Russian Synchro Brescia in finale agli Assoluti: il risultato storico e l’allarme sugli impianti

Russian Synchro Brescia ha conquistato la finale nazionale agli Assoluti di nuoto artistico di Cuneo, chiudendo al 14° posto assoluto in Italia nell’esercizio a squadre acrobatiche. Per la società bresciana è un risultato pesante: l’ultima finale assoluta risaliva al 2021, prima che Covid, difficoltà organizzative e problemi legati agli spazi acqua cambiassero profondamente il lavoro quotidiano della squadra.

Il risultato ha riportato Brescia tra le realtà presenti nella fase finale del massimo livello nazionale, con passaggio anche sulla diretta di Rai Sport. A rendere il piazzamento ancora più significativo è il numero ridotto del gruppo: la società è arrivata in finale con sole otto atlete, confrontandosi con club dotati di organici più ampi e con atlete di livello mondiale e nazionale.

La finale agli Assoluti di Cuneo

La squadra acrobatica della Russian Synchro School Brescia ha centrato la finale in un contesto nazionale molto competitivo. Il 14° posto assoluto conferma la crescita tecnica della società, che agli Assoluti di Cuneo ha migliorato anche i piazzamenti ottenuti a Riccione nelle prove di singolo e doppio.

Tra le protagoniste c’è Francesca Natale, già allenatrice delle squadre cittadine, tornata in acqua dopo quattro anni di stop. Con lei hanno gareggiato Clotilde Martello, Lisa Giordano, Viktoria Schiano Lo Moriello, Denise Russo, Rebecca Grazioli e Alina Onopriienko. Quest’ultima è un’altra figura di riferimento tecnico per il nuoto artistico bresciano, ma continua a gareggiare accanto alle atlete.

Il lavoro tecnico è stato guidato da Yulia Kochetova, allenatrice e figura storica della società. Con lei hanno lavorato anche Gemma, Chiara, Monica, Sofia, la coreografa Laura e la preparatrice acrobatica Cristina.

Secondo la società, il percorso era stato costruito con un obiettivo preciso: tornare in una finale nazionale. Il risultato di Cuneo conferma quindi non solo il valore della gara, ma anche la tenuta di un progetto sportivo sviluppato con un gruppo ristretto.

Dalla soddisfazione sportiva alle preoccupazioni per il futuro

Accanto al risultato sportivo, la società ha sollevato un tema più delicato: il futuro del nuoto artistico bresciano e le condizioni di lavoro negli impianti cittadini.

Il presidente della Russian Synchro Brescia ha espresso preoccupazione per i criteri approvati dall’amministrazione comunale e per le difficoltà legate agli spazi acqua. Il punto centrale, secondo la dirigenza, riguarda la sicurezza delle atlete durante allenamenti tecnici che richiedono presenza, controllo e strumenti adeguati a bordo vasca.

«Abbiamo oltre 150 famiglie preoccupate per la sicurezza delle proprie figlie», ha dichiarato il presidente. «I nuovi criteri rischiano di impedire a una realtà internazionale come la nostra di lavorare in condizioni adeguate. Nel nuoto artistico il bordo vasca è fondamentale per la sicurezza, soprattutto durante allenamenti di apnea e acrobatica svolti senza dispositivi di protezione. Togliere questi strumenti significa aumentare i rischi per le atlete e compromettere un percorso tecnico di alto livello già dai 6-8 anni».

La società rivendica anche il peso del proprio lavoro sul territorio. Oltre ai risultati agonistici, viene ricordata la partecipazione allo spettacolo di fine anno alla piscina di Mompiano, capace di riempire le tribune con oltre mille presenze.

Le famiglie valutano una protesta

La dirigenza parla di famiglie preoccupate e di possibili iniziative pubbliche. Secondo quanto riferito dalla società, alcuni genitori starebbero valutando richieste di autorizzazione per manifestare sotto Palazzo Loggia, chiedendo più attenzione alla sicurezza delle atlete e al lavoro svolto da tecnici, formatori e società sportive.

«È arrivato il momento di dire basta. Chiediamo rispetto per chi ogni giorno costruisce sport, educazione e crescita personale», ha aggiunto il presidente. «Dopo le mail della dirigenza della San Filippo, continuiamo a sentirci vessati e i nostri tesserati hanno il diritto di manifestare e firmare eventuali proteste nei confronti di chi dovrebbe deliberare e monitorare il lavoro delle partecipate».

Il passaggio più duro riguarda il rapporto tra società, istituzioni e percezione del progetto sportivo. «Forse non veniamo ascoltati perché siamo una società con il nome Russian Synchro Brescia o forse perché rappresentiamo principalmente donne e bambine. Ma la sicurezza delle nostre atlete non può diventare una battaglia politica».

Il risultato degli Assoluti resta intanto il fatto sportivo più rilevante: Brescia torna in una finale nazionale assoluta di nuoto artistico dopo quattro anni. Ma la medaglia, in questo caso, ha anche un secondo lato: quello di una società che chiede condizioni più chiare per continuare ad allenare, formare e gareggiare.