sue eventuali responsabilità penali dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Il contrasto agli illeciti ambientali

L’operazione di Isorella conferma l’attenzione dei Carabinieri Forestali verso il fenomeno della gestione illegale dei rifiuti, in particolare quando riguarda capannoni, aree agricole o strutture produttive trasformate in depositi non autorizzati.

I rifiuti speciali, soprattutto quando comprendono componenti meccaniche, pneumatici, veicoli fuori uso e apparecchiature elettriche ed elettroniche, richiedono procedure precise di raccolta, stoccaggio, tracciamento e smaltimento. L’assenza di autorizzazioni e il deposito incontrollato possono comportare rischi ambientali, oltre a violazioni della normativa di settore.

Il caso di Isorella sarà ora oggetto di ulteriori approfondimenti. Gli inquirenti dovranno verificare la filiera dei materiali, l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi, le modalità di gestione del deposito e il possibile coinvolgimento di altri soggetti.

Per il momento resta il dato dell’intervento: un sito di oltre mille metri quadrati sequestrato, 3mila metri cubi di rifiuti speciali individuati e un’attività ritenuta abusiva interrotta dai Carabinieri Forestali nella Bassa Bresciana.