La Pmi test 1 s.r.l. di Brescia terza classificata

La società Test 1 S.r.l. si posiziona al 3° posto alla 4° edizione del premio “Open Innovative PMI”, evento ideato e organizzato da Grant Thornton con l’obbiettivo di premiare le PMI innovative italiane. L’azienda si è distinta nella categoria “Sostenibilità ambientale” per la sua ricerca tecnologica e scientifica di prodotti innovativi nel campo della tutela ambientale, e per i suoi ottimi risultati economici.

 

Fondata nel 2014, Test 1 S.r.l. studia i poliuretani e il loro trattamento chimico per ottenere nuove proprietà che possono portare a innovative e concrete applicazioni. In particolare, ha creato FoamFlex200, un poliuretano espanso con proprietà idrofobe e oleofile che riesce a  recuperare gli idrocarburi sversati nei mari, consentendo così il recupero del valore economico degli idrocarburi raccolti.

 

Conferendo tale riconoscimento a Test1 – commenta Alessandro Taini, Chief Executive Officer di Test1, – Grant Thornton non solo sostiene una PMI Italiana ma anche la nobile causa di quest’ultima: proteggere i nostri oceani dall’inquinamento dell’uomo. Come saggiamente diceva Andy Warhol, ‘Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare’”.

 

Nel corso della premiazione è stata inoltre presentata la 4° edizione del report dell’Osservatorio Open Innovative PMI, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’Università di Pisa, un’analisi che inquadra l’andamento in continuum delle PMI Innovative italiane e che ha evidenziato proprio la Lombardia a quota 148 nuove PMI Innovative iscritte nell’apposito Registro tra il 2019 e il 2020, con il 26,10% di PMI sul totale nazionale. Anche quest’anno, quindi, la Lombardia può vantare, a livello nazionale, il maggior numero di società, distanziando di molto Lazio (65) e Emilia-Romagna (57). Nella sola Brescia sono state 9 le nuove PMI Innovative iscritte.

 

Venendo più nel dettaglio ai risultati registrati dall’Osservatorio di Grant Thornton e Università di Pisa, emerge innanzitutto che nell’ultimo anno il numero di Pmi Innovative* è cresciuto del 40%; sono infatti 567 le “nuove” aziende iscritte al registro apposito (tra ottobre 2019 e settembre 2020) contro le 432 del periodo precedente. Tuttavia, a circa cinque anni di distanza dalla creazione del registro, il numero di PMI innovative appare ancora contenuto rispetto al bacino potenziale: sono infatti poco più di 1.700 (1.732**) le PMI Innovative “ufficiali”, mentre è verosimile pensare che in Italia le PMI con i requisiti previsti siano sull’ordine delle decine di migliaia.

 

La pur importante crescita del numero di PMI iscritte nell’ultimo anno è da considerarsi ancora limitata se si considerano i ripetuti interventi del legislatore sui benefici di cui tale categoria di impresa potrebbe godere. Tra gli ultimi interventi si possono ricordare quelli del Decreto 7 maggio 2019 dedicato proprio agli incentivi per le start up e le PMI innovative e quelli previsti nel decreto rilancio dell’aprile 2020. Quest’ultimo ha stanziato un fondo di sostegno al venture capital con una dotazione di 200 milioni di euro a beneficio esclusivo delle start up e delle PMI innovative. È stata riservata una quota pari a 200 milioni di euro a valere sulle risorse già assegnate al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI specificatamente dedicata all’erogazione di garanzie in favore di startup innovative e PMI innovative. Infine, sono stati previsti incentivi alla capitalizzazione con importanti detrazioni IRPEF per gli investitori fino al 50% rispetto all’ammontare dell’investimento. Peraltro, è opportuno ricordare come alcune delle politiche di incentivo all’innovazione, come il credito d’imposta alle attività di ricerca e sviluppo, l’iper-ammortamento “Impresa 4.0”, il Patent Box, o i voucher “manager dell’innovazione”, non vadano a beneficio esclusivo delle PMI innovative, ma di una platea di aziende più vasta.

 

L’Osservatorio PMI Innovative 2020 mostra come la maggior parte delle PMI innovative, circa due terzi, siano di dimensioni ascrivibili alla categoria delle micro-imprese, con un fatturato al di sotto della soglia dei 2 milioni di euro. Meno del 10% delle aziende è ascrivibile alla categoria delle medie imprese (fatturato superiore a 10 milioni e inferiore a 50), mentre le restanti rientrano tra le piccole imprese (tra i 2 e i 10 milioni di fatturato).

 

L’anzianità media, tra le nuove iscritte è di circa 9 anni. Peraltro, per alcune aziende si potrebbe porre il problema di restare iscritte al registro tra qualche anno, in considerazione dei requisiti più stringenti fissati di recente sulla permanenza tra le PMI innovative. Le PMI innovative sul mercato da più di 7 ma meno di 10 anni possono restare nel registro, qualora non abbiano ancora dimostrato in misura sufficiente il potenziale di generare rendimento.

 

A livello territoriale, su base regionale, la Lombardia, con 148 casi (oltre il 26% del totale), presenta il maggiore numero di società iscritte nel Registro nell’ultimo anno. Seguono il Lazio con 65, l’Emilia Romagna con 57, la Campania con 52, la Toscana con 38 e il Veneto con 36, mentre tutte le altre regioni si attestano su valori decisamente più bassi.

A livello provinciale, invece, il maggior numero di “nuove PMI Innovative” è a Milano, con 122 società iscritte nell’ultimo anno (+54% rispetto alla scorsa rilevazione), seguita da Roma con 58 società iscritte (+100%) e a seguire Napoli con 26 (+86%).

Con riferimento alle caratteristiche demografiche il database del MISE mette in evidenza che oltre l’80% delle Nuove PMI è composto in prevalenza da uomini adulti e per lo più di nazionalità italiana. I casi di assetto proprietario e di governance nei quali si ha una prevalenza giovanile, femminile o straniera sono invece più limitati. Nell’ambito della compagine proprietaria si ha, ad esempio, una “prevalenza giovanile” solo nel 6,53% dei casi, una “prevalenza femminile” nell’8,82% e una prevalenza proprietaria e/o di management straniera “solo” per l’1,94% dei casi esaminati.

La seconda parte del Report, dedicata all’analisi dei dati economico-finanziari delle PMI Innovative, evidenzia in generale buoni risultati in termini di fatturato e performance economico-finanziarie. Le PMI innovative hanno registrato un incremento medio del fatturato del 15% nel biennio 2018-2019. Se prendiamo in considerazione solo le PMI innovative che hanno avuto un incremento di fatturato, la media è +30%.

Si osserva inoltre come il patrimonio netto medio è pari a circa 1,9 milioni di euro. La media è tuttavia innalzata dalle medie aziende. Infatti, la metà delle aziende ha un patrimonio netto inferiore al milione di euro e l’85% è inferiore a 1,3 milioni.

Si evidenzia invece come nel 76,45% dei casi le società registrano un EBITDA positivo, a dimostrazione del fatto che la maggioranza del campione osservato si trova in equilibrio economico.

Per quanto riguarda i settori di attività delle “nuove Pmi iscritte”, i gruppi più numerosi sono quelli attivi nel settore dei servizi, seguito da quello dell’industria/artigianato. Di contro, risultano essere pochi i casi di aziende qualificate come PMI Innovative operanti nel settore del commercio.

 

Più nel dettaglio, all’interno del settore dei servizi si possono evidenziare dei segmenti di riferimento più “vivaci” e sono quelli che si rivolgono all’informatica, all’elettronica, ai prodotti intermedi, alla chimica e alla farmaceutica e ai servizi non finanziari. Questi settori, che rappresentano insieme circa il 90% delle PMI innovative osservate, sono tra i settori che potrebbero risentire meno della gravissima crisi innescata dal Covid 19.

Incrociando i dati della ricerca dell’Osservatorio con le stime del Cerved Industry Forecast (maggio 2020), relative all’impatto della crisi Covid sui fatturati delle aziende, in uno scenario soft, per i settori sopra menzionati, assisteremmo ad un calo complessivo medio del fatturato nel 2020 (rispetto al 2019) del 10,4%, con un rimbalzo medio del 10,3% nel 2021 (rispetto al 2020). Complessivamente, confrontando le stime, in uno scenario soft si perderebbe l’1% circa del fatturato tra il 2019 e il 2021. In uno scenario hard, per i settori sopra menzionati, assisteremmo ad un calo medio complessivo del fatturato nel 2020 (rispetto al 2019) del 14,9%, con un rimbalzo medio del 15,3% nel 2021 (rispetto al 2020).

 

Complessivamente, comparando il 2019 e il 2021 in uno scenario hard si perderebbe poco meno del 2% del fatturato. In conclusione, le PMI innovative potrebbero dunque mostrare un buon grado di resilienza alla crisi e mostrarsi pronte allo sfruttamento di opportunità.

 

Il Convegno, il Premio e l’Osservatorio “Open Innovative PMI” fanno parte di un più ampio progetto che mira a valorizzare l’innovazione italiana dando visibilità a questa specifica tipologia di imprese, protagonista del panorama imprenditoriale italiano ma tuttavia ancora poco conosciuta. L’iniziativa ha infatti l’obiettivo di sostenere e supportare lo sviluppo e delle PMI innovativefacilitando la conoscenza dei vantaggi di natura fiscale, societaria e finanziaria previsti dalla vigente normativa ed esclusivamente dedicati alle PMI innovative regolarmente iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio.