Gefran, primo trimestre 2026 con ricavi a 36,3 milioni: utile netto a 3,7 milioni
Gefran chiude il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 36,3 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 36,4 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Il Consiglio di Amministrazione del gruppo, riunito a Provaglio d’Iseosotto la presidenza di Maria Chiara Franceschetti, ha approvato all’unanimità i risultati consolidati al 31 marzo. L’EBITDA si attesta a 7,1 milioni di euro, con un’incidenza del 19,4% sui ricavi, mentre l’EBIT è pari a 5 milioni di euro, il 13,7% dei ricavi. L’utile netto è positivo per 3,7 milioni di euro, rispetto ai 4,1 milioni del primo trimestre 2025. La posizione finanziaria netta resta positiva a 31,6 milioni di euro.
Perini: “Risultati superiori alle attese”
L’amministratore delegato del gruppo, Marcello Perini, legge il trimestre come migliore rispetto alle previsioni, pur dentro uno scenario internazionale ancora complesso.
«Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con risultati superiori alle attese, nonostante uno scenario globale che da inizio anno rimane complesso», dichiara Perini. «Cina e India si confermano i principali driver di crescita del Gruppo in termini di volumi, confermando la validità del nostro posizionamento nei mercati asiatici a più elevato potenziale».
In Europa il quadro appare in miglioramento rispetto alla fine del 2025, ma il gruppo mantiene prudenza.
«In Europa registriamo segnali di miglioramento rispetto alla fine del 2025, anche se riteniamo ancora prematuro parlare di una ripresa strutturale consolidata», aggiunge l’amministratore delegato. «L’aumento del backlog rispetto a dicembre rappresenta un indicatore incoraggiante, se si dovesse confermare la dinamica positiva osservata nei primi mesi dell’anno».
Ricavi stabili, crescita in Italia e Asia
I ricavi del primo trimestre 2026 sono pari a 36,3 milioni di euro. Il dato risulta quasi invariato rispetto allo stesso periodo del 2025, ma l’andamento delle valute estere ha inciso negativamente. A parità di effetto cambio, i ricavi sarebbero superiori del 2,8%.
Nel trimestre contribuisce anche CZ Elettronica S.r.l., entrata nel gruppo nel secondo trimestre 2025, con ricavi per 0,2 milioni di euro.
L’analisi geografica mostra andamenti diversi. In Italia prosegue il trend positivo, con una crescita del 2,3%. Anche l’Asia registra un incremento del 2,1%, che sale al 9,4% a cambi costanti. L’area America segna invece una contrazione del 9,5%, più contenuta a cambi costanti, pari al 2,6%.
In Europa, la crescita nei Paesi non appartenenti all’Unione Europea, con particolare riferimento alla Gran Bretagna, ha compensato la flessione dell’area comunitaria.
Automazione in crescita, sensori stabili
Guardando alle aree di business, il segmento dei componenti per l’automazione cresce del 2,4%, anche per effetto dell’inclusione di CZ Elettronica.
Il comparto sensori resta sostanzialmente allineato al dato del primo trimestre 2025. La raccolta ordini complessiva del 2026 evidenzia invece una lieve contrazione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il calo è legato soprattutto al business dei sensori, dove gli ordini diminuiscono del 3,8%. Parziale compensazione arriva dai componenti per l’automazione, in crescita del 4,8%.
Marginalità positiva, ma costi in aumento
Il valore aggiunto al 31 marzo 2026 ammonta a 26,8 milioni di euro, pari al 73,7% dei ricavi. Il dato è leggermente superiore rispetto ai 26,7 milioni del primo trimestre 2025.
Gli altri costi operativi sono pari a 6,3 milioni di euro, in aumento di 0,1 milioni rispetto al dato di confronto. Il costo del personale sale invece a 13,4 milioni, contro i 12,7 milioni del primo trimestre 2025.
L’aumento dell’organico è legato in parte all’acquisizione societaria avvenuta nel 2025 e in parte al rafforzamento delle funzioni a supporto della strategia del gruppo.
L’EBITDA, pur restando positivo a 7,1 milioni di euro, scende rispetto ai 7,8 milioni del primo trimestre 2025. Anche l’EBIT passa da 5,9 a 5 milioni di euro.
Per Perini, la scelta di investire nello sviluppo resta centrale: «Proseguiamo con determinazione nell’attuazione del piano di sviluppo commerciale e di innovazione tecnologica e di prodotto, una scelta strategica che nel breve periodo incide lievemente sulla marginalità, ma ne preserva la solidità e sostiene la crescita futura».
Investimenti e nuovo polo a Provaglio d’Iseo
Gli investimenti realizzati nel primo trimestre 2026 ammontano a 2,2 milioni di euro, quasi il doppio rispetto agli 1,2 milioni dei primi tre mesi del 2025.
Le risorse riguardano soprattutto reparti produttivi, ricerca e sviluppo e rinnovo dei fabbricati che ospitano gli stabilimenti del gruppo.
A inizio 2026 è stato avviato anche il cantiere per la riqualificazione e l’ampliamento di un edificio già di proprietà a Provaglio d’Iseo, in via Stazione Vecchia. Dal 2027 diventerà il nuovo polo produttivo e tecnologico, oltre che l’headquarter del gruppo Gefran.
La posizione finanziaria netta resta positiva, anche se scende da 32,8 milioni di fine 2025 a 31,6 milioni di euro. La variazione è legata agli investimenti tecnici, all’acquisizione del residuo 40% di CZ Elettronica, al pagamento di imposte e canoni di noleggio.
Guardando al prossimo trimestre, Perini mantiene un’impostazione prudente ma fiduciosa: «Continuiamo a prestare attenzione agli effetti potenziali delle tensioni geopolitiche sul contesto economico complessivo, e guardiamo con fiducia al prossimo trimestre, per il quale prevediamo una crescita moderata rispetto allo scorso anno e una marginalità positiva».
(Immagine di Copertina: Gefran | Ufficio Stampa)
