Incendi boschivi, nel Bresciano il 2026 si apre già in emergenza
Il 2026 si è aperto con nuovi incendi boschivi e con un numero di sanzioni che, nei primi mesi dell’anno, ha già superato l’intero bilancio del 2025. È il quadro che emerge nel Bresciano, dove l’attenzione sul fronte roghi resta alta nonostante, nel medio periodo, il fenomeno venga indicato in calo rispetto agli anni precedenti.
I Carabinieri Forestali invitano a non abbassare la guardia. I dati dell’anno scorso restituiscono infatti un bilancio pesante: nel 2025 il fuoco ha interessato 125 ettari di territorio, di cui 55 ettari di bosco e 70 ettari di prati e pascoli. In totale si sono contati 31 incendi, quasi il doppio rispetto ai 18 registrati nel 2024.
Sul fronte sanzionatorio, nel 2025 sono state multate 32 persone per un importo complessivo superiore ai 6 mila euro, contro i 1.946 euro dell’anno precedente. Le cause dei roghi risultano in prevalenza colpose, mentre gli episodi dolosi vengono indicati in diminuzione e quelli di origine naturale in linea con il passato.
L’avvio del nuovo anno, però, è stato particolarmente difficile. Quattro gli incendi già registrati tra Collio, Malonno, Sabbio Chiese e Tignale. A Malonno, in località Volpera, sono andati in fiamme 2.500 metri quadrati di sottobosco. A Sabbio Chiese, in località Fratta, il rogo ha bruciato 2 ettari di bosco. A Tignale, in località Olzano, l’intervento tempestivo dei volontari antincendio boschivo ha limitato il danno a 800 metri quadrati di pineta di pino nero.
Nel frattempo, l’attività repressiva dei primi mesi del 2026 ha già portato alla sanzione di 20 persone per fuochi accesi in periodo di divieto, con multe che hanno superato i 7 mila euro, già oltre l’intero ammontare del 2025.
Secondo i Carabinieri Forestali, proprio le sanzioni rappresentano il primo livello di prevenzione. Colpire chi accende fuochi o brucia sterpaglie nei periodi vietati serve infatti a scoraggiare comportamenti imprudenti prima che possano trasformarsi in incendi difficili da contenere. In questo senso la multa viene considerata un deterrente immediato, utile non solo a punire ma anche a responsabilizzare, evitando che una condotta superficiale produca danni ambientali gravi.
Accanto al lavoro di controllo e repressione, continua anche l’attività di sensibilizzazione. In questa direzione si inserisce l’incontro che i militari dei Nuclei Carabinieri Forestali di Idro e Gavardo hanno tenuto con gli studenti della scuola secondaria di Casto. L’obiettivo era avvicinare i ragazzi ai temi della tutela ambientale, spiegando come ogni cittadino possa diventare una vera e propria sentinella della biodiversità, pronta a segnalare i pericoli e a diffondere una cultura del rispetto del territorio.
Durante l’incontro si è parlato anche delle conseguenze giuridiche di un incendio boschivo, con riferimento al reato previsto dal codice penale e ai vincoli che scattano dopo un rogo. Ai ragazzi è stato spiegato, per esempio, che un bosco incendiato non può cambiare destinazione d’uso per 15 anni e che per 10 anni restano vietati pascolo, caccia ed edificazione.
Il messaggio finale lanciato dai militari è chiaro: la repressione da sola non basta. Serve una consapevolezza diffusa, perché ogni comportamento individuale può avere un effetto diretto sulla salute dell’ambiente e della collettività.
