🌓 Mi sono svegliato una mattina e il mondo non era più quello di prima
Nessun colpo di Stato. Nessuna rivoluzione.
Solo nuove parole. Nuove regole. Nuovi sensi di colpa.
Nel suo nuovo spettacolo, Cristian Calabrese racconta il passaggio invisibile da una società imperfetta a un’utopia obbligatoria.
Un mondo che vuole essere giusto, inclusivo, sicuro, corretto, sano… a qualsiasi costo. Anche a costo dell’essere umano.
È un monologo satirico, oscuro e lucidissimo.
Un viaggio scomodo dentro l’idea più pericolosa di tutte: che basti educare, proteggere, guidare l’uomo… e obbedirà felice.
Ma cosa stiamo accettando di perdere in cambio della felicità obbligatoria?
E se dietro il benessere a tutti i costi si nascondesse la forma più raffinata di schiavitù mai creata?
Se ridi, è nervoso.
Se ti senti a disagio, è voluto.
Se ti riconosci… significa che ci sei dentro.
E loro lo sanno.
