Barone Pizzini torna sulle cronache enologiche internazionali firmate James Suckling con la tenuta marchigiana Pievalta

Due territori italiani, due eccellenze vinicole, un unico filo conduttore: la qualità. Dopo il grande successo del Bagnadore Rosé Riserva 2011 di Barone Pizzini, premiato con 98 punti, un nuovo riconoscimento internazionale arriva a confermare l’eccellenza dei produttori bresciani anche oltre i confini regionali.

Questa volta il protagonista è la tenuta marchigiana Pievalta, che entra nella prestigiosa classifica “Top 100 Value Wines 2025 – Everyday Gems” di James Suckling con il San Paolo Riserva 2021, piazzandosi al nono posto.

«Il Pievalta Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico San Paolo Riserva 2021 conferma l’elevata qualità dei vini bianchi italiani di oggi, capaci di unire potenziale di invecchiamento e misura stilistica. Un bianco classico italiano, rigoroso e centrato, che nel calice esprime energia, tensione e grande slancio», commenta Suckling.

Per Silvano Brescianini, CEO di Pievalta, il risultato è frutto di oltre 20 anni di impegno: «Dalla scelta del territorio ai Castelli di Jesi, alla gestione sostenibile delle vigne, fino alla cantina, dove rispettiamo la materia prima, abbiamo seguito una filosofia produttiva chiara e precisa. Il nostro obiettivo è creare vini longevi, eleganti e di grande personalità, che riflettano l’identità del territorio».

Il San Paolo Riserva 2021, già pluripremiato e disponibile a €25 a bottiglia, entra nella Top 100 globale, selezione nata dalla degustazione di circa 45.000 vini provenienti da decine di Paesi. Il criterio di valutazione non premia solo il punteggio, ma l’insieme di qualità, identità territoriale e accessibilità economica, sottolineando il valore complessivo per il consumatore.

Il successo di Pievalta e Barone Pizzini dimostra come una visione produttiva coerente e sostenibile, orientata alla valorizzazione del terroir e alla qualità, possa consolidarsi nel tempo e ricevere riconoscimenti internazionali.

Pievalta, prima azienda biodinamica del territorio marchigiano, conta 43 ettari totali, di cui 34 vitati, e una produzione annuale di circa 150.000 bottiglie.