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RadioGiornale Week-end

  • Sabato, 14 Aprile 2018 08:55
  • Pubblicato in Le Notizie

RadioGiornale Week-end

 

 

Non ce l'ha fatta l'uomo che nel tardo pomeriggio di venerdì 13 aprile era stato soccorso da un elicottero e condotto all'ospedale di Bergamo a causa della valanga che si è staccata al Crocedomini in territorio di Bienno. E la tragedia che ha coinvolto la vittima, il 36enne Andrea Morandini, sarebbe dovuta al mancato rispetto di alcuni divieti. L'uomo, si trovava in una comitiva con altre 3 persone: tutti sono saliti a bordo di alcune motoslitte, arrivando all'area sui 1.800 metri di altezza che in precedenza era stata colpita da altre abbondanti nevicate. Pensando di non provocare danni, sono saliti e con i movimenti dei loro mezzi motorizzati sarebbero andati anche fuori pista inducendo al distacco della neve. 3 di loro sono riusciti a salvarsi evitando di finire sotto la valanga, ma non è stato così invece per Morandini travolto da due metri di coltre.

 


La situazione da lavoro in "nero" in provincia di Brescia sta diventando sempre più preoccupante. Lo dicono l'Ispettorato del Lavoro e gli uffici della Vigilanza dell'Inps segnalando come nel 2017 si sia arrivati a scoprire 1.446 rapporti di occupazione irregolare e quindi annullati dalle autorità competenti. In questo panorama c'è spazio anche per una scoperta che gli ispettori della sede bresciana hanno compiuto: una persona era finita nel mirino delle indagini perché aveva assunto 30 lavoratori per svolgere le pulizie domestiche. Una cifra troppo alta per non destare sospetti e così i funzionari dell'Inps hanno voluto vederci chiaro. E si è venuti a capo di una situazione in cui la persona aveva prodotto quei rapporti di lavoro fittizi, solo per far ottenere dei permessi di soggiorno. Si è arrivati a capirlo anche attraverso l'ufficio Immigrazione della questura.

 


Cinque professori ordinari, due associati e una ricercatrice dell'università statale degli studi di Brescia – tra loro anche l'attuale rettore Maurizio Tira – sono indagati da parte della procura di Brescia per false dichiarazioni che avrebbero rilasciato in merito alla documentazione amministrativa. Il fascicolo fa riferimento a quanto sarebbe avvenuto tra il 2013 e il 2016, quando Tira non era ancora rettore della Statale, per lo svolgimento della libera professione per quanto riguarda i docenti universitari degli atenei pubblici. In particolare, si fa riferimento al fatto che i professori, per poter compiere anche altre attività all'esterno delle università, debbano chiedere l'autorizzazione proprio alle loro sedi di appartenenza per evitare rischi di conflitti di interesse e cumuli di impieghi. Nel senso anche che alcune attività possono essere svolte, ma senza stipendio, almeno che non sia solo un rimborso spese. Secondo l'accusa, gli otto nel momento in cui hanno compilato il documento di legge (si registrano ottanta episodi del genere) avrebbero smentito che si trattassero di attività in libera professione come invece ritiene la procura bresciana. A questa situazione si era arrivati dopo alcune perquisizioni da parte della Guardia di Finanza, ma anche su segnalazioni alla procura. Ora gli accusati hanno venti giorni di tempo per chiedere di farsi sentire dal magistrato Cassiani, oppure produrre memorie difensive. Il rettore si dice tranquillo sottolineando come questa vicenda stia coinvolgendo anche altri atenei italiani e parla di motivi legati all'interpretazione di alcune norme.

 

 

L'ennesima truffa da parte di un finto tecnico del gas è andata in scena giovedì, in una casa nei pressi della stazione ferroviaria a Desenzano del Garda. E' successo a una residente anziana che la sera prima aveva ricevuto una comunicazione sul fatto che il giorno dopo, giovedì appunto, le sarebbe stata sospesa l'erogazione dell'acqua dai rubinetti a causa di alcuni lavori di manutenzione alle strade circostanti. Ma giovedì era arrivato un temporale e la donna non pensava che avrebbero svolto dei cantieri in giornata. Tuttavia, come ha rivelato lei stessa raccontando la propria testimonianza alla stampa locale, si è vista presentare alla porta un giovane che si era qualificato come tecnico del gas e per controllare presunte perdite dopo un guasto che si sarebbe verificato la sera precedente. L'anziana lo ha fatto entrare e il presunto addetto ha aperto i rubinetti dell'acqua spruzzando anche un gas che di fatto ha narcotizzato la vittima inducendola a tosse e difficoltà a respirare. Poi, con una scusa, le ha detto che quel gas avrebbe potuto rovinare denaro e gioielli e quindi l'ha invitata a mettere tutto il materiale di valore nel frigorifero come "luogo sicuro". La donna ha acconsentito e si è vista portare via monili e soldi. Tra l'altro, lo stesso malvivente o un complice ci aveva provato anche con un'altra vicina, ma inutilmente perché non c'era nulla da rubare.

 

 

Nuovo clamoroso colpo di scena per il sistema degli aeroporti del nord-est. Giovedì, l'Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone ha depositato una delibera risalente ai primi di marzo in cui viene contesta la cessione diretta, senza passare da una gara pubblica, del 2% delle quote del Comune veneto di Villafranca alla società Save di Enrico Marchi che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso. Quella quota era stata ceduta nel marzo del 2014 con cui la stessa Save era riuscita ad arrivare al possesso del 40,3% delle azioni in Catullo, cioé il gruppo che gestisce anche l'aeroporto Gabriele D'Annunzio di Montichiari. A questa decisione Cantone è arrivato dopo un esposto di febbraio di Dario Balotta a capo dell'Osservatorio nazionale delle liberalizzazioni nelle infrastrutture e trasporti. La delibera dell'Anac è già stata notificata a tutte le parti coinvolte, dalla Catullo fino a Save, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all'Enac, alla procura di Verona e alla Corte dei Conti che dovrà accertare se la cessione della quota sia stata regolare. Un problema importante anche per lo scalo bresciano, visto che da tempo si sta studiando uno sviluppo proprio con Save per il cargo. Dalla società colpita stanno valutando di presentare ricorso al Tar, mentre Balotta chiede che le concessioni del Catullo e del "D'Annunzio" passino da gare pubbliche.

 

 

PALCOSCENICO:


Torna per il secondo anno Brescia Green: tre giorni dedicati all'ambiente e alla sostenibilità nel cuore del centro storico di Brescia, lungo Corso Giuseppe Zanardelli e via X Giornate. Un festival che coinvolge attivamente istituzioni e cittadini, scuole e università, imprese della green economy e organizzazioni, cooperative locali e realtà del terzo settore, ognuno, a modo suo, promotori di sostenibilità, attenzione all'ambiente e a stili di vita più consapevoli.

Sullo scenario di un'esposizione temporanea di attori della green economy, nel cuore della città si succederanno dalle 9 alle 20, sabato14 e domenica 15 aprile incontri, convegni, attività ricreative e laboratori tematici.
L'evento è completamente gratuito e aperto a tutti.

 

 

METEO:


PREVISIONE PER DOMENICA 15 APRILE 2018
Stato del cielo: da irregolarmente nuvoloso a nuvoloso, fino a molto nuvoloso o coperto nella seconda parte della giornata.

Precipitazioni: deboli a carattere di rovescio al mattino su bassa pianura orientale, diffusi piovaschi possibili dal pomeriggio su tutto il territorio, soprattutto in serata e nella notte. Neve oltre i 2200 metri.

Temperature: minime in aumento, massime stazionarie. In pianura minime intorno a 9°C, massime intorno a 18°C.

 

 

 

Data di pubblicazione: 14/04/2018