Lombardia, al via il progetto pilota dell’ostetrica a domicilio per le neomamme

Coinvolte sette province. Bertolaso: «Investiamo su prevenzione e natalità»

Regione Lombardia lancia un nuovo progetto a sostegno delle neomamme e dei loro bambini. Con una delibera approvata dalla Giunta, prende il via la sperimentazione “Continuità assistenziale ostetrica: la prima visita domiciliare dopo il parto”, che prevede la presenza di un’ostetrica direttamente a casa delle donne nei giorni successivi alla nascita.

«Con questo progetto entriamo nelle case delle famiglie – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso –. La visita a domicilio dell’ostetrica è un gesto di vicinanza che aiuta mamma, bambino e famiglia a vivere con maggiore serenità i primi giorni insieme. È particolarmente utile nelle aree montane e periferiche, ma anche in città, perché consente di intercettare tempestivamente situazioni di difficoltà personale e sociale. Si tratta di un investimento sul benessere, sulla prevenzione e sul futuro della nostra comunità, oltre che di un tassello della nostra battaglia contro l’inverno demografico».

L’iniziativa intende accompagnare le famiglie in una fase delicata come il rientro a casa con il neonato, garantendo non solo assistenza sanitaria, ma anche supporto emotivo e pratico. L’ostetrica aiuterà le mamme nella gestione della propria salute e nell’accudimento del bambino – dall’allattamento all’igiene – e potrà segnalare eventuali difficoltà fisiche, psicologiche o sociali, attivando specialisti e servizi competenti.

La sperimentazione, che durerà 12 mesi con un finanziamento complessivo di 500.000 euro, rientra nelle azioni di contrasto al calo delle nascite e si affianca ad altri interventi regionali: dal potenziamento dei consultori ai bonus natalità, fino agli investimenti nel percorso nascita.

L’ostetrica a domicilio permetterà inoltre di valutare il contesto familiare e ambientale in cui cresce il bambino, garantendo una vera continuità assistenziale che integra il parto in ospedale con la vita quotidiana.

Il progetto coinvolgerà sette province lombarde:

  • Pavia (IRCCS San Matteo e ASST Pavia)

  • Como (ASST Lariana)

  • Varese (ASST Sette Laghi e ASST Valle Olona)

  • Sondrio (ASST Valtellina e Alto Lario)

  • Brescia (ASST Valcamonica e ASST Spedali Civili di Brescia)

  • Bergamo (ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est e ASST Bergamo Ovest)

  • Milano (ASST Fatebenefratelli Sacco e IRCCS Policlinico di Milano)

 

Un’iniziativa che – sottolinea la Regione – non si limita al controllo clinico, ma offre un sostegno completo, soprattutto alle famiglie più fragili, abbattendo distanze e barriere e garantendo equità di accesso alle cure.