Annegamento a mare o in piscina: tutto quello che devi sapere per evitare che tuo figlio sia in pericolo

È la terza causa di morte dopo la meningite e l’HIV sotto i 15 anni e i più a rischio sono i bambini fino a 4 anni, che – attenzione – possono trovare difficoltà già in pochi centimetri di acqua. Eppure, ogni anno muoiono per annegamento, ancora, oltre 300mila persone e ogni giorno sentiamo almeno un caso di cronaca. Perché succede? E, soprattutto, come evitare gli annegamenti?

Secondo quanto riportato dall’Istituto superiore di sanità ogni anno più di 400 persone muoiono in Italia per annegamento: un vero e proprio allarme, tra l’altro già lanciato dall’Oms nel 2014, pubblicando il primo Rapporto mondiale sugli annegamenti. 

Il motivo? Più di uno: se da un lato c’è – purtroppo – la poca accortezza di genitori e tutori, dall’altro gioca un ruolo fondamentale la poca conoscenza dell’acqua: secondo il pediatra Italo Farnetani ideatore del progetto delle Bandiere Verdi che segnala le spiagge adatte ai bambini scelte dai pediatri e intervistato da Huffpost, tra i 7 e i 18 anni c’è una vera emergenza nuoto. In molti, in pratica non sanno nuotare.

Cosa fare allora? Ecco un vademecum del dottor Farnetani:

non lasciare mai da soli i bambini
garantirsi, se possibile, la presenza del Servizio di salvataggio, che non deve essere mai interrotto
seguire le ordinanze di balneabilità dei sindaci, evitando le zone dove si praticano sport acquatici
entrare lentamente in acqua, per evitare sbalzi termici
proteggere la loro pelle dal sole
mantenerli idratati
cercare acque pulite
in vista dell’estate, far sì che i bambini si formino sulla sicurezza in spiaggia e in piscina
E quanto alle piscine? L’ISS aveva già l’anno scorso diffuso un interessante opuscolo con pochi semplici regole:

sorvegliare costantemente i bambini in acqua
recintare le piscine
coprirle con un telo quando non si usano
togliere tutti i giocattoli, far indossare le cuffie

In più, tenete a mente di:

fare attenzione agli specchi d’acqua dai fondali irregolari, come i fiumi, di cui non si vede il fondo (vi è il rischio di rimanere intrappolati), o con corrente
ricordare al bambino di controllare sempre la profondità dell’acqua prima di tuffarsi e di non tuffarsi nella parte della piscina in cui l’acqua è bassa
ricordare al bambino di non sforzarsi di tenere il fiato sott’acqua
ricordare al bambino di nuotare sempre in compagnia di qualcuno

Redatto da https://www.greenme.it/