Brescia-Caffaro avviate le demolizioni
Abbattuto un primo capannone in via Nullo. Il Sito di interesse nazionale entra nella fase di cantiere tra demolizioni, decommissioning e messa in sicurezza.
Posa sta succedendo nell’area caffaro
Nell’area industriale di via Nullo, a Brescia, sono partite le demolizioni dei primi edifici. Il primo capannone è già stato avviato all’abbattimento: un passaggio che segna l’inizio concreto della fase operativa della bonifica dell’epicentro del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro.
Per decenni la vita dello stabilimento è stata scandita dai turni e dai segnali sonori interni. Oggi, con l’apertura del cantiere, la scena cambia: al posto della produzione e delle strutture in funzione, entrano mezzi, protocolli e controlli per il risanamento.
Perché il sito è un sin e cosa significa
Il perimetro Brescia-Caffaro rientra tra i siti di interesse nazionale, cioè aree che richiedono interventi complessi e una regia pubblica dedicata per la bonifica. In concreto significa procedure più articolate, iter autorizzativi specifici e un percorso di risanamento che coinvolge più livelli istituzionali.
Dalla storia industriale agli inquinanti monitorati
Lo stabilimento nasce nei primi anni del Novecento e, nel corso dei decenni, ha ospitato lavorazioni chimiche ad alto impatto. Tra gli elementi centrali della contaminazione vengono indicati i PCB, prodotti per lungo tempo, oltre ad altre sostanze pericolose come diossine e metalli pesanti.
La contaminazione, secondo le ricostruzioni, riguarda il suolo e ha interessato anche le falde. È uno dei motivi per cui l’intervento viene definito tra i più complessi in Italia: non basta rimuovere strutture e macchinari, ma serve gestire materiali e terreni con procedure rigorose.
Un percorso lungo: indagini, sequestri e cantieri
L’avvio delle demolizioni arriva dopo anni segnati da indagini, sequestri, cambi di proprietà, fallimenti, commissariamenti e rimpalli istituzionali, oltre a studi tecnici e controperizie. Un passaggio considerato decisivo è l’attività di verifica e monitoraggio condotta negli ultimi anni, che ha contribuito a consolidare il quadro operativo e a far partire la fase di cantiere.
Tempi, misure di sicurezza e controlli continui
Le demolizioni avviate ora sono destinate a durare circa un anno. Il cantiere è percepibile anche nei quartieri vicini, come Porta Milano, Fiumicello e Primo Maggio, dove vivono migliaia di residenti.
La bonifica prevede più livelli di intervento: abbattimenti, gestione e messa in sicurezza dei materiali contaminati, rimozione dei terreni e misure per evitare ulteriori dispersioni. Sono previsti protocolli di controllo continui, con strumenti e procedure per ridurre il rischio di polveri e contaminazioni durante le lavorazioni, come lavaruote e sistemi di monitoraggio.
Tra le azioni citate rientra anche la barriera idraulica: una rete di pozzi che limita la diffusione degli inquinanti nelle acque sotterranee.
Risorse e orizzonte temporale
L’orizzonte della prima fase è fissato al 2030. Il valore economico del primo step è indicato in 86 milioni di euro. Non è un intervento rapido, ma l’avvio delle demolizioni rende finalmente visibile l’inizio del risanamento dell’area.
