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RadioGiornale Pomeriggio

  • Mercoledì, 16 Maggio 2018 07:46
  • Pubblicato in Le Notizie

RadioGiornale del 16 Maggio 2018 - Pomeriggio

 

Nei giorni precedenti a mercoledì 16 maggio i carabinieri bresciani della stazione di Leno con quelli della compagnia di Verolanuova e del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno svolto una serie di controlli tra i vari locali. Così si sono imbattuti in una pizzeria dove, tra i vari addetti, hanno trovato tre egiziani che lavoravano senza un contratto. E non è tutto, perché uno dei tre risultava anche essere destinatario di un provvedimento di espulsione da parte della questura di Brescia e che l'uomo non aveva rispettato. Quindi, per lui si è interrotto bruscamente il rapporto di lavoro e il giorno successivo è stato accompagnato alla frontiera per essere espulso verso l'Egitto. Il titolare della pizzeria si é visto chiudere l'attività, ma poi riaperto dopo aver pagato una sanzione da 11 mila euro e aver regolarizzato la posizione dei due addetti in "nero". E' stato anche denunciato a piede libero per aver impiegato stranieri senza permesso di soggiorno e aver favorito in Italia la permanenza di clandestini.

 

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno scoperto e disarticolato un'associazione a delinquere attiva nel territorio della Bassa Bergamasca e con propaggini anche in provincia di Milano e Brescia, portando alla luce un giro milionario di fatture false e di riciclaggio nel settore edile. L'attività investigativa condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bergamo, sotto la direzione del Pubblico Ministero, Davide Palmieri, si è conclusa dopo un anno d'indagini, con l'emissione di 15 misure cautelari, a firma del GIP del Tribunale di Bergamo Ilaria Sanesi. Sono 4 le persone finite in carcere e 11 quelle raggiunte da provvedimenti quali il divieto di esercitare impresa e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati oltre 330 mila euro, tra denaro contante e disponibilità su conti correnti. In particolare, l'organizzazione criminale indagata è accusata di aver costituito una fitta rete di società cosiddette "cartiere", tutte intestate a prestanome, 7 con sede dichiarata in Italia e 6 in Slovenia, create allo scopo di emettere fatture false. Documenti riferiti ad operazioni inesistenti annotati in contabilità da 15 società, operanti nel settore edile, che in tal modo si sono create costi fittizi, evadendo imposte dirette e IVA per oltre 11 milioni di euro.

 


Inoltre, i Finanzieri hanno scoperto che le società riconducibili al sodalizio sono servite anche per assumere, solo sulla carta, numerosi dipendenti, avviati a lavorare per altre società, le quali hanno potuto usufruire di manodopera a basso costo, non avendo assunto i lavoratori e non dovendo quindi sostenere per loro i relativi oneri fiscali e previdenziali, rimasti in capo alle "cartiere". Queste ultime, però, attraverso un meccanismo di false compensazioni, anche in questo caso, non hanno versato nè contributi nè imposte per i dipendenti, con un'evasione di oltre 5 milioni di euro. Le indagini, condotte anche attraverso intercettazioni ambientali, l'approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette ed accertamenti bancari, hanno altresì consentito l'identificazione dei complici dell'organizzazione che, a vario titolo, sono accusati per averne agevolato l'illecita attività. In particolare, sono stati individuati sia coloro che, dietro compenso, hanno acconsentito di figurare quali intestatari delle società "cartiere", sia coloro che sono stati impiegati nell'attività di riciclaggio dei proventi delle fatture false. Questi ultimi, in particolare, attraverso quotidiani prelievi di denaro contante dai conti correnti societari sui quali sono confluiti i pagamenti delle false fatture, provvedevano a restituire l'importo al beneficiario del Guardia di Finanza COMANDO PROVINCIALE BERGAMO 2 documento fiscale, decurtato di una percentuale di circa il 20%, costituente il provento illecito per l'organizzazione criminale. I Finanzieri, attraverso pedinamenti e videoriprese e grazie ad una telecamera nascosta in un ufficio di Treviglio, base operativa dell'organizzazione, hanno ricostruito le operazioni di prelievo del denaro in banca, di conteggio e della restituzione dei soldi agli imprenditori. L'attività di servizio condotta dalla Guardia di Finanza di Bergamo s'inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economica finanziaria predisposto dal Corpo, finalizzato a contrastare le frodi fiscali ed il riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dell'evasione, per salvaguardare l'Erario e gli imprenditori onesti, danneggiati da fenomeni – come quello scoperto – che inquinano il mercato e penalizzano le imprese sane.

 

SPOR:
5 medaglie anche nella 1° edizione dei Campionati Italiani di Para-Badminton. Da venerdì 10 a domenica 13 maggio 2018 si sono svolti al Palabadminton di Milano i "Campionati Italiani Assoluti e Para-Badminton 2018", in un clima di perfetta inclusione i normodotati e i diversamente abili hanno giocato negli stessi impianti e negli stessi giorni. Il team del GSA contava 26 atleti, il gruppo più numeroso e tra i più giovani per età media. Nella categoria assoluti il GSA ha conquistato 4 medaglie di bronzo, raddoppiando il bottino storico dell'anno scorso. I podi sono stati raggiunti dai tre nazionali del GSA che vivono e si allenano a Milano con la nazionale. Chiara Passeri ha conquistato il bronzo in doppio femminile con la milanese Corsini, Enrico Baroni è salito sul terzo gradino del podio in singolare dopo aver avuto la meglio sul pugliese Caponio in 3 set e perdendo poi, in una semifinale ben giocata, contro il vincitore del titolo Maddaloni. Le altre due medaglie di bronzo le conquista Giovanni Toti nel doppio misto con Corsini e nel doppio maschile con Caponio dell'Aereonautica.