L’insostenibile leggerezza dell’essere leonessa

L’Union Brescia cade ancora fuori casa contro l’Albinoleffe: decide un gol di Sali al 73′. Ennesimo passo falso per la squadra di Corini che non approfitta dello stop del Vicenza.

“È successo di nuovo”. Non è facile, almeno per me, descrivere quello che è successo ieri sera all’Union Brescia. O meglio, non è facile farlo come vorrei farlo io, in modo originale, dicendo qualcosa che nessuno ha ancora detto. Non è affatto facile. Le parole, soprattutto in contesti come quello sportivo, hanno questa discutibilissima tendenza ad esaurirsi, e chi le scrive finisce spesso per ripetere ciò che han già scritto altri, o peggio, ciò che ha scritto lui stesso. La competizione a scrivere per primi, poi, non è certo un assist alla sopravvivenza della personalità. Centinaia di articoli, ogni minuto, vengono battuti contemporaneamente da dita diverse, che fanno a gara tra loro a chi schiaccia prima il tasto invio. Tra la partita dell’Union Brescia e l’articolo non c’è più di mezzo un pensiero, ma solo l’indice che con un click la trasforma in storia. Una storia fatta di sciabolate morbide, ragnatele tolte dagli incroci e difensori mandati al bar. Una serie di figure così utilizzate e condivise da aver perso la propria specificità, finendo per descrivere così tante immagini da non raccontarne nessuna. È per questo che, in un nuvoloso mercoledì tardo invernale, ho deciso di rinunciare alle parole per descrivere il match tra Union Brescia e Albinoleffe, e affidarmi a quelli che, tra mille anni, i nostri discendenti studieranno come noi abbiamo studiato le pitture rupestri: i meme.

“È successo di nuovo” Quale viso, se non quello di Bradley Cooper che, col cellulare in mano, si prepara a dare la notizia della scomparsa dell’amico alla sua futura moglie, può sbloccare il face id di ogni bresciano dopo la partita di ieri? L’Union Brescia crolla nuovamente fuori casa, e ancora una volta contro un’avversaria decisamente alla portata come l’Albinoleffe, ad oggi 13esimo in classifica. Se nella prima parte di campionato, nonostante i numerosi infortuni che hanno condizionato la gestione Diana e l’inizio dell’avventura di Corini, l’Union Brescia aveva escluso la casella della sconfitta dalle molteplici opzioni dei pronostici delle sue trasferte, nelle ultime settimane qualcosa sembra essersi inceppato. Dopo la sconfitta con la Pergolettese, terzultima in classifica, le vittorie interne con penultima Pro Patria (non senza grande fatica) e Lecco, in scioltezza. Il dilemma dunque è questo: cosa succede all’Union Brescia quando affronta le cosiddette piccole della classe? Ma soprattutto, perchè queste sconfitte arrivano sempre quando il Vicenza perde terreno? In un campionato già ampiamente assegnato dai meriti sportivi al Vicenza, gli uomini di Corini sembrano essere spaventati dal solo pensiero di avvicinarsi ai vicentini. Era già accaduto nel weekend di metà febbraio in cui gli amanti si scambiano regali: l’Alcione fa l’impresa esterna e ferma il Vicenza. Un gran bel regalo per le inseguitrici, che però, anzichè limitarsi a ringraziare e godersi il bel gesto, vestono i panni del partner che si fa trovare impreparato e dice: “Ma avevamo detto che quest’anno non avremmo fatto nulla dai! Hai esagerato, non dovevi!”. Poi, come dicono tanti, San Valentino è tutti i giorni, non bisogna aspettare un giorno all’anno per farsi un regalo! Ed è proprio così, capita infatti che l’occasione per scartare un altro regalo capiti ad inizio marzo, quando meno te lo aspetti. San Valentino è alle spalle, Natale è lontanissimo, il tuo compleanno idem. Eppure, il Trento, decide di sorprenderti, tornando da Vicenza con qualcosa di più pesante della solita calamita: tre punti. Tu non te lo aspetti, non credevi che il vostro rapporto fosse a quei livelli, anzi, per tutte queste giornate l’hai visto più come un competitor in classifica. L’ansia ti spezza le gambe, e poi il fiato. Crolli, fuori casa, di nuovo. La decide Sali, al 73esimo. Tu neanche ci provi a vincerla, ti va bene così. Finisce 1-0. “Oh sh*t, here we go again”. Il gol di Sali, oltretutto, sembra una provocazione, per una squadra che, ultimamente sembra soffrire di vertigini. Quando gioca con squadre alla pari, come Trento, ora terzo in classifica, Lecco, Inter u23, ma anche il Vicenza stesso, la Leonessa ruggisce sempre, ma quando affronta le piccole qualcosa cambia. Quando nelle serie tv, puntualmente, qualcuno si ritrova in punta di piede sul cornicione al sedicesimo piano di un palazzo e, solo allora, si ricorda di soffrire di vertigini, c’è sempre una voce amica che ricorda che il segreto è non guardare in basso. è forse questo che deve fare la squadra bresciana? Non abbassare lo sguardo? Ma al tempo stesso, se non guardi in basso, non realizzerai la fatica che hai fatto a raggiungere la vetta. E se come dice il poeta senza “esse”, “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”, Union Brescia, cosa ti impedisce di volare alto? La paura di scioglierti come Icaro avvicinandoti al sole vicentino, o il pensiero che le leonesse non volino?
La fine del campionato si avvicina, e con lei i play off per volare in Serie B, lì non saranno ammesse ulteriori “notti da leoni”, ma soltanto “notti da leonessa”.

Foto di Zonamista Magazine