Industria bresciana in lieve ripresa dopo due anni di flessione
Crescono grandi e piccole imprese, trainano moda, chimica e meccanica. Prudenza sul 2026: il contesto internazionale resta incerto.
Una ripresa dopo due anni difficili
Dopo due anni di flessione, il 2025 segna per l’industria bresciana una ripresa contenuta ma significativa. La produzione manifatturiera cresce in media dello 0,8%, l’incremento più marcato dal 2018 se si esclude il rimbalzo post-Covid del 2021–2022. A sostenere il risultato è una componente interna positiva (+2,7%), che compensa la flessione ereditata dal 2024 (-1,9%).
Quarto trimestre in accelerazione e clima delle imprese
Nel solo quarto trimestre, la produzione registra un +2,3% rispetto ai tre mesi precedenti e un +3,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, pur beneficiando di un confronto con un trimestre precedente debole. Nell’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia, tra ottobre e dicembre il 37% degli operatori indica un aumento dell’attività, il 44% stabilità e il 19% una contrazione.
Dimensione d’impresa: meglio grandi e piccole
La crescita è trasversale, ma più intensa:
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tra le grandi aziende (+5,3%)
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tra le piccole (+3,3%)
Più contenuti gli incrementi di:
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medie imprese (+1,2%)
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micro imprese (+0,8%)
Settori: trainano moda, chimica e meccanica
Sul fronte settoriale, i comparti più dinamici risultano:
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sistema moda (+3,9%)
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chimico-gomma-plastica (+3,2%)
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meccanica (+2,9%)
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legno e minerali non metalliferi (+2,4%)
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metallurgia (+2,0%)
L’unico settore in flessione è l’alimentare, con un calo del 3,8%.
Fatturato, mercati e costi: segnali moderati
Il fatturato mostra segnali di ripresa prudente. Le vendite sul mercato interno:
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crescono per il 32% delle imprese
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restano stabili per il 52%
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diminuiscono per il 16%
Verso i Paesi UE:
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aumento per il 22%
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stabilità per il 60%
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flessione per il 18%
Sui mercati extra UE, aumento e diminuzione si bilanciano intorno al 19–20%, mentre la maggioranza delle aziende indica stabilità. I costi delle materie prime registrano un lieve aumento (+1,1% per il 28% delle imprese), ma i prezzi dei prodotti finiti restano sostanzialmente invariati.
Lavoro e tenuta sociale: cassa integrazione contenuta
L’utilizzo della cassa integrazione guadagni interessa il 9% delle imprese, con una quota sul monte ore lavorabili dell’1,4%, segnalando l’assenza di tensioni significative. I giorni medi di produzione assicurata sono 76, indicando un miglioramento progressivo delle aspettative rispetto ai minimi della fine del 2023.
Prospettive 2026: cautela, ma saldo positivo
Le prospettive per il 2026 restano cautamente positive. Il saldo tra operatori ottimisti e pessimisti è +24%, con una maggioranza (56%) che prevede volumi stabili. I settori più orientati alla crescita sarebbero alimentare, chimico-gomma-plastica, legno e minerali e, in misura minore, la meccanica. Metallurgia e sistema moda sono indicati come sostanzialmente stabili.
La posizione degli industriali: numeri positivi, ma prudenza
Il presidente Paolo Streparava sottolinea che i numeri sono positivi, ma invita alla prudenza. Tra i fattori di incertezza vengono richiamati le difficoltà della Germania, la crisi del comparto automotive, il protezionismo degli Stati Uniti e la volatilità dei mercati energetici, con la richiesta di una politica industriale concreta e immediata per sostenere la competitività del Made in Brescia.
