Cogeme, Belotti: dopo l’uscita di Erbusco si riapre il caso e cresce la preoccupazione a Rovato

Il caso Cogeme torna al centro del confronto tra i Comuni soci dopo la conferma, da parte di Erbusco, della volontà di uscire dalla compagine della multiutility della Franciacorta. Una scelta che, secondo quanto viene ricostruito, rischia di aprire un nuovo fronte legale e di riportare la vicenda davanti al Tribunale civile, dopo la recente decisione dell’Organo arbitrale.

A intervenire con toni preoccupati è il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti. Per il primo cittadino, la partita riapre un contenzioso che affonda le radici nel 2016, quando Erbusco aveva avviato un’iniziativa insieme a Paderno Franciacorta e Rudiano. Nel tempo, però, Rudiano e Paderno si sono sfilati, mentre Erbusco – oggi indicato come terzo azionista con il 7,6% – ha proseguito da solo.

Belotti collega l’attuale fase a un passaggio di governance: nella sua lettura, la nomina del Consiglio di amministrazione guidato da Lazzaroni avrebbe segnato l’inizio di una stagione conflittuale, culminata nella richiesta di uscita di Erbusco. Un’uscita che, secondo il sindaco, metterebbe Cogeme in difficoltà, rendendo di fatto impraticabile la liquidazione delle quote.

Il punto, per Rovato, è anche territoriale. Il Comune ospita la sede principale di Cogeme ed è il primo azionista con il 21,6%. Belotti chiede quale sia il senso di “mettere a rischio” una realtà che, per oltre mezzo secolo, ha prodotto servizi, occupazione, dividendi e sviluppo sul territorio. E solleva un interrogativo politico: può la posizione di un singolo socio, pur legittima, incidere sul destino dell’intera società?

Nel quadro richiamato, Cogeme conta 58 soci pubblici, circa 500 dipendenti e un bacino di riferimento di 300mila cittadini. Belotti avverte che, se anche il giudice civile dovesse confermare l’esito dell’arbitrato, potrebbe aprirsi uno scenario di fine della società, con ricadute per gli enti soci e per l’occupazione.

In chiusura, il sindaco segnala anche un elemento di contesto: l’ultimo Consiglio di amministrazione è stato eletto all’unanimità, indicato come segnale di maggiore compattezza tra i soci. L’auspicio, per Belotti, è che prevalga una soluzione “ragionevole” capace di tutelare un patrimonio considerato collettivo, costruito in oltre cinquant’anni di storia.