Al Capitolium di Brescia l’installazione di Francesco Vezzoli mette in dialogo la Vittoria Alata e l’Idolino di Pesaro

Due capolavori dell’arte antica entrano in dialogo grazie al linguaggio dell’arte contemporanea. Accade a Brescia, al Parco Archeologico di Brixia Romana, all’interno del Capitolium, dove fino al 12 aprile è visitabile Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione realizzata da Francesco Vezzoli con la curatela di Donatien Grau.

Il progetto mette in relazione la Vittoria Alata, scultura in bronzo databile alla seconda metà del I secolo d.C. e rinvenuta nel luglio del 1826 durante gli scavi archeologici nell’area del Capitolium, e l’Idolino di Pesaro, scoperto nell’ottobre del 1530 nel corso di lavori di scavo per le fondazioni di una dimora nobiliare nella città marchigiana. Due opere provenienti da contesti e tempi differenti, accomunate da un forte valore simbolico e iconico.

L’installazione nasce dalla collaborazione tra Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, istituzione da cui proviene l’Idolino di Pesaro. In parallelo, il museo fiorentino ospita fino al 9 aprile una mostra gemella, Icone di potere e bellezza, che presenta tre teste bronzee di imperatori romani provenienti dalle collezioni bresciane, poste in dialogo con materiali delle raccolte medicee.

Victoria Mater. L’idolo e l’icona propone un percorso che racconta il significato simbolico delle due statue, considerate come “icone” e rappresentazioni della divinità, portatrici di valori universali. L’intervento di Francesco Vezzoli si inserisce in questa lettura, richiamando linguaggi ed estetiche dell’arte classica per reinterpretarli in chiave contemporanea.

A fare da elemento di raccordo tra la Vittoria Alata e l’Idolino, collocati uno accanto all’altro all’interno del Capitolium, è una scultura in bronzo realizzata appositamente dall’artista. Si tratta di una figura-silhouette che, grazie a un effetto di trompe l’oeil e a un gioco di luci, assume l’aspetto di un’ombra, creando l’impressione di una comunicazione visiva tra le due opere antiche. Questa presenza, al tempo stesso concreta e diafana, funge da quinta scenica del dialogo tra le statue.

Il progetto è promosso da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e l’Opificio delle Pietre Dure, con il contributo di Intesa Sanpaolo e il patrocinio dell’Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze, Lettere e Arti. L’installazione accompagna l’avvio delle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano e si inserisce nel percorso culturale in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.