Berzo Demo, riapre il Rifugio Loa dopo l’incendio: una nuova vita nel Parco dell’Adamello

A sei anni dall’incendio che lo aveva distrutto, il Rifugio Loa torna a vivere nel Parco dell’Adamello. Si è concluso nella primavera 2026 il cantiere di demolizione e ricostruzione della struttura di Berzo Demo, storico punto di riferimento per escursionisti, turisti e frequentatori della montagna camuna.

L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Berzo Demo, ente committente, e la Comunità Montana di Valle Camonica, che ha bandito la gara. L’appalto è stato gestito da City Green Light, che ha curato le opere strutturali e architettoniche, gli impianti elettrici e meccanici e le finiture, per un valore di oltre 917mila euro.

Con la conclusione dei lavori, l’amministrazione comunale ha formalizzato anche l’affidamento della gestione della struttura. Si apre così la fase operativa per un rifugio che rinasce nel segno della sostenibilità, dell’accessibilità e della valorizzazione del territorio.

“Aver portato a compimento la ricostruzione del Rifugio Loa significa aver contribuito alla restituzione di un luogo profondamente identitario per il territorio e per la comunità della Valle Camonica”, dichiara Roberto DaBeni, direttore Business Unit Construction Solutions di City Green Light. “Si è trattato di un intervento complesso sotto il profilo tecnico, ma soprattutto di un progetto che unisce sostenibilità, accessibilità e rispetto del contesto alpino. Il nostro obiettivo era restituire al territorio una struttura moderna e integrata nel paesaggio, e siamo orgogliosi di aver centrato questo traguardo”.

Dal rogo del 2020 alla ricostruzione

Il Rifugio Loa era stato distrutto da un incendio nel 2020. Da allora, per Berzo Demo e per la comunità della Valle Camonica, la ricostruzione non ha rappresentato soltanto un intervento edilizio, ma la restituzione di un presidio legato alla memoria, all’escursionismo e alla fruizione della montagna.

Negli anni scorsi era stata accantonata l’ipotesi di un progetto ultramoderno, che aveva sollevato discussioni. La nuova struttura nasce invece da una visione più condivisa con il territorio e approvata dagli enti competenti, con un’architettura pensata per inserirsi nel paesaggio montano senza forzature.

Il nuovo Loa è stato realizzato con sistemi prefabbricati in legno Xlam, sviluppati su due livelli, e con il parziale recupero dei materiali provenienti dalla demolizione dell’edificio precedente. Una scelta che guarda alla sostenibilità e alla coerenza con il contesto alpino.

La classificazione è quella di Rifugio Escursionistico. La struttura è stata progettata per accogliere turisti ed escursionisti durante la stagione di apertura, indicativamente da maggio a settembre, ma comprende anche un bivacco destinato all’utilizzo fuori stagione.

Accessibilità e servizi: il nuovo volto del Loa

Uno degli aspetti centrali della ricostruzione riguarda l’accessibilità. Il nuovo Rifugio Loa è stato pensato per ridurre le barriere architettoniche e consentire una fruizione più ampia possibile.

L’ingresso è stato reso accessibile anche alle persone con disabilità e, per raggiungere il piano superiore, è stato installato un montascale. Il progetto ha inoltre previsto un leggero ampliamento delle superfici dedicate al servizio turistico.

La nuova struttura punta quindi a essere non solo un punto di appoggio per chi percorre i sentieri della zona, ma anche un luogo più moderno e inclusivo. Un rifugio capace di accogliere escursionisti, famiglie e visitatori interessati a vivere l’area del Parco dell’Adamello con maggiore qualità dei servizi.

La riapertura assume un valore particolare anche per la comunità locale. Dopo anni di attesa, il Loa torna a essere un riferimento concreto per il territorio, con una gestione pronta a rimettere in moto accoglienza, presidio e promozione della montagna camuna.

Il legame con il Sentiero della Memoria

Il Rifugio Loa si inserisce in una rete di itinerari di forte valore naturalistico, paesaggistico e storico. Tra questi c’è il Sentiero della Memoria, percorso di circa 5,5 chilometri che attraversa un’area del Parco dell’Adamello e ripercorre vecchi tracciati militari della Prima guerra mondiale.

Il cammino conduce verso il Doss de l’Ora, tra trincee, gallerie, fortini, postazioni d’artiglieria e testimonianze scavate nella roccia. Non è solo un itinerario escursionistico, ma un percorso che lega ambiente, storia e memoria del territorio.

In questo quadro, il Rifugio Loa torna ad avere una funzione strategica. Può diventare punto di sosta, accoglienza e partenza per chi vuole scoprire la Valsaviore, il Parco dell’Adamello e i luoghi della memoria storica camuna.

La riapertura, quindi, non riguarda soltanto una struttura ricettiva. È il recupero di un tassello importante dell’offerta escursionistica e turistica della Valle Camonica. Un luogo che, dopo il fuoco e il cantiere, torna a essere parte viva della montagna.

 

 

(Immagine di copertina: Qui Brescia)