Coccaglio, Michele Lancini trasforma la sua sfida in un progetto di comunità: il 24 maggio arriva “Dal Cuore al Monte Orfano”
Da una sfida personale a un appuntamento aperto a tutti. È il percorso compiuto da Michele Lancini, di Coccaglio, che dopo le esperienze di “Dal Cuore all’Adamello” nel 2023 e “Dal Cuore al Monte Rosa” nel 2025, ha scelto nel 2026 di cambiare passo e trasformare la sua iniziativa in un progetto collettivo. Il risultato è “Dal Cuore al Monte Orfano”, camminata inclusiva in programma domenica 24 maggio, costruita insieme ad associazioni, scuola, amministrazione comunale e realtà del territorio.
L’idea di fondo resta la stessa che ha accompagnato le tappe precedenti: usare lo sport come strumento per fare del bene. Ma questa volta il traguardo non è soltanto fisico o simbolico. È soprattutto sociale, perché il progetto punta a mettere al centro il tema della disabilità e a rafforzare il senso di comunità attorno alle famiglie che vivono ogni giorno situazioni complesse.
Dall’Adamello al Monte Rosa, passando per la beneficenza
Il cammino di Michele Lancini parte nel 2023 con “Dal Cuore all’Adamello”, iniziativa sportiva e solidale sostenuta dal CAI di Chiari e collegata a una raccolta fondi per l’associazione “Un sorriso per Matteo e Ettore”. Da quella esperienza è nato, nel reparto di oncologia pediatrica di Brescia, il progetto artistico “Il mare dei sorrisi”, firmato da Silvio Irilli e dedicato alla memoria di Matteo ed Ettore, due bambini scomparsi a causa della malattia. Un intervento pensato per dare un segnale di luce ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.
Nel 2025 Michele ha poi lanciato “Dal Cuore al Monte Rosa”, scegliendo di destinare la raccolta fondi all’associazione Pastello Bianco, impegnata nel sostegno alle famiglie con bambini con disabilità neurologiche. Le risorse raccolte hanno contribuito alla realizzazione di un Grest estivo inclusivo, con strutture adeguate e personale qualificato, pensato per offrire ai bambini un’esperienza serena e, allo stesso tempo, un aiuto concreto alle famiglie durante la chiusura delle scuole.
Nel 2026 il progetto diventa di tutti
Con “Dal Cuore al Monte Orfano”, Lancini compie un salto ulteriore. L’esperienza personale si allarga e diventa un’iniziativa condivisa, che prova a coinvolgere il territorio in modo più profondo. Non solo una raccolta fondi o una prova sportiva, quindi, ma una rete di relazioni, incontri e partecipazione.
Il progetto è entrato anche nella scuola di Coccaglio. Nelle classi della primaria, Michele ha raccontato ai bambini le sue esperienze sportive, insistendo su un messaggio semplice: un talento, se messo a disposizione degli altri, può diventare uno strumento concreto di solidarietà.
L’associazione Pastello Bianco ha poi portato a scuola immagini e racconti dei propri bambini, i cosiddetti “pastellini”, aiutando gli alunni a capire che dietro ogni disabilità c’è prima di tutto una persona, con passioni, desideri e sogni come chiunque altro.
Con la scuola secondaria di primo grado il progetto si è arricchito attraverso un concorso grafico per realizzare il logo dell’evento. Un percorso, si legge nel testo, accompagnato dal professor Modaffari, che ha coinvolto gli studenti valorizzandone la creatività. L’Istituto Comprensivo di Coccaglio ha aderito fin dall’inizio, diventando parte attiva dell’iniziativa.
La camminata del 24 maggio
Dopo gli incontri e il lavoro nelle scuole, il progetto arriva ora al suo momento pubblico con la camminata “Dal Cuore al Monte Orfano”, in programma il 24 maggio 2026.
L’evento sarà aperto a tutta la cittadinanza e proporrà due percorsi:
il primo da 7 chilometri, pianeggiante, lungo la ciclabile tra Coccaglio e Cologne; il secondo da 11 chilometri, tra i sentieri collinari del Monte Orfano.
Per i primi 500 iscritti sarà garantito un kit di partecipazione con la maglia ufficiale dell’evento. Il contributo richiesto è di 5 euro per i bambini e 10 euro per gli adulti. Al termine della camminata sarà possibile pranzare alla sede degli Alpini di Coccaglio, con pane e salamina, patatine fritte e birra.
“Vogliamo costruire un’impresa collettiva”
Nelle dichiarazioni diffuse insieme alla presentazione dell’iniziativa, Michele Lancini spiega il senso di questo passaggio da sfida individuale a esperienza condivisa.
«Già dalla prima esperienza del 2023, e poi ancora nel 2025, il numero di persone che ha scelto di partecipare è cresciuto in modo significativo. Ho sentito quindi l’esigenza di accogliere tutta questa energia e questa voglia di fare del bene, trasformandole in un evento aperto a tutti».
E ancora: «L’idea è quella di costruire un’impresa collettiva, da vivere insieme, passo dopo passo. Questa camminata non è solo un momento di condivisione, ma un segnale forte: vogliamo far sentire alle famiglie che affrontano difficoltà di non essere sole, ma parte di una comunità che le sostiene. Camminare insieme significa proprio questo: sentirsi vicini, appoggiati, uniti».
Lancini insiste anche sull’obiettivo culturale dell’iniziativa: «Il messaggio che vogliamo trasmettere è di inclusione e solidarietà, cercando di sensibilizzare sempre più persone».
Pastello Bianco: “Un cammino a passo libero, come le nostre attività”
Il progetto 2026 incrocia da vicino il lavoro di Pastello Bianco, che accompagna famiglie con bambini con disabilità neurologiche. La vicepresidente e fondatrice Simona lega immediatamente il senso della camminata al modo di lavorare dell’associazione.
«Quando Michele mi ha proposto la camminata a passo libero, il mio primo pensiero è stato: “Wow”. Perché Pastello Bianco è esattamente questo: un cammino a passo libero. Nelle nostre attività ogni bambino, con o senza disabilità, è libero di vivere le esperienze secondo i propri ritmi»।
Poi aggiunge: «Il nostro sguardo parte da qui: non etichettare, non definire le persone in base alle difficoltà o ai tempi di apprendimento, ma riconoscere e valorizzare le diverse modalità di essere, prima di tutto, esseri umani. Crediamo che solo sentendosi liberi di essere se stessi, accolti e accompagnati nel proprio percorso, si possa davvero stare bene ed essere felici».
La carrozzina Juliette e il significato concreto dell’inclusione
A sottolineare il valore pratico dell’iniziativa è anche Manuel Andreoli, presidente di Pastello Bianco, che richiama la presenza della carrozzina Juliette durante la camminata.
«La presenza della carrozzina Juliette durante la camminata a passo libero da Coccaglio al Monte Orfano rappresenta un elemento fondamentale per dare un valore ancora più profondo all’iniziativa promossa da Pastello Bianco», spiega.
Il punto, dice Andreoli, è non lasciare nessuno ai margini: «Non si tratta solo di percorrere insieme un tragitto, ma di creare un momento autentico di condivisione, in cui nessuno venga lasciato indietro».
E ancora: «Grazie alla carrozzina Juliette, anche i bambini con disabilità avranno la possibilità di partecipare attivamente all’esperienza, vivendo la giornata all’aria aperta insieme agli altri. È proprio questo che rende l’evento davvero inclusivo: la capacità di accogliere tutti, abbattendo barriere e trasformando una semplice camminata in un’occasione di comunità, partecipazione e libertà».
Un progetto che mette insieme sport, scuola e territorio
Nel testo emerge con chiarezza un altro elemento: la camminata del 24 maggio non è un’iniziativa isolata, ma il punto di arrivo di un lavoro costruito nel tempo, con il coinvolgimento della scuola, dell’associazionismo locale, dell’amministrazione comunale e di diversi benefattori del territorio.
Il messaggio finale è quello che accompagna l’intero progetto: “Insieme è meglio”. Non come slogan generico, ma come sintesi di un’idea precisa: fare comunità attorno a chi spesso rischia di sentirsi ai margini.
