I dieci errori di scrittura più frequenti

Si scrive “gli o le”, “fa o fa’”? Cosa vuol dire “piuttosto che” e come si scrive “qual è”? Facciamo un ripassino insieme sugli errori ortografici più comuni per evitare di ripeterli e fare dei temi da 10 e lode! di ripeterli e fare dei temi da 10 e lode!

Se il tuo terrore a scuola è il tema, perché non ti ricordi mai se si scrive “gli o le”, se “fa” abbia o meno l’accento e “qual è” voglia o no l’apostrofo, questo è l’articolo che fa per te. Facciamo un piccolo ripassino dei 10 errori di scrittura (grammaticali e ortografici) più frequenti, in modo da non sbagliare più!

1. PIUTTOSTO CHE

“Piuttosto che” è un avverbio e serve a indicare una cosa che si preferisce rispetto a un’altra. “Amo andare in bici piuttosto che in automobile” è una frase corretta. Ma qualcuno sbaglia, equiparando il “piuttosto che” a una “e” o a un “oppure”. Nel primo caso, avremo una frase sbagliata come “sul tavolo ci sono dei quaderni piuttosto che delle penne”; nel secondo, “andrò al mare piuttosto che in montagna”.

Per approfondire, leggete il nostro articolo: Che cosa significa e quando si usa l’avverbio “piuttosto che”

2. GLI O LE?

Quante volte si sente dire: “Chiama Sandra e digli di venire”. Ma il complemento di termine di questa frase (Sandra) è una femmina, quindi non va usato –gli, bensì –le.
La regola, dunque, vuole che quando il complemento di termine sia maschile, si usi -gli; se invece è femminile allora si usa -le.
Leggi: -gli o -le? come evitare l’errore!

3. QUAL È

Si scrive “qual’è” o “qual è”? Questo è uno degli errori più insidiosi, perché spesso viene fatto in buona fede. Si tende infatti a confondere la forma “qual” con “quale”. Verrebbe da pensare a un’elisione data dall’incontro tra le due vocali “e”. Invece, non è così: “qual”, infatti, è simile a “tal”, “buon” e “ben”. Si tratta di una forma che esiste così com’è e che quindi non necessita dell’apostrofo.
Leggi l’articolo: Qual è o qual’è? Come si scrive?

4. FA, FA’ O FÀ?

Due lettere, un solo verbo e tre modi di scrivere diversi. Vediamo nel dettaglio che cosa indicano:

Fa. Si scrive “fa” se si intende la terza persona singolare dell’indicativo del verbo fare (es. “Maria fa la pasta”)
Fa’, invece, indica la seconda persona singolare dell’imperativo del verbo fare (es. “Fa’ i compiti”)
Fà non è mai corretto e quindi non bisogna mai scriverlo, né utilizzarlo.
Per approfondire, leggi: Fa o fà? Qual è la forma corretta?

5. Q, QQ O CQ?

La regola è semplice: quando la -u è seguita da una vocale, allora si dovrà scrivere Q (Qu-a-derno). Se, invece, la lettera dopo la -u è una consonante, devi scrivere CU (es. Cu-c-ina).
Tuttavia, se la regola è semplice, le eccezioni la complicano: come soqquadro, taccuino, scuola, vacuo o promiscuo. E poi ci sono anche le parole, come acqua e i suoi derivati, o alcuni verbi in alcune declinazioni (ad esempio tacque), che vogliono il -CQ.
Per sapere di più, leggi: Le regole di Q e CQ

6. SCE O SCIE?

Quando si scrive la sillaba -sce, in genere, non ci vuole la -i (es. u-sce-re o cono-sce-nza). Ci sono però delle eccezioni, come SCIenza e coSCIENZA e i loro derivati, che si scrivono con la -i.

Leggi tutto: Quando si scrive -sce e quando si scrive -scie

7. “CILIEGIE” O “CILIEGE”?

Se la lettera che precede le sillabe finali -cia o -gia è una vocale, al plurale mantiene la vocale nella sillaba finale: esempio, cili-E-gia diventa cilie-GIE; cam-I-cia diventa cami-CIE.

Se, invece, la sillaba è preceduta da una consonante, al plurale non mantiene la vocale nella sillaba finale: esempio, spia-G-gia diventa spia-GGE e ro-C-cia diviene ro-CCE.
Approfondisci: Il plurale dei nomi che finiscono in -cia e -gia

8. D’ACCORDO O DACCORDO?

La versione esatta è “d’accordo”, con l’apostrofo. Questo perché la locuzione sarebbe “da accordo”, ma subentra un’elisione, e cioè la caduta della vocale finale di una parola non accentata che si trova prima di una parola che inizia per vocale o h.

Leggi: D’accordo o daccordo?

9. UN o UN’?

L’apostrofo si usa quando si elimina la vocale finale di una parola che ne precede un’altra che inizia per vocale o per h. Questa operazione si chiama “elisione”.
Ecco, quindi, che non scriveremo “lo albero”, ma “l’albero” e nemmeno “una amaca”, ma “un’amaca”.
Quando però si mette di fronte a “un”? Scopritelo nel nostro articolo, Si scrive un o un’

10. QUANDO SI USA L’ACCENTO

Non sempre è facile ricordarsi dove e quando si deve mettere l’accento. Provate a fare un piccolo ripassino grazie al nostro articolo Quando si usa l’accento

di Alice Dutto

Redatto da https://www.focusjunior.it/