Giornata del Medico 2026 a Brescia, l’Ordine richiama il valore della cura e le criticità della sanità

La Giornata del Medico 2026 a Brescia è stata occasione di riconoscimento per i professionisti che hanno raggiunto importanti anniversari di laurea, ma anche di riflessione sul presente della sanità. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brescia ha celebrato medici e odontoiatri che hanno dedicato la propria vita professionale alla cura delle persone e al servizio della comunità. Negli interventi del presidente dell’Ordine, Germano Bettoncelli, e del presidente della Commissione Albo Odontoiatri, Gianmario Fusardi, sono emersi due piani complementari: da una parte la gratitudine verso chi ha costruito la storia sanitaria del territorio, dall’altra la preoccupazione per liste d’attesa, carenza di personale, aggressioni agli operatori e difficoltà del Servizio sanitario nazionale.

Il ringraziamento ai medici e agli odontoiatri

Nel suo intervento, il dottor Gianmario Fusardi ha posto al centro il valore umano della professione. La cerimonia, ha sottolineato, non rappresenta solo un momento commemorativo, ma un’occasione per rendere omaggio a chi ha dedicato anni di lavoro alla salute delle persone.

«Dietro ogni anno trascorso nella professione vi sono migliaia di incontri, decisioni, responsabilità, sacrifici e gesti di umanità compiuti lontano dai riflettori, ma profondamente radicati nella vita delle persone», ha ricordato Fusardi.

Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri ha richiamato il rapporto tra professione sanitaria e territorio bresciano, definito una terra «laboriosa, concreta, solidale». Un contesto nel quale medici e odontoiatri hanno esercitato un ruolo che va oltre la dimensione strettamente professionale.

Fusardi ha insistito anche sull’unità tra medici e odontoiatri all’interno dello stesso Ordine: competenze diverse, ma valori comuni. «Professioni diverse nelle competenze specifiche, ma profondamente unite nei valori fondamentali: la tutela della salute, il rispetto della persona, la responsabilità deontologica e il rapporto di fiducia con il paziente».

La sanità tra innovazione e rapporto umano

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il cambiamento della professione nel tempo. Medici e odontoiatri premiati hanno attraversato anni di trasformazioni: ospedali diversi, nuovi studi professionali, tecnologie più avanzate, conoscenze scientifiche in continua evoluzione.

Per Fusardi, però, il cuore della professione resta immutato. «La medicina e l’odontoiatria, anche nell’era dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, restano innanzitutto ascolto, presenza e responsabilità».

Un messaggio rivolto anche ai giovani professionisti: nessun progresso tecnico può sostituire sensibilità, equilibrio e umanità di chi cura.

Nel ricordo della pandemia, il presidente della Commissione Albo Odontoiatri ha richiamato anche il peso che Brescia ha vissuto nei mesi più difficili dell’emergenza sanitaria. Molti professionisti, anche dopo il pensionamento, hanno continuato a offrire esperienza, sostegno e vicinanza morale.

«L’Ordine di Brescia non celebra soltanto gli anni trascorsi dalla laurea. Celebra una testimonianza professionale e di vita», ha aggiunto Fusardi.

Bettoncelli: “Non è possibile riformare senza programmazione”

L’intervento del presidente dell’Ordine, Germano Bettoncelli, ha allargato lo sguardo alla situazione sociosanitaria attuale.

Il presidente ha ricordato come, secondo il rapporto OCSE citato nel suo intervento, gli italiani abbiano un’aspettativa di vita di 84,1 anni, tra le più alte in Europa, pur spendendo per il Servizio sanitario nazionale il 19% in meno rispetto alla media europea.

Un dato positivo, ma oscurato da problemi molto concreti: liste d’attesa, cittadini che rinunciano alle cure, aumento della spesa privata, violenze contro il personale sanitario, carenza di medici e infermieri.

Bettoncelli ha indicato in particolare le difficoltà in settori come emergenza-urgenza, anestesiologia e medicina generale. Ha citato anche una stima relativa alla Lombardia, dove la carenza di medici di medicina generale sarebbe pari al 20% rispetto al fabbisogno.

Ancora più grave, ha aggiunto, è la carenza di infermieri: senza personale infermieristico adeguato, anche i progetti di riassetto dell’assistenza territoriale rischiano di rimanere solo sulla carta.

«Non è possibile riformare senza prima attuare una vera programmazione», ha affermato Bettoncelli, sottolineando la necessità di coinvolgere fin dall’inizio tutti gli attori interessati e di definire con chiarezza carichi assistenziali, obiettivi e risorse.

Il nodo del personale sanitario

Per Bettoncelli, il finanziamento pubblico resta una precondizione indispensabile, ma non basta da solo a risolvere le criticità.

Il presidente ha richiamato una questione culturale e organizzativa: la sanità italiana ha vissuto una lunga stagione di contenimento della spesa per il personale, con effetti su medici, infermieri e altri operatori.

Nel suo intervento ha citato anche il tema dell’aziendalizzazione e gli effetti della regionalizzazione della sanità, sottolineando come gli investimenti non possano concentrarsi solo su strutture fisiche e tecnologie senza considerare il capitale umano.

«La buona sanità ha la sua radice prima e più profonda nella presenza di buoni medici e, in generale, di un buon personale sanitario motivato», ha affermato.

La motivazione, secondo Bettoncelli, non dipende solo dalla gratificazione economica, ma anche dalla possibilità di lavorare in condizioni strutturali migliori rispetto a quelle attuali, segnate da strutture intasate, pazienti e familiari sotto stress e rischi crescenti per l’incolumità degli operatori.

Il Servizio sanitario nazionale come coesione sociale

Nonostante le criticità, Bettoncelli ha ricordato che le indagini demoscopiche continuano a mostrare una forte fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale e nei confronti dei medici.

Il presidente ha definito il SSN «il motore della nostra coesione sociale», una garanzia perché equità e sviluppo non diventino privilegi per pochi, ma diritti per tutti.

In questo quadro si inserisce il ringraziamento ai colleghi premiati per l’anzianità di laurea. A loro Bettoncelli ha riconosciuto il merito di aver difeso il primato della tutela della salute sui vincoli economici e di aver testimoniato i valori profondi della professione.

«Grazie per aver tracciato quelle strade e per averle tenacemente difese», ha detto il presidente dell’Ordine.

La Giornata del Medico 2026 ha quindi unito memoria professionale e attenzione al futuro: da un lato il riconoscimento a chi ha servito la comunità bresciana per decenni, dall’altro la richiesta di una sanità programmata, sostenuta da risorse adeguate e fondata sul valore umano della cura.