Brescia celebra i nuovi Cavalieri, Alfieri e Commendatori della Repubblica

Brescia ha celebrato la Festa della Repubblica con la consegna delle nuove onorificenze al merito della Repubblica Italiana. La cerimonia si è svolta sotto il porticato di Palazzo Loggia, nel cuore della città, ed è stata presieduta dal prefetto Andrea Polichetti.

Nel giorno del 2 giugno, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il momento delle onorificenze ha riportato al centro storie personali, impegno civile, servizio alle istituzioni e attenzione agli altri. Tra i premiati, l’attenzione dei presenti si è concentrata soprattutto su Antonio Bertoli, 12 anni, scout del gruppo Brescia 7, nominato Alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella.

Il riconoscimento ad Antonio è arrivato per il suo impegno in favore dei ragazzi autistici e per la capacità di costruire occasioni di incontro e socializzazione tra coetanei. “Per me è stato un riconoscimento inaspettato”, ha raccontato il giovane scout, spiegando che la parte più importante della sua attività è “fare socializzare i ragazzi normodotati con i ragazzi con disturbo dello spettro autistico”.

Accanto a lui, sono stati insigniti i nuovi Cavalieri della Repubblica: Paolo Benedetti, Maria Teresa Bormetti, Gian Luigi Langellotti, Francesco Laurino, Danilo Padovano, Enrico Turelli, Maurizio Cannistraro e Laura Forcella Iascone. Il titolo di Commendatore è stato assegnato invece a Rodolfo Spina, ex questore di Brescia, e a Paolo Maurizi.

Antonio Bertoli, lo scout di 12 anni Alfiere della Repubblica

La storia di Antonio Bertoli ha dato alla cerimonia un significato particolarmente forte. A soli 12 anni, il giovane scout bresciano è stato inserito tra gli Alfieri della Repubblica, il riconoscimento con cui il Capo dello Stato premia ragazze e ragazzi che si sono distinti per comportamenti esemplari, solidarietà, senso civico e attenzione verso la comunità.

Nel suo caso, il merito è legato all’impegno accanto ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Un’attività vissuta con naturalezza, dentro un percorso scout che diventa spazio di incontro, relazione e inclusione.

Il valore del riconoscimento sta anche nella semplicità del gesto. Antonio non rappresenta una storia lontana o irraggiungibile, ma una forma concreta di cittadinanza attiva: un ragazzo che, nel proprio contesto, si è messo in gioco per aiutare altri ragazzi a sentirsi parte di un gruppo.

In una cerimonia istituzionale, il suo esempio ha ricordato che la Repubblica non si misura solo nei grandi atti pubblici, ma anche nelle scelte quotidiane di chi costruisce ponti tra persone diverse.

I Cavalieri e i Commendatori: il riconoscimento al servizio civile e istituzionale

La consegna delle onorificenze ha coinvolto anche otto nuovi Cavalieri della Repubblica. Paolo Benedetti, Maria Teresa Bormetti, Gian Luigi Langellotti, Francesco Laurino, Danilo Padovano, Enrico Turelli, Maurizio Cannistraro e Laura Forcella Iascone sono stati premiati per percorsi di impegno riconosciuti dalle istituzioni.

Le onorificenze al merito della Repubblica rappresentano uno dei modi con cui lo Stato riconosce il contributo di cittadini che, in ambiti diversi, hanno dato valore alla vita pubblica, professionale, sociale o istituzionale.

Tra i nuovi Commendatori figurano Rodolfo Spina, già questore di Brescia, e Paolo Maurizi. Per Spina, che ha guidato la Questura bresciana dal 2022 al 2025, il riconoscimento arriva dopo anni di servizio nelle istituzioni e nella sicurezza pubblica.

La cerimonia sotto il porticato della Loggia ha quindi unito profili molto diversi: un giovanissimo Alfiere, nuovi Cavalieri e due Commendatori. Storie differenti, ma raccolte nello stesso quadro simbolico del 2 giugno.

Il 2 giugno a Brescia, tra memoria e cittadinanza

La Festa della Repubblica 2026 ha avuto un significato particolare: gli ottant’anni dal referendum del 1946 e dalla nascita della Repubblica Italiana. A Brescia, la cerimonia ha intrecciato memoria nazionale e riconoscimento locale.

Palazzo Loggia ha fatto da cornice a un momento che non è stato soltanto celebrativo. Le onorificenze raccontano infatti una Repubblica fatta di istituzioni, ma anche di persone: chi lavora nel servizio pubblico, chi si distingue nella vita civile, chi promuove inclusione, chi contribuisce a rendere più forte la comunità.

La presenza di Antonio Bertoli ha dato alla giornata un messaggio molto diretto. Il senso civico può iniziare presto, anche a 12 anni. E può passare da gesti concreti, come aiutare altri ragazzi a sentirsi meno soli e più accolti.

Per Brescia, la cerimonia del 2 giugno è stata quindi anche una fotografia della città: istituzioni, volontariato, percorsi professionali e impegno giovanile riuniti nel giorno in cui l’Italia celebra la propria Repubblica.

 

 

(Immagine di copertina: Qui Brescia)