Giro della Franciacorta, sprint a quattro a Rovato: vince lo spagnolo Aitor Martinez
Il Giro della Franciacorta si decide con uno sprint a quattro e parla spagnolo. A vincere la prima prova della 2 Giorni di Brescia e Bergamo, valida come 5° Gran Premio ECOTEK – 4° Trofeo M.C. Assistance, è Aitor Martinez, portacolori del Team Vangi Il Pirata, che sul traguardo di Rovato ha regolato l’austriaco Santiago Wrolich, secondo, e l’italiano Tomaz Lover, terzo. Quarto l’altro protagonista della fuga decisiva, Giulio Franceschini. Martinez, oltre al successo di giornata, conquista anche la maglia gialla ECOTEK della classifica a punti e la maglia a pois Se.Av.Im.dei Gran Premi della Montagna. La maglia bianca MC Assistance – Soluzioni d’impresa del miglior giovane va invece a Pietro Ferronato.
La gara sulle strade della Franciacorta
Sono stati 178 gli juniores al via del Giro della Franciacorta, con partenza e arrivo a Rovato, presso la sede di ECOTEK. Ad attenderli un percorso selettivo di 120,7 chilometri, costruito con un primo tratto in linea, cinque giri con lo strappo di Casotte, due passaggi sulla salita del Dosso di Monticelli e rientro finale verso il traguardo rovatese.
La gara è stata aperta dal socio fondatore e amministratore di ECOTEK, Guido Archetti, mentre l’organizzazione è stata coordinata da Luigi Braghini, presidente di Cycling and Fun.
«Sembrava uno scherzo quando con Matteo Bono, Giovanni Capoferri, Roberto Vezzoli abbiamo iniziato e invece ci ritroviamo al quinto anno di questa gara», ha spiegato Braghini prima della partenza. «Siamo contenti dell’evoluzione e della crescita che abbiamo avuto in questi anni. Ringrazio gli sponsor che ci sono vicini, perché ogni anno sempre più amici e colleghi si avvicinano alla nostra manifestazione e siamo contenti del riscontro che stiamo avendo sul territorio».
Braghini ha sottolineato anche il valore tecnico del tracciato: «Abbiamo scelto un percorso impegnativo e selettivo nella Franciacorta e se i quattro vincitori delle passate edizioni sono oggi apprezzati professionisti, significa che questa corsa rispecchia i valori del ciclismo di oggi».
Fuga decisiva sull’ultimo Dosso
La corsa è stata vivace fin dalle prime fasi, con numerosi tentativi di fuga e una media finale di 38,727 km/h. Prima Zanesi, poi Ghelfi e Cerame hanno provato ad anticipare il gruppo, ma al chilometro 39 il plotone era già tornato compatto.
Al chilometro 46 si sono mossi Tovaglieri, Ghelfi, Turati e Milani, arrivando a un vantaggio massimo di 24 secondi. Anche questo tentativo, però, è stato annullato. Poco dopo ci hanno provato in nove: Turati, Martinez, Tovaglieri, Ghelfi, Bertola, Milani, Cingolani, Moretti e Cerame, senza però trovare l’accordo giusto.
Più consistente l’azione di Profazio e Cavalli, rimasti in avanscoperta con circa mezzo minuto sul gruppo. La fuga sembrava poter prendere forza con l’ingresso di Wrolich, Sasso, Berencsi e Nembrini, ma anche in questo caso il gruppo ha chiuso.
L’attacco più significativo prima del finale è stato quello di Tommaso Inselvini, del Team ECOTEK Zero24, insieme a Paolo Favero della Bustese Olonia. I due hanno insistito a lungo, arrivando a guadagnare quasi un minuto. La prima salita del Dosso ha però cambiato il ritmo della gara, spezzando il gruppo e riportando i migliori sui fuggitivi.
A decidere tutto è stato l’ultimo passaggio sulla salita del Dosso di Monticelli. Dopo un primo allungo dello svizzero Pradella, è stato Aitor Martinez a forzare sulle rampe. Con lui sono rimasti Tomaz Lover, Santiago Wrolich e Giulio Franceschini. I quattro hanno scollinato con una ventina di secondi di vantaggio e in discesa hanno aumentato progressivamente il margine.
Martinez vince la volata, il gruppo arriva a 51 secondi
L’accordo tra i quattro battistrada ha permesso alla fuga di arrivare fino al traguardo. Nel finale, dopo un tentativo degli uomini del Team Tiepolo, Martinez ha trovato lo spazio per lanciare lo sprint e conquistare la vittoria.
Il gruppo è arrivato con 51 secondi di ritardo, regolato da Marco Pierotto, quinto. Alle sue spalle Pietro Ferronato, sesto e miglior giovane di giornata.
Per il Team ECOTEK Zero24, squadra di casa, la gara ha avuto due volti. Nella prima parte il team franciacortino ha controllato bene la corsa e ha provato a muoversi con coraggio, soprattutto grazie all’azione di Tommaso Inselvini. Nel finale, però, la sfortuna ha pesato: Enrico Balliana ha accusato un problema meccanico sull’ultima salita, mentre Tommaso Cingolani è stato fermato da un altro inconveniente nell’ultima discesa.
Resta comunque il buon piazzamento di Filippo Cingolani, settimo al traguardo, a chiudere la giornata della formazione di casa.
(Foto di copertina: Rodella)
