Castel Mella, il sindaco sulle code: “La Corda Molle non c’entra, il problema esiste da vent’anni”
Il traffico a Castel Mella torna al centro del dibattito sulla Corda Molle, ma il sindaco Giorgio Guarneri frena il collegamento diretto tra le code nelle ore di punta e il pedaggio introdotto sul raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari.
La questione si inserisce in un clima già acceso. A tre mesi dall’avvio del pedaggiamento e dopo il primo mese di ticket ridotto del 50% per i residenti dei 23 Comuni coinvolti, Brescia compresa, il tema resta aperto. Autovia Padana ha garantito lo sconto del 50% fino al 2043, ma la gratuità totale non è più in vigore e la Provincia continua a cercare risorse per coprire l’eventuale restante quota.
Nel frattempo una parte degli automobilisti contesta il pedaggio e sceglie percorsi alternativi. Sui social, il gruppo dei “Ribelli della Corda Molle” invita al boicottaggio del pagamento. Alcuni pendolari raccontano di preferire qualche minuto in più pur di evitare il raccordo a pagamento.
Da qui la domanda: il traffico nei centri abitati è aumentato per effetto del pedaggio? A Castel Mella, Guarneri ridimensiona la tesi. “Si forma la coda per mezz’ora al mattino e al pomeriggio, quando la gente si muove per andare a lavorare o per portare i bambini a scuola, e poi per fare ritorno a casa”, ammette il sindaco. “Ma purtroppo è un problema che esiste da vent’anni”.
“Con il pagamento della Corda Molle è cambiato poco”
Il primo cittadino sostiene che le code nel paese non siano una novità legata al nuovo ticket. “C’era in progetto una bretella per bypassare il paese, ma poi non se n’è fatto più niente”, spiega Guarneri. “Con il pagamento della Corda Molle è cambiato poco, nessuna variazione del traffico. A volte, continuando a sentir parlare della stessa cosa, si finisce per vedere le stesse cose con un occhio diverso”.
La frase sintetizza il punto politico e amministrativo: il problema della viabilità a Castel Mella è precedente alla Corda Molle a pagamento. Le code esistono nelle fasce classiche di spostamento, soprattutto quando si concentrano lavoro, scuola e rientri a casa.
Il nodo, secondo il sindaco, era e resta la mancata realizzazione di una bretella capace di alleggerire l’attraversamento del paese. Un progetto che avrebbe potuto spostare parte del traffico fuori dal centro abitato, ma che non ha avuto seguito.
L’introduzione del pedaggio sulla Corda Molle ha però cambiato il clima attorno al tema viabilità. Anche situazioni già note vengono oggi rilette alla luce del nuovo costo, con il rischio di attribuire al raccordo tutte le criticità della circolazione locale.
Pedaggio, sconti e risorse mancanti
La Corda Molle è entrata nella fase a pagamento dopo anni di discussioni. Dal 1° marzo 2026 è stato avviato il pedaggiamento del raccordo, con sistema free flow, quindi senza caselli fisici. Il pagamento avviene tramite telepedaggio, app FreeFlow A21, conto targa o pagamento occasionale entro i termini previsti.
Per i residenti dei Comuni interessati è stato introdotto uno sconto del 50%, garantito da Autovia Padana fino alla scadenza della concessione, nel 2043. Il beneficio riguarda i residenti dei 23 Comuni individuati, compresa Brescia.
Resta però irrisolto il nodo della gratuità totale, che richiederebbe ulteriori risorse. Il ministro Matteo Salvini aveva spiegato nei mesi scorsi che il Governo poteva farsi carico del dimezzamento del pedaggio, mentre l’eventuale copertura della parte restante avrebbe dovuto coinvolgere enti locali, Provincia e Regione.
La Provincia, dopo lo stop all’accordo di fine aprile con il concessionario, è ancora alla ricerca delle risorse necessarie e ha allargato il tavolo tecnico dei sindaci. Ha inoltre affidato all’Università di Brescia uno studio sui transiti, con l’obiettivo di leggere dati e flussi prima di assumere nuove decisioni.
Petizioni e malumore: oltre ventimila firme
Il malcontento resta alto. Le petizioni contro il pedaggio sono arrivate a sei e, complessivamente, superano le ventimila adesioni. Alla raccolta firme lanciata nel 2024 dal sindaco di Montirone Filippo Spagnoli si sono aggiunte iniziative di cittadini, gruppi politici e rappresentanti del territorio.
Il dato racconta una mobilitazione ampia, che non riguarda solo il costo economico del pedaggio. La Corda Molle era percepita da molti come infrastruttura utile a liberare il traffico dai centri abitati e a collegare in modo più rapido la Bassa bresciana, l’area di Montichiari, l’aeroporto e il sistema autostradale.
Il passaggio al pagamento ha quindi acceso una questione di principio: chi deve sostenere il costo di un’opera considerata strategica per la viabilità provinciale? E quanto il pedaggio può incidere sulle abitudini quotidiane di chi la usa per lavoro, scuola o servizi?
A Castel Mella, intanto, il sindaco separa i due piani: da una parte la protesta contro la Corda Molle a pagamento, dall’altra un problema di traffico urbano che, a suo giudizio, esisteva già molto prima.
Il nodo resta la viabilità locale
Il caso di Castel Mella mostra quanto sia difficile distinguere tra percezione, dati e problemi strutturali. Il pedaggio ha sicuramente aumentato l’attenzione sulla viabilità, ma non tutti i rallentamenti possono essere letti come effetto diretto della scelta di evitare il raccordo.
Per Guarneri, la priorità resta intervenire sui nodi storici del traffico locale. Le code del mattino e del pomeriggio sono legate ai flussi ordinari di lavoro, scuola e rientri. Senza infrastrutture alternative, il paese continuerà a subire pressione negli orari più delicati.
La Corda Molle resta quindi al centro della discussione provinciale, ma a Castel Mella il sindaco prova a riportare il tema alla sua origine: “Il problema esiste da vent’anni”. E la soluzione, secondo questa lettura, non passa soltanto dal pedaggio, ma da una pianificazione viabilistica rimasta incompiuta.
