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Fratto_X al Teatro Odeon

  • Martedì, 05 Dicembre 2017 12:46
  • Pubblicato in Palcoscenico

Sarà FRATTO_X di ANTONIO REZZA e FLAVIA MASTRELLA a chiudere mercoledì 6 dicembre la prima parte della Stagione 2017/18 del Teatro Odeon promossa dal Comune di Lumezzane.

 

Antonio Rezza fa della fisicità il perno di una comicità caustica e surreale che si prende gioco dei tic della contemporaneità e descrive mondi vicini alle nostre fantasie folli.
Flavia Mastrella è l'artista che veste gli spazi come fossero muri, abiti, sculture, prigioni per consentire all'attore gli impeti corporei, le suggestioni plastiche, il dinamico guerreggiare scenico che non ha eguali nel teatro italiano.
Il palcoscenico diventa un habitat illuminato come un'immagine digitale, con lunghi lenzuoli che citano la X del titolo, dove il geniale performer inciampa, si muove, inventa, si trasforma.
Lo affianca in scena Ivan Bellavista. Di Mattia Vigo è il disegno luci; Massimo Camilli è assistente alla creazione.

 

La produzione RezzaMastrella è realizzata con Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa e TSI La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello.

 

Lo spettacolo è in programma mercoledì 6 dicembre con inizio alle 20.45. Il teatro apre alle 20.

 

Posti ancora disponibili. Ingresso 21 euro (18 il ridotto).
Ultime prevendite presso:
biglietteria del Teatro Odeon (via Marconi 5, tel. 030 820162) martedì 5 e mercoledì 6 dicembre dalle 18.30 alle 19.30;
Punto Einaudi a Brescia negli orari di apertura della libreria (dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 19,via Pace 16/a, tel. 030 3757409);
online su vivaticket.it (solo a prezzo intero con aggiunta del diritto di prevendita).

Info dettagliate alla biglietteria del teatro (aperta il martedì e il mercoledì dalle 18.30 alle 19.30 e nelle date degli spettacoli in cartellone) e al sito www.teatro-odeon.it .

 

Scheda spettacolo

ANTONIO REZZA FLAVIA MASTRELLA
FRATTO_X
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista (mai) scritto da Antonio Rezza habitat di Flavia Mastrella assistente alla creazione Massimo Camilli disegno luci Mattia Vigo organizzazione generale Stefania Saltarelli una produzione RezzaMastrella
Fondazione TPE Teatro Piemonte Europa | TSI La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello

 

Note di Antonio
Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce?
Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?
Due persone discorrono sull'esistenza.
Una delle due, quando l'altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza.
La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l'ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l'odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare.
Bisognerebbe morire appena un po' di più.

 

Note di Flavia
L'habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l'impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l'inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Come anche Fratto_X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell'immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L'inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell'urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell'atteggiamento.

 

 

La storia
Il telecomandato gira in cerchio: la spensieratezza non ha luogo. Entra la ferraglia con la pelle appesa. E con la voce forte. Si gira e se ne va. Urla da lontano parole piene d'eco. Torna e se ne va. L'eco ammutolisce. Un taxi perduto è un lamento mancato, disperazione in cerchio con autocritica fasulla, vittimismo di regime, modestia tiranna e tirannia del consueto. Tutto ciò che si assomiglia va al potere. E Rocco e Rita a fare uno il verso non dell'altro ma dell'uno. A imitar se stessi c'è sempre da imparare. Ma chi imita se stesso è la cancrena nell'orecchio di chi ascolta. E marcisce l'ambizione. L'ansia non è uno stato d'animo ma un errore posturale. Forma e demenza non viaggiano mai sole. Tra le dune di un deserto, uccelli migratori volano felici sulla testa di due uomini sereni, lievemente turbati dall'arroganza del potente di turno, essere antropomorfo con le braccia malformate dal compromesso elettorale. La cultura è fatta a pezzi da chi ama sceneggiare. E poi la voce di uno fa parlare l'altro che muove la bocca per sentito dire. E si lamenta del suo poco parlare con la voce che lo fa parlare. Litiga con la voce che lo tiene al mondo. Applausi a chi ha ben poco da inchinare. Rarefatta dalla santità, Rita da Cascia oltraggia la provenienza, si ama non per sentimento ma per residenza: siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione. Il lottatore di sumo desume che dedurre è un eccesso. Sindoni a confronto con cartoni animati redentori. Guerrieri di ritorno da niente e specchi carnefici a mettere parole in bocca allo specchiato.

 

Data di pubblicazione: 5/12/2017