Premetto che serve fare un corso per poter lavorare con il colloquio motivazionale! Mi preme però oggi lasciarvi qualche breve suggerimento! Buona lettura.

 

Premetto che non tutti possono praticare colloqui motivazionali e che serve un corso specifico di formazione!!! Però qualche pillola voglio darvela…proprio per aiutarvi a capire che come metodologia di lavoro con gli adolescenti ed i giovani, quella del colloquio motivazionale, è ottimale. Per quanto riguarda le droghe ed il loro utilizzo, mi preme sottolineare che vi sono forti preoccupazioni per l’utilizzo di sostanze illecite tra i 14 ed i 19 anni. Uno studio condotto nel 2018 dall’istituto di Fisiologia Clinica del CNR, sottolinea che il 34% degli studenti italiani e cioè circa 880 mila ragazzi ha fatto uso almeno una volta di una sostanza illegale. La cannabis rimane la droga illegale maggiormente utilizzata tra i giovani e in pochissimi anni il secondo posto è stato occupato dalle NPS ovvero le nuove sostanze psicoattive, seguite dalla cocaina, poi gli stimolanti come le anfetamine, gli allucinogeni come LSD ed infine l’eroina. Tra la grande quantitá di effetti negativi associati all’abuso marijuana, quello che preoccupa di più sono proprio i danni provocati da questa sostanza nello sviluppo di giovani ed adolescenti sia a livello sociale che a livello cognitivo. Ci sono studi scientifici che dimostrano che coloro che hanno iniziato ad usarla prima dei 16 anni, hanno avuto prestazioni scarse poi, nei compiti di mantenimento dell’attenzione, oltre che un basso punteggio nel QI verbale. La scarsa o addirittura mancante motivazione è l’ostacolo numero uno nei trattamenti per l’uso e la dipendenza da marijuana. Perché il colloquio motivazionale qui? Perché ci permette di instaurare con il ragazzo una conversazione collaborativo senza assumere il solito classico paternale : non si fa!! Molte volte poi sentiamo dire dai giovani che questa ê una sostanza naturale e che dunque male non fa. Questo genera ulteriore confusione!! Con il colloquio motivazionale si può dare al giovane un ambiente di sano confronto dove lui stesso può esplorare pro e contro dell’uso di questa sostanza. Perché? Perché il colloquio motivazionale per l’abuso o l’utilizzo di marijuana porta risultati grazie ad uno stile comunicativo non giudicante ed estremamente dialogico. Raramente i giovani riescono o possono parlare di droga con adulti senza utilizzare toni conflittuali. Serve infatti mantenere uno stile empatico facendo comunque emergere il punto di vista del ragazzo. Questo permette di costruire un rapporto buono che si configura come base solida e stabile con qualcuno che crede nel giovane che ha davanti. Ricordo se ore che una persona ha maggiori probabilità di mettere in atto un cambiamento se si rafforzano ed esplorano tutte le sue risorse. Altra strategia comunicativa è aumentare la frattura interiore presentando le problematiche pratiche e pragmatiche legate all’uso della sostanza. Per esempio calcolare i soldi spesi e far dire come avrebbe potuto spenderli in altro modo. Altra strategia è per esempio far scrivere 5 obiettivi futuri su un figlio al ragazzo e li mettiamo in relazione all’utilizzo della marijuana e chiediamo come questi siano raggiungibili se si prosegue con l’abuso. Studi sostengono che queste e tante altre strategie ad uso del colloquio motivazionale siano efficaci. La speranza professionale di noi operatori è e rimane legata alla relazione con il ragazzo. La relazione e la comunicazione sono le fondamenta di una grande e soddisfacente costruzione.