MuSa di Salò, doppio avvio di stagione: inaugurate le prime due mostre del 2026

Il MuSa, museo di Salò, ha inaugurato sabato 21 febbraio le prime due esposizioni del 2026, entrambe legate al territorio bresciano. Dopo un 2025 chiuso con oltre 30mila visitatori, il museo salodiano apre così una nuova stagione con due percorsi molto diversi tra loro, ma accomunati dall’attenzione alla contemporaneità e al paesaggio.

Adamello, immagini tra bellezza e arretramento

La prima mostra è “The Last Days: il ghiacciaio dell’Adamello nelle fotografie di Michele Gusmeri”, visitabile fino al 12 aprile 2026. L’esposizione si inserisce nel quadro dell’Anno Internazionale della protezione dei ghiacciai 2025, promosso da UNESCO e WMO (World Meteorological Organization), e nasce su impulso del CAI – Club Alpino Italiano, sezione di Brescia. In sala sono presenti 33 fotografie firmate da Gusmeri, che uniscono sguardo artistico e lettura documentale, raccontando insieme l’imponenza e il rapido arretramento della maggiore massa glaciale delle Alpi italiane.

“Passo a Due”: nuove generazioni e Raccolta del Disegno

La seconda esposizione, visitabile fino al 12 aprile 2026, è “Marta Goglio: coreografie del contenere”. La mostra inaugura il ciclo “Passo a Due. Nuove Generazioni in dialogo con la Civica Raccolta del Disegno di Salò”, pensato per far incontrare gli artisti emergenti con una delle raccolte permanenti di opere su carta più rilevanti in Italia.

Curata da Anna Lisa Ghirardi, conservatrice e curatrice della Raccolta salodiana, l’esposizione propone undici lavori realizzati per l’occasione da Marta Goglio accostati a undici opere selezionate dall’artista all’interno della collezione (che conta oltre 850 lavori). Il dialogo ruota attorno a temi come informe, caos del segno e del gesto: un confronto che mette in relazione la ricerca di Goglio con autori del Novecento e del contemporaneo presenti nella raccolta, tra cui Enrico Baj, Vasco Bendini, Maurizio Bottarelli, Laura De Bernardi, Giuliano Guatta, Giusi Lazzari, Concetto Pozzati, Antonio Sanfilippo, Antonio Stagnoli, Franco Sarnari e Bepi Romagnoni.