L'autonomia dei bambini dell'asilo nido

L’autonomia dei bambini dell’asilo nido passa per il giusto atteggiamento dei genitori: vediamo insieme gesti semplici e pratici che tutte le mamme e i papà possono fare per incoraggiare l’indipendenza dei loro piccini
Autonomia dei bambini dell’asilo nido
Come crescere bambini autonomi? Gli esperti suggeriscono ai genitori dei modi di essere generici, ma è più difficile capire quali sono i livelli di autonomia giusti da sollecitare nei nostri figli a seconda della loro età. Ecco la prima parte di una guida pratica all’autonomia progressiva, divisa per fasce d’età (1-3 anni; 3-6 anni; 6-10 anni), tratta dal libro “Autonomi si diventa!” di Madeleine Deny (2020, Edizioni Red).

L’autonomia ha tante dimensioni:
– quella pratica (riuscire progressivamente a cavarsela senza aiuti nelle attività quotidiane);
– quella intellettiva (capacità di ragionare da soli e di trovare soluzioni);
– quella affettiva (staccarsi dai genitori per adattarsi a situazioni nuove).

Per fare questo percorso, i bambini hanno bisogno di genitori che da una parte sappiano allentare la presa al momento opportuno, ma dall’altra siano sempre pronti a sostenerli in caso di difficoltà. Se supportati emotivamente, i bambini saranno in grado di superare gli ostacoli che l’evoluzione porrà loro davanti, mossi da una doppia spinta: quella di osare e esplorare l’ignoto e quella di muoversi e sperimentare in un contesto percepito come sicuro.

 Non forzate i tempi. I genitori devono limitarsi ad aprire finestre temporali ampie in cui lasciar fare da soli i loro figli, farli sbagliare probabilmente molte volte e infine farli riuscire. Il “via libera” verso l’acquisizione di un nuovo piccolo pezzo di autonomia lo devono dare i genitori, quelli che più di tutti conoscono il proprio bambino e sanno se può essere pronto. Questo però non dipende tanto da quanto il piccolo sappia già fare una cosa, ma piuttosto quanto sia desideroso di impararla: se gli si propone un’esperienza andando contro il suo volere, il rischio è che un episodio negativo possa frenarlo nel riprovarci in futuro.
 Motivateli. È importante che i genitori motivino i figli, sottolineando le nuove capacità acquisite e incoraggiandoli quando invece hanno fallito.
 Non fatevi prendere dall’ansia. Un po’ di paura e apprensione è normale quando vedete che vostro figlio si allontana da voi, ma il vostro stress è perfettamente percepibile dai bambini e questo non fa bene, perché rimanda loro che non avete fiducia nelle loro capacità: questo li frena nell’apprendimento.

L’autonomia dei bambini dell’asilo nido: le tappe
Il percorso di crescita di un bambino è quello graduale dall’eteronomia (regole, consigli e aiuti per fare bene vengono da fuori di sé, dagli altri) all’autonomia, ovvero la capacità di decidere da solo e di trovare dentro di sé le regole giuste).

 1-2 anni. I bambini e accedono pian piano all’autonomia pratica attraverso le attività quotidiane; imparano a conoscere il proprio corpo e sviluppano la motricità.
 2-4 anni. I bambini e le bambine imparano ad adattarsi alle nuove situazioni e iniziano a condividere le loro attività con altri coetanei. Cominciano a verbalizzare pensieri e desideri.


Educare all’autonomia 1-3 anni: proteggerlo senza impaurirlo
Le parole di incoraggiamento dei genitori e degli educatori sono importanti per avere il giusto slancio verso l’avventura.

 Incoraggiare invece di dirigere. Non risolvete ogni piccolo problema che gli capita e non indicate in ogni momento cosa può fare o non fare. Mettete invece alla prova le loro capacità con piccole sfide, come ad esempio facendo loro recuperare un gioco in un luogo difficile da raggiungere. Attraverso il gioco, infatti, i bambini acquisiscono fiducia in loro stessi, sviluppano nuove competenze e imparano a superare le preoccupazioni. La stima di sé si manifesta più facilmente se i bambini ricevono complimenti e incoraggiamenti. I bambini iperprotetti invece credono di essere incompetenti, si sentono limitati nella loro voglia di esplorare e non imparano a conoscere le proprie capacità.
 Limitare i rischi. Se i genitori hanno un atteggiamento rassicurante, i bambini percepiscono il loro sostegno e decidono di correre un rischio; e non rimangono delusi dal fallimento, perché sanno di poter contare sul loro incitamento. Sviluppare l’autonomia dei bambini in sicurezza vuol dire concedere loro una “libertà vigilata”: non assoluta, ma nemmeno un isolamento in cui devono fare tutto da soli. La casa è un’ottima palestra dove porte, cassetti e gradini sono tutti ostacoli con cui misurarsi a furia di tentativi. Ad esempio, per facilitare i primi passi di vostro figlio riempite uno scatolone di libri affinché, appoggiandovisi, possa avanzare senza sbilanciarsi troppo. Oppure, per agevolare i suoi primi tentativi di svestirsi da solo, aprite le cerniere e i bottoni difficili e poi lasciatelo fare. O ancora, invece che impedire loro di fare le scale o chiudere le porte, commentate quei gesti sottolineandone gli accorgimenti per farlo in sicurezza, come mettere una mano sul corrimano o spingere piano la porta.

Educare all’autonomia 1-3 anni: staccarsi dagli adulti
Di fronte ad un momento di stress, i bambini cercano sempre le braccia dei genitori. Voi dimostratevi calorosi e affettuosi cosicché, sentendo di poter contare sempre su di voi, pian piano acquisiranno più fiducia e saranno in grado di staccarsi poco a poco.

 Gestire le piccole paure. Non dite loro, anche solo per scherzo, che sono fifoni. Dite ai bambini che avere paura è normale, ma anche che di fronte a un momento negativo è meglio agire rispetto a rimanere passivi. Il temporale è rumoroso? E noi facciamo ancora più rumore con le pentole! Leggete loro anche le storie che fanno paura, perché permettono di elaborare preoccupazioni e angosce.
 Giocare insieme agli altri. Coccolarli, incoraggiarli e congratularsi con loro sono tutti feedback positivi di cui i bambini hanno bisogno, durante il gioco e nella relazione con un adulto, per sentirsi poi abbastanza in fiducia per esplorare il mondo e relazionarsi con altri bambini. Ai giardinetti, ad esempio, affidategli piccole missioni per farlo sentire importante e entrare in relazione con gli altri: dare un fazzoletto a un bambino che piange o aiutarne un altro a recuperare la palla nei cespugli.
 Giocare da soli. Giocando da soli, i bambini imparano a gestire la solitudine, a esistere senza aver bisogno di attirare sempre l’attenzione, a creare un mondo immaginario solo loro. Per abituarli in questo, iniziate ad assentarvi dalla stanza dei giochi inizialmente per pochi minuti e poi pian piano aumentate il tempo.
Educare all’autonomia 1-3 anni: le piccole separazioni
Non è facile lasciare la mano del papà all’ingresso dell’asilo nido o salutare, con la nonna o la babysitter, i genitori che escono. Accogliete le loro emozioni perché, per affrontare questi momenti senza soffrire, ci vorrà un po’ di pazienza.

 L’inserimento all’asilo nido. Fate vedere ai vostri figli che siete sempre pronti a trovare una soluzione ai loro problemi. Non sminuiteli e non spazientitevi, ma invece rassicurateli affinché non entrino nel panico.
 Il distacco al mattino e il ricongiungimento alla sera. Fate ideare loro un rituale di saluto alla mamma al mattino e di saluto all’asilo a fine giornata: sono due momenti ugualmente intensi dal punto di vista emotivo, con la differenza che alla sera i bambini sono più stanchi. Fateli sempre avvisare con anticipo del vostro arrivo e preparateli al cambio di luogo. Fate le cose con calma anche se siete in ritardo.
 Imparare a staccarsi dai genitori. Piccoli gesti rituali di saluto, attività promesse al ritorno di un’uscita serale e coccole rassicurano i bambini dal punto di vista affettivo. Devono essere abitudini semplici e devono essere saluti brevi, per non diventare strazianti soprattutto per loro. Avvisateli con largo anticipo e inserite la vostra uscita nel programma della sua giornata, dando loro anche un punto di riferimento temporale per il vostro ritorno: la buonanotte per la sera o il bagnetto o la merenda per la giornata. Prima di andare via, pensate a un momento di compresenza in cui la persona che lo sorveglierà inizi con lui un gioco divertente che possa distrarlo, ma comunque salutatelo sempre prima di uscire perché non dovete farlo di nascosto o ingannarlo.

Redatto da https://www.nostrofiglio.it/