Pareggio a Sesto, 3 punti al gioco del silenzio

Terza partita senza reti per l’Union Brescia. La trasferta ad Alcione finisce con un silenzioso 0-0, il secondo consecutivo.

L’Union Brescia non sa più segnare. È il momento di intervenire con titoli allarmanti, di solito funzionano. Alla terza partita senza gol di alternative non ne sono rimaste poi tante: ricorrere ai titoloni non è più una possibile risposta alla crisi, bensì la soluzione. Non so per quale motivo di preciso, magari è la semplice tattica della gufata: lamento una cosa per indurne il contrario. In passato deve avere funzionato e allora perché no? Perché non ripetere lo stesso pattern che, nella storia, ha già dato ampissime garanzie?

“Che bella retorica, Fabio, complimenti. Quando avrai finito di criticare il giornalismo, magari, troverai anche tempo per descrivere la situazione dell’Union Brescia.”

Questa è la giusta critica che mi è giunta per messaggio da un profilo privato che, dopo opportune verifiche, ho realizzato essere il mio secondo account, quello che utilizzo per muovermi le critiche intelligenti che vorrei qualcun altro mi imputasse. Questo messaggio infatti — vuoi la fonte autorevole, o vuoi il fatto che inizi con dei complimenti sarcastici — centra in pieno il bersaglio, trovando un limite enorme dei miei ultimi articoli. La pochezza vista in campo si è riflessa nelle ultime settimane in una moltitudine di vocaboli vuoti nei miei pezzi, che hanno spostato l’attenzione dal contenuto, le partite, al contenitore, le parole per descriverle. Ed è quando le parole si svuotano, perdendo significato, che smettono di essere messaggi e diventano rumori.

Rumore. Ecco cos’è il calcio. Un grande insieme di rumori. Inizia tutto con un fischio, un suono sordo che dà il segnale a un’orchestra di ventidue percussionisti che suonano un pallone coi piedi, e qualche migliaia di spettatori che battono le mani a tempo, urlano in coro e, talvolta, omaggiano i giocatori avversari con un assolo di fischi gratuiti. Capita però che quei fischi possano rivolgersi anche alla propria squadra del cuore, colpevole di scarsa applicazione in campo e, di conseguenza, troppo poco sudore sulla maglietta. Il sudore nel calcio è fondamentale. Ancora non c’è nulla di scientificamente verificato in quello che sto per dire ma, il sudore del calciatore sembra produrre un feromone in grado di stimolare l’applauso del tifoso, lo stesso che emana un gol in rovesciata o un dribbling con tunnel. I fischi per la maglietta non sudata, in ogni caso, hanno uno scopo ben preciso: nascondere un silenzio. Il silenzio generato dall’assenza di rumori felici; il silenzio tipico dello 0 nella casella “Gol Segnati”, un vuoto che i tifosi dell’Union Brescia stanno respirando ormai da un paio di settimane.

Venerdì sera, in casa dell’Alcione, gli uomini di Corini non sono riusciti a trasformare il silenzio del proprio tifo in urla di gioia per la terza volta consecutiva. Dopo lo 0-0 del Rigamonti contro l’ultima della classe, la Triestina, e la sconfitta esterna contro l’Albinoleffe per 1-0, l’Union Brescia piazza una X nell’angolo a destra e centra un tris tutt’altro che scontato: oltre 270 minuti senza gol in campionato. La direzione artistica dell’attacco che avrebbe il compito di far cantare i tifosi è affidata a Cazzadori, affiancato da Valente, e sono proprio loro a confezionare le uniche due occasioni degne di nota: al 2’ è Agazzi a nascondere bene il proprio primo palo al classe 2006 ospite, e al 13’ su assist dello stesso, Cazzadori colpisce male e consegna la sfera al portiere di casa. Il ritratto per eccellenza del momento bresciano è la punizione di De Maria, che ha abituato decisamente bene in questi mesi i propri tifosi disegnando traiettorie impressioniste, ma che al 43′, scivola al momento dell’impatto con il pallone e regala il cuoio allo spicchio di pubblico alle spalle di Agazzi. L’Alcione non fa assolutamente meglio: due colpi di testa alti sopra la testa di Gori, nulla di più. Il festival del silenzio, in quel di Sesto San Giovanni.

Un dietro le quinte divertente, però, regala un’emozione che l’attacco bresciano, in queste settimane, non riesce a impacchettare. Dopo la partita con il Lecco vinta per 3-1 dall’Union Brescia, il nostro narratore, Cristiano Tognoli, ascoltando la propria radiocronaca, si rese conto che, per un problema tecnico, al momento delle reti bresciane la sua voce — coperta anche dal rumore della festa dei tifosi — si sentiva pochissimo, e la gente da casa rischiava di perdersi il momento dei gol. Mai ci saremmo aspettati una tale collaborazione dall’Union Brescia nelle partite seguenti, per garantire ai nostri ascoltatori il silenzio necessario per godersi il racconto di Cristiano. Ringraziamo dunque Corini e i ragazzi per la solidarietà, ma siamo felici di annunciare che, passando alle telefoniche, siamo riusciti a ovviare al problema tecnico. Dopo due settimane di silenzio, adesso, potete tornare a far esultare i vostri tifosi e il nostro cronista preferito.

Cordialmente,

Fabio.

 

Foto di Brescia Today