Bergamo e Brescia Tra signore del vino, viti resistenti e cooperative sociali

Nel territorio interessato da East Lombardy, sono le province di Bergamo e di Brescia quelle dove l’allevamento delle viti costituisce un comparto rilevante, tenendo conto del fatto che, se nell’intera Regione Lombardia si producono circa 1.400.000 litri di vino (dati Assovini, 2021), nella provincia di Bergamo sono prodotte circa 3 milioni di bottiglie – distribuite tra Valcalepio Rosso, Valcalepio Bianco, Terre del Colleoni e Moscato di Scanzo – e circa 47milioni nella provincia di Brescia, la cui superficie vitata rappresenta l’1% del territorio nazionale (sono circa 450mila gli ettari vitati nel Paese). Numeri assai diversi, dunque, quelli che interessano queste province East Lombardy, ma comunque entrambi punto di riferimento per l’intera economia italiana, innanzitutto per quanto riguarda l’esportazione, con il Franciacorta “campione” in Lombardia ma anche in costante crescita a livello nazionale (19milioni di bottiglie vendute, di cui il 12% destinato all’estero).

In questo contesto diventa interessante andare a ricercare referenze, o realtà, che sfuggono ai grandi numeri e che si distinguono per originalità non solo nella filiera produttiva ma anche a livello imprenditoriale. In tale senso, due territori così diversi per vocazione vitivinicola trovano un comune denominatore nelle “quote rosa”, voce significativa anche a livello nazionale dove è in costante crescita la presenza femminile, con il 28% delle imprese agricole con vigneto e/o cantina guidate da donne (come è emerso nell’ultima edizione di Vinitaly). Si tratta di realtà produttive, piccole o grandi, dove la parte riservata alle esperienze al servizio dei visitatori diventa sempre più rilevante, sia quando si tratta di sessioni di degustazione, sia quando alla cantina è legato un ristorante e, non da ultimo, esperienze che incentivino la scoperta del territorio attraverso gli abbinamenti a prodotti della tradizione locale. 

Un altro elemento importante per distinguersi in un comparto produttivo così competitivo è l’attenzione al sociale. Da qui la nascita di cooperative vòlte alla all’inclusione come valore al servizio della produzione a garanzia di una particolare attenzione etica sia nei confronti del territorio sia e ancor prima verso le comunità che di quel territorio sono l’anima. Accade così che in una zona come la Franciacorta, dove vigneti e cantine si estendono a perdita d’occhio e dove alcune referenze si sono guadagnate un posto d’onore tra le griffe del lusso, vi sia chi per la propria produzione offre lavoro a persone con differenti fragilità psichiche.

Il viaggio alla scoperta di alcune tra le eccellenze vitivinicole East Lombardy prosegue alla scoperta dei vini PIWI, tra le ultime frontiere in tema di sostenibilità ambientale.

Oggi infatti, dal punto di vista vitivinicolo, le Valli bergamasche si distinguono con i loro vini PIWI, autentici eroi tra i vitigni che devono questa definizione a una parola tedesca che letteralmente significa “viti resistenti ai funghi”. Come a dire che dopo aver apprezzato la vitivinicoltura eroica che fa dei viticoltori degli equilibristi aggrappati a viti ripide e scoscese, la nuova frontiera è quella di piante esse stesse eroiche, in grado di resistere ai funghi e di essere valorizzate dal lavoro dell’uomo senza l’uso dei agenti chimici o persino naturali.