Palazzolo sull’Oglio ricorda Angelo Brescianini con la mostra “Lampi di Luce, Frammenti di Tempo”
A dieci anni dalla scomparsa di Angelo Brescianini, artista palazzolese conosciuto anche come Il Giulo, Palazzolo sull’Oglio gli dedica una grande mostra antologica negli spazi di Villa Ugo Küpfer, nel Parco delle Tre Ville. L’esposizione, intitolata “Lampi di Luce, Frammenti di Tempo”, sarà inaugurata sabato 23 maggio alle 16.30 e resterà visitabile fino al 14 giugno. Il percorso raccoglie opere storiche, superfici in acciaio inox, alluminio e cristalli, ricostruendo una ricerca artistica unica, nella quale Brescianini trasformò la pistola in uno strumento espressivo capace di modellare la materia e la luce. La mostra rientra nell’edizione 2026 de Le Meraviglie della Terra del Fiume, la stagione turistica e culturale di Palazzolo sull’Oglio.
La tecnica: il metallo, lo sparo e la luce
Il lavoro di Angelo Brescianini attraversa passaggi diversi, dal sodalizio degli anni Ottanta con Horacio García Rossi e l’indagine sull’arte op-cinetica fino alla fase più riconoscibile della sua produzione: l’uso dello sparo come gesto artistico.
Nelle sue opere il colpo non distrugge la superficie, ma la trasforma. La bugnatura del metallo nasce dall’impatto controllato, generando rilievi che catturano e moltiplicano la luce. Acciaio, alluminio e cristalli diventano così superfici vive, attraversate da riflessi e tensioni.
«Il metallo vuole respirare. Basta dargli il colpo giusto», ripeteva l’artista, sintetizzando una ricerca fondata su precisione, controllo e sperimentazione.
Ogni variabile aveva un peso: distanza, inclinazione, pressione, risposta della materia. Il risultato era una forma di equilibrio tra gesto e reazione, tra forza e luce.
Il legame con Palazzolo e il restauro di Reverse
Il rapporto tra Brescianini e Palazzolo sull’Oglio resta uno dei fili centrali dell’iniziativa. L’artista era profondamente legato alle proprie radici e al territorio, anche attraverso il dialogo con il tessuto produttivo locale.
In occasione del decennale della scomparsa, l’Amministrazione comunale ha promosso anche il restauro dell’opera “Reverse”, realizzata nel 2014 e collocata al Parco Life. L’opera è dedicata al tema della lotta alla violenza di genere.
Il restauro, concluso con la re-inaugurazione dell’11 aprile 2026, è stato realizzato in collaborazione con la Rete di Daphne e con le aziende palazzolesi Manessi e Gritti.
La mostra e il recupero di Reverse costruiscono così un doppio percorso: da una parte la memoria artistica, dall’altra un messaggio civile ancora attuale.
Cossandi: “Un atto di riconoscenza collettiva”
Il sindaco di Palazzolo sull’Oglio, Gianmarco Cossandi, lega l’omaggio all’artista alla memoria della città.
«A dieci anni dalla scomparsa di Angelo Brescianini, la nostra Città sceglie di ricordarlo con un gesto vivo e profondamente radicato nel presente», commenta Cossandi. «La mostra in Villa Ugo Küpfer rappresenta molto più di un omaggio: è un atto di riconoscenza collettiva e un momento di restituzione alla comunità di un patrimonio artistico e umano che continua a esprimere forza e attualità, nonché la ricchezza culturale del nostro territorio».
Il sindaco sottolinea anche il legame tra l’artista e la città: «Brescianini è stato un uomo profondamente legato alle proprie radici palazzolesi e noi vogliamo omaggiare il suo preziosissimo contributo alla costruzione della nostra identità culturale».
Bertoli: “Il gesto si fa evento”
Per l’assessore alla Progettazione Culturale, Marina Bertoli, l’opera di Brescianini mantiene una forte capacità di interrogare il presente.
«Angelo Brescianini è stato un artista capace di percorrere sentieri unici, trasformando strumenti e linguaggi oltre la loro abituale concezione», afferma Bertoli. «Nelle sue opere il gesto si fa evento e la luce emerge come presenza viva».
L’assessore ringrazia anche la famiglia dell’artista: «Desideriamo esprimere una sincera riconoscenza alla famiglia dell’artista, in particolare alla moglie Olga e al figlio Alberto, per la sensibilità dimostrata nel rendere possibile questo percorso espositivo che educa alla bellezza e proietta la nostra identità verso il domani».
Olga Busoni: “L’arma diventava creazione”
Il valore simbolico della ricerca di Brescianini emerge anche nelle parole di Olga Busoni, vedova dell’artista.
«Ricordare Angelo oggi, in un tempo in cui la violenza sembra occupare ogni spazio del nostro quotidiano, significa anche ricordare il senso profondo della sua ricerca e del suo pensiero», dichiara. «Angelo era un uomo profondamente pacifista: nelle sue mani l’arma perdeva ogni significato offensivo per diventare uno strumento di creazione, quasi un pennello capace di generare luce, materia ed emozione».
Per Busoni, il messaggio dell’artista conserva una forza attuale: «La sua arte era una trasformazione continua della forza in bellezza, del fragore in poesia. Credo che questo messaggio, oggi più che mai, abbia ancora qualcosa di necessario da dire».
Falbo: “Dove altri vedevano violenza, lui trovava equilibrio”
La mostra è curata da Antonio Falbo, che con Brescianini ha condiviso anni di ricerca e collaborazione.
«Dove altri vedevano il fragore, Angelo scolpiva la luce», afferma Falbo. «Il suo non era un gesto di violenza, ma una forma di trasformazione: il proiettile diventava il tramite immediato tra pensiero e materia, tra intuizione e luce».
Il curatore ricorda anche il lavoro nello studio dell’artista: «Ho visto nascere le sue opere nel silenzio dello studio, tra metallo, luce e detonazioni controllate, comprendendo come il suo gesto non fosse mai distruzione, ma trasformazione».
Secondo Falbo, la grandezza di Brescianini sta proprio nella capacità di rovesciare il significato originario dello strumento utilizzato: «Angelo riusciva a compiere qualcosa di unico: addomesticare la forza dell’arma fino a convertirla in linguaggio poetico».
Orari e visita
La mostra “Lampi di Luce, Frammenti di Tempo” sarà inaugurata sabato 23 maggio alle 16.30 a Villa Ugo Küpfer, nel Parco delle Tre Ville.
Sarà visitabile fino al 14 giugno ogni sabato dalle 15 alle 18 e ogni domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Le immagini dell’esposizione sono a cura dell’Archivio Storico Ufficiale Opere di Angelo Brescianini.
