Franciacorta in lutto, è morta Pia Donata Berlucchi: funerali mercoledì a Borgonato di Corte Franca
La Franciacorta perde una delle sue figure più rappresentative. È morta Pia Donata Berlucchi, storica esponente della famiglia Berlucchi e protagonista per decenni della crescita dell’azienda di famiglia a Borgonato di Corte Franca. Aveva 82 anni, essendo nata nel 1942, ed era una dei cinque figli di Antonio Berlucchi, fondatore nel 1927dell’azienda agricola Fratelli Berlucchi.
Il suo nome è legato in modo profondo alla storia del vino in Franciacorta e, in particolare, al percorso della cantina di famiglia. Per oltre quarant’anni Pia Donata Berlucchi ha ricoperto il ruolo di amministratrice delegata dell’azienda, assumendone poi anche la presidenza, contribuendo a consolidare il marchio Berlucchi come uno dei riferimenti del territorio.
Accanto all’impegno imprenditoriale, Pia Donata Berlucchi ha avuto anche un ruolo rilevante in ambito istituzionale e associativo. È stata consigliera della Banca d’Italia a Brescia e ha guidato nei primi anni Duemila l’associazione nazionale Donne del Vino, di cui risulta tra le past president. Ha inoltre ricoperto il ruolo di vicepresidente nazionale di Onav.
Nel corso della sua vita ha sostenuto numerose iniziative dedicate alla valorizzazione del ruolo femminile, alla cultura, alla formazione e ai giovani, lasciando un segno che va oltre il mondo vitivinicolo. Anche per questo la sua scomparsa tocca non solo Corte Franca, ma l’intero territorio della Franciacorta.
I funerali si terranno mercoledì 29 aprile alle 17 nella chiesa di Borgonato, frazione di Corte Franca. Secondo altre fonti di settore, la camera ardente sarà allestita nella casa di Borgonato tra martedì e mercoledì.
Per i Comuni della Franciacorta, e in particolare per Corte Franca, Rovato e Cellatica, la notizia ha il peso di un lutto che riguarda una donna simbolo di un territorio conosciuto nel mondo anche grazie al lavoro delle sue famiglie storiche. Questa è quindi una perdita che tocca da vicino non solo il vino, ma anche l’identità culturale ed economica della Franciacorta.
